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Edizione provinciale di Pordenone


L'INTERVISTA - Alberto Casagrande: "Quanto affetto, grazie a tutti"

Vinto il male, l'attaccante del SaroneCaneva torna sulla sua storia, raccontata domenica da Gianpaolo Leonardi: "La mia speranza è che quanto mi è successo dia forza a chi si trova a vivere situazioni difficili. L'unica cosa che possiamo fare è non mollare mai"

Non si corre il rischio di essere ripetitivi di fronte a storie come quella, a lieto fine, di Alberto Casagrande, il trentenne attaccante che domenica è ritornato in campo dopo aver vinto la sua battaglia nei confronti di un linfoma che lo aveva attaccato. La vicenda di Alberto, raccontata su questo sito da Gianpaolo Leonardi, ha suscitato emozioni e affetto per un ragazzo che, nel piccolo grande mondo del nostro calcio, in tanti hanno incontrato, apprezzandone le qualità umane e morali, oltre a quelle tecniche.
Siamo così tornati a fare quattro chiacchiere con Alberto a tre giorni da quei 15' minuti disputati contro la Liventina nelle cui fila il puntero esordì a livello di prima squadra. Quindici minuti che condensano impegno e sforzi durati mesi, senza mai perdere la speranza di vincere il male.
Alberto, se l'aspettava tanto interesse e affetto nei suoi confronti? 
"Non così, anche se in tanti anni di calcio ne ho conosciute di persone... La mia speranza è che questa storia dia forza a chi si trova a vivere in situazioni del genere; so che è difficile, ma bisogna non mollare mai, questo almeno è quello che ho imparato sulla mia pelle".
Ha vissuto dei momenti duri?
"Molto duri, e devo ringraziare i medici del Cro di Aviano e tutti quelli che mi sono stati vicini. Non mi sono mai arreso, in questo forse il calcio mi ha insegnato qualcosa. La voglia di tornare in campo, di tornare quello di una volta è stata una molla importante credo".
Domenica cosa ha provato?
"Una grande emozione, e anche felicità perché sono tornato a fare quello che mi piaceva. Ora sto benone e sono davvero grato a chi mi ha aiutato, amici, famiglia, datore di lavoro, società, allenatore e compagni di squadra che mi hanno accolto a braccia aperte dopo avermi aspettato. Sono stato fortunato, in queste cose bisogna esserlo; testardo e fortunato a vincere la malattia".
L'avventura calcistica continua...
"Prima di scendere in campo ti tornano alla mente tanti ricordi: i dieci anni nel vivaio della Sacilese, l'esordio in prima squadra con la Liventina, le stagioni trascorse con Vigonovo, Union Pasiano, il Montereale del mio attuale tecnico, Giovanni Mussoletto, e poi il Porcia con Titta Da Pieve...".
Parliamo di campionato: Alberto Casagrande come vede la situazione del SaroneCaneva?
"Per ora abbiamo raccolto meno di quello che speravamo, ma la stagione è ancora lunga e vogliamo risalire la classifica per puntare almeno ai play-off. Certo, i molti infortunati hanno reso tutto più complicato, ma... non molliamo di certo e il sottoscritto, in questo, è allenato".
Quanti gol vorrebbe segnare da qui alla fine del campionato?
"Intanto dovrò lavorare sodo per crescere in condizione e confidenza così da poter giocare anche 90'. Ovvio che sarebbe un sogno arrivare in doppia cifra, per quanto io non sia mai stato un attaccante che ha realizzato molte reti; semmai, ne ho fatte segnare parecchie ai compagni di reparto e di squadra". 
In bocca al lupo e ancora bentornato Alberto! (alma)


 


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  Scritto da La Redazione il 24/11/2016
 

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