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Edizione provinciale di Udine


IL PERSONAGGIO - Della Bianca, il "giovane leader"

A colloquio con Edoardo da San Vito al Tagliamento, universale e capitano dell’Udine City di Tita Pittini, nonchè della Rappresentativa regionale di calcio a 5. A nemmeno 21 anni. ”Settore giovanile e mezzala alla Sanvitese, Vittore mi voleva al Cjarlins Muzane. Poi il mio professore Currò…Ora intendo mettermi alla prova nel futsal: non mi pongo limiti. Grande impresa contro il Palmanova. E sabato…”


Arriva di corsa, da lontano, dall’atletica leggera. Con classe, personalità e carisma. Perchè non si viene nominati capitani per caso, a 21 anni ancora da compiere. Edoardo Della Bianca, da San Vito al Tagliamento, “universale” e aspirante stella dell’Udine City di calcio a 5 (sabato prossimo alle 16.30, al Palacus di Udine, la formazione di Tita Pittini sfiderà Il Futsal Sosmoke Ascoli nel primo match degli spareggi nazionali) e della Rappresentativa regionale, è l’ometto con la fascia ed i capelli al vento (alla Carles Puyol, l’ex carismatico capitano - guarda caso - del Barcellona, ndr) uscito presto, forse troppo, dal vortice dal calcio a 11 (Sanvitese, ndr). Per la gioia di quelli della tribù del futsal, che si godono questo talentino, fuori dalla palestra studente di Scienze Motorie a Gemona.

 “Se sono arrivato al calcetto, la “colpa” è del  mio professore Currò, che ha insistito affinchè tentassi – ricorda “Edo” – mi ha presentato a Tita Pittini, che mi coccola e mi ha responsabilizzato, affidandomi la fascia. Cercherò di fare del mio meglio”.

Traslocare dal calcio a 11 a quello al coperto, ad un età cosi verde, è piuttosto inusuale
“Nella Sanvitese avevo bruciato le tappe, perchè sono stato subito trasferito dagli allievi alla prima squadra, giocando anche qualche mese in serie D, l’anno della retrocessione. Poi ne ho disputati altri due in Eccellenza. Ma il destino per ora, ha voluto cosi: ed eccomi qua, all’Udine City”.

Formazione della quale sei stato nominato capitano: scavalcando gente molto più navigata…
”Non me l’aspettavo, sono sincero, dopo cosi poco tempo. Sono uno silenzioso, preferisco parlare con i fatti. Ma, se c’è una parola giusta da dire, non mi tiro indietro”.

Eri uno promettente, sul prato verde.
“Cosi dicono. Agivo da mezzala, prediligevo gli inserimenti. Ma quello, per adesso, è il passato”.

Mai “rischiato” di rientrare?
“Ci ha provato mister Vittore, quando guidava il Cjarlins Muzane. Ma ho preferito declinare: che senso avrebbe avuto, dopo soli quattro mesi, mollare una nuova esperienza?”.

Differenza tra i due…sport?
“Inizialmente non è semplice adattarsi alla diversa velocità di gioco. Ma, soprattutto, di pensiero: devi prendere tante decisioni in pochi attimi”.

 A proposito di esperienza: il Torneo delle Regioni?
“Stimolante. Ringrazio per la fiducia che lo staff e i compagni hanno riposto nel sottoscritto e mi è spiaciuto per l’esito del quarto di finale con il Lazio. Però, insomma, l’obbiettivo del passaggio della fase a gironi è stato raggiunto e, rispetto ai nostri avversari, il bacino d’utenza è diverso: 8 gironi di serie C nei quali pescare contro uno...".

Il vulcanico Pittini sostiene che, tra 3 - 4 anni, ti vedremo frequentare la serie A2: esagera?
“Lui è un mio estimatore, ma andrei con calma. Devo ancora acquisire piena coscienza delle mie possibilità e capire, come primo step, se sono in grado di reggere la B. Certamente non mi pongo limiti”.

 Serie B, appunto. Sabato, c’è la prima sfida del triangolare nazionale.
“Intanto diciamo che nel play - off contro il Palmanova i miei compagni hanno realizzato una grande impresa. Io ero a bordo campo (squalificato, ndr) e nutrivo comunque grande fiducia che potessero ribaltare il 2 – 5 del primo tempo. E infatti…In vista del triangolare, ed in particolare della gara con l’Ascoli invece, sarà fondamentale partire bene. Magari vincendo…”

Roberto Zanitti

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  Scritto da La Redazione il 09/05/2018
 

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