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Edizione provinciale di Udine


IL CASO - Labollita dopo l'aggressione di Ancona: io mi fermo qui

Il presidente del Calcio a 5 Palmanova ritiene conclusa la quasi ventennale esperienza in un mondo che sembra aver perso la ragione: "Mai successa una cosa del genere, e sì che di posti ne abbiamo girati. Ci fanno fare una trasferta di mille chilometri e troviamo arbitri del posto...".



Signori, la misura è colma: parola di Roberto Labollita. Il mitico presidente del Calcio a 5 Palmanova, società storica del movimento regionale, anzi, nazionale, non ne vuol sapere di andare avanti, una decisione che già lo stava tentando, ma che diventa praticamente certa dopo l'amara, anzi assurda avventura vissuta nella gara play-off disputata e brillantemente vinta ad Ancona. Al termine della quale, il patron amaranto è stato aggredito da alcuni personaggi fuori controllo e s'e l'è vista veramente brutta: fortunatamente i danni fisici sono circoscritti, quelli psicologici non proprio. 

Presidente Labollita, come sta?
"Ancora scosso per una vicenda che ancora oggi mi sembra allucinante. In 18 anni di calcio a 5, vissuti tra campionati nazionali e regionali, andando a giocare in un'infinità di posti, una cosa del genere non l'avevo mai vista. Ma non c'è solo l'aggressione ad aver lasciato il segno, anche se essere malmenati e buttati a terra da esagitati senza nessuno presente non è stato per nulla piacevole, anche perché non sono più un ragazzino. Tutta la gestione dei play-off ha prodotto in me una grande amarezza, tanto che a fine stagione sono intenzionato a gettare la spugna".
Cosa non le è andato a genio?
"Mandarci ad Ancona, farci fare una trasferta di mille chilometri tra andata e ritorno mi è sembrato veramente eccessivo per una gara d'esordio dei play-off. Facciamo una grande fatica a portare avanti l'attività, certi costi non possiamo sopportarli. E dopo tanto viaggiare, fanno arbitrare la partita a due fischietti di lì. Che ci tartassano, come dimostra l'espulsione, incomprensibile, di Alex Bearzi. Assurdo".
Però la sua squadra non solo resiste, ma trionfa...
"I ragazzi sono stati fantastici e, capita l'antifona, hanno reagito come lo riescono a fare solo le grandi squadre. Nella ripresa li abbiamo asfaltati, e credo che la mia aggressione sia stata proprio la conseguenza di chi credeva di fare del Palmanova un solo boccone e invece... Abbiamo trovato un ambiente molto caldo, molto".
E il viaggio?
"Quello è stato una vera e propria avventura. Il pulmann non era molto in forma, siamo partiti alle 7 di mattina di sabato, arrivando ad Ancona alle 14. Dopo la partita ci siamo fermati a cenare, per poi prendere la strada di casa: il ritorno si è trasformato in una piccola odissea, il torpedone funzionava a singhiozzo, le luci si spegnevano..., abbiamo temuto di rimanere a piedi. Infine, siamo giunti a Palmanova dopo le 4 del mattino e qualcuno è arrivato a casa alle 5 e passa. Ma chi ce lo fa fare!".
La passione, presidente. E questi splendidi ragazzi, che ora dovranno affrontare l'altra protagonista del triangolare play-off, il Thiene. E se doveste salire in B?
"Le partite vanno giocate dando sempre il massimo, al futuro ci si pensa eventualmente dopo. Per quel che mi riguarda, ho maturato l'intenzione di lasciare a prescindere da come finiranno i play-off". 

Alessandro Maganza

@RIPRODUZIONE RISERVATA


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  Scritto da La Redazione il 15/05/2017
 

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