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Edizione provinciale di Gorizia


IL CASO - Tentato scasso notturno all'Ufm

Una squadra misteriosa si è introdotta furtivamente al Comunale di Monfalcone e ha cercato di segnare un gol a Contento. Ma Ivano Milan, che se ne stava di guardia in panchina, ha dato l'allarme...


Incredibile quello che è accaduto ieri, nel cuore della notte di Monfalcone. Al vetusto quanto mitico stadio comunale di Via Boito tutto taceva e nulla lasciava presagire quello che poi si è inopinatamente verificato. 
Ebbene, un'intera squadra di calcio, utilizzando alcuni piedi di porco e altra attrezzatura idonea all'effrazione, si è furtivamente introdotta all'interno dell'impianto sportivo casa dell'Ufm e, in assetto da partita e a illuminazione spenta, ha provato a segnare un gol nella porta solitamente difesa dal giustamente rinomato Michele Contento
Va spiegato che l'insidioso e truffaldino raid era stato organizzato dopo aver preso atto dell'impossibilità di forzare il bunker dello squadrone monfalconese in una regolare partita di pallone. Del resto, parliamo della difesa meno battuta dell'intera Italia calcistica, che non è roba da poco per quanto lo "Stivale" sia stato svalutato dalla mancata qualificazione al prossimo Mondiale. 
Dunque, in tredici gare di campionato l'Ufm ha subito una sola rete, quella firmata di testa da Raugna durante un memorabile derby disputato dalla fuoriserie di Trentin al Fogar, tana di uno Staranzano in grande spolvero. Ebbene, quel match si disputò lo scorso 24 settembre, terza d'andata. Fu il rampollo di Zanuttig, l'allenatore del Lumignacco, a cannoneggiare durante il secondo tempo di quel combattutissimo match, costringendo Contento alla deviazione miracolosa; ma il pallone fu preda di Raugna che lo schiacciò di testa da distanza ravvicinata, bucando la retroguardia degli azzurri, che poi ci misero una toppa nel recupero con Airoldi, evitando di perdere l'incontro, terminato dunque 1-1. Da allora sono trascorse 10 gare e quasi mille minuti senza che nessuno sia riuscito a emulare il centrocampista Marco Raugna.  

Ma torniamo alla scandalosa operazione di ieri notte. La squadra stava già per colpire quando il mitico bomber Ivano Milan, bandiera ormai pienamente recuperata dell'Ufm, ha dato l'allarme. Sì, perché Milan sovente fa il turno di guardia dall'una di notte alle cinque, disteso in panchina, con tanto di coperta di lana per proteggersi dal freddo, già assai pungente, e passamontagna calato sul testone. Ivano dorme tenendo però socchiuso un occhio e ben aperte entrambe le orecchie. Per fortuna, verrebbe da aggiungere. Questa notte Milan, intuito che qualcosa di grave stava verificandosi, ha azionato la sirena d'emergenza, i rilettori del Comunale si sono accesi, Corso è stato il primo a gettarsi in campo uscendo come una furia dagli spogliatoi, e il suo urlo da folle omicida ha letteralmente terrorizzato i maramaldi pescati con le mani nella marmellata, ossia mentre si avvicinavano all'area di rigore prescelta per lo scasso. Mentre la squadra senza nome, presa in contropiede, si riorganizzava, Michele Contento si era già piazzato davanti alla porta e a proteggere il portierone provvedevano Ojo, Tessari e Sincovich, oltre naturalmente al già citato Gianpaolo Corso, in costante contatto (via barba) con Michelone Contento. 
Il quale Contento ringraziava a voce Milan, e in segno di massimo disprezzo nei confronti degli invasori, bloccava l'ingresso dei mediani e dei centrocampisti dell'Ufm: "Tranquilli, bastiamo noi per questi qui". 
La facciamo breve: dopo 50 minuti di tentativi, anche schierando 5 attaccanti di ruolo e due mezze punte, la squadraccia di furbacchioni si rese conto che era impossibile segnare a una difesa del genere; Corso ne aveva mandati già tre all'ospedale utilizzando i gomiti, i tacchetti e uno spillone che teneva nascosto dietro l'orecchio sinistro (i trucchi del mestiere...), i difensori più giovani di Trentin esibivano tackle, anticipi, colpi di testa e contrasti diabolici, il tutto avveniva con movimenti sincronizzati. Per 124 volte, inoltre, gli ospiti indesiderati andavano alla conclusione, ma Contento, come accade in certi cartoni animati, respingeva, bloccava e deviava ogni tiro, maligno o dinamitardo o ad effetto, senza mostrare particolari affanni. 
Poi, spariti i rompiscatole notturni, quelli dell'Ufm si sono allenati per ancora un'oretta: nel frattempo era arrivato al Comunale Denis Godeas, il quale - reso edotto dello sconcertante episodio - ha preso la palla al balzo e ha offerto ai compagni caffé e cornetti.
S'era ormai fatto giorno, un altro giorno che trascorrerà senza subire gol. 

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 @RIPRODUZIONE RISERVATA

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  Scritto da La Redazione il 04/12/2017
 

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