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Edizione provinciale di Gorizia


MLADOST - Caiffa: strada facendo ho capito che potevamo provarci

Parla il tecnico del sorprendete salto in Promozione. Squadra più coperta ed equilibrata col 4-1-4-1, l'obiettivo iniziale era la salvezza anche all'ultima giornata. I nodi? L'impianto di Doberdò e i fuoriquota


Una delle grandi sorprese di questa stagione è senz’altro la storica salita in Promozione del Mladost, società della piccola comunità di Doberdò del Lago, sule pendici del Carso ronchigino. Una società quasi familiare con ottimi collaboratori tecnici che ha portato, assieme ovviamente ai giocatori e al loro condottiero Stefano Caiffa, a questo incredibile traguardo. E dopo la certezza matematica del salto di categoria sentiamo come il tecnico Caiffa ha vissuto questa straordinaria annata.   

Come va ora in Promozione con questo Mladost?
“Siamo molto contenti. Personalmente questo risultato l’avevo sfiorato da giocare ai tempi in cui giocavo qui a Doberdò una ventina di anni fa giungendo alla finale di promozione perdendo poi i play-off. Questa volta lo accolgo da allenatore e la soddisfazione è veramente grande".

Avevate in mano il campionato, poi un breve periodo di raffreddamento dopo la pausa pasquale poteva mandare tutto all’aria. Cos’ha pensato in quel momento?
“Nelle prime sette partite di campionato abbiamo raccolto sei punti e per arrivare a 52 significa che nelle successive gare ne abbiamo raccolti ben 46, sono tanti, circa un media di due punti a partita. Perdendo un unico match nel girone di ritorno a Villesse, credo, a parte quella piccolissima flessione con due pareggi abbiamo viaggiato a una media stratosferica. Lo dicono i numeri, 46 punti in 23 partite sono tanti. Onore al Chiarbola che aveva diversi punti di vantaggio su di noi alla fine del girone d’andata, però noi abbiamo recuperati 15 punti sul Domio e dai tre agli undici rispetto alle altre squadre facendo un’escalation di 23 partite notevole".

Mister, ci credeva a questa performance oppure è stata una sorpresa?
“Devo dire la verità, quando sono arrivato al Mladost la società aveva chiesto la salvezza, magari anche all’ultima giornata, evitando di arrivare ai play-out come l’anno scorso. Quando ho conosciuto questo gruppo giovane che non ha mai disdegnato il lavoro anche nei momenti di fatica, ho pensato che se avessi pigiato sull’acceleratore avrei potuto alzare l’asticella. Sarei un falso dire di aver pensato di salire in Promozione. Doberdò è un piccolo paese, la gente ti viene a vedere, ti stima e quant’altro, però nel corso del campionato ho cominciato a crederci e a convincermi di poter fare questo salto con questi filotti di risultati".

Questa promozione è arrivata anche attraverso il gioco di mister Caiffa: che segreti ha?
“Solitamente utilizzo due punte, ma essendo il nostro campo  di dimensioni ridotte, ho optato il 4-2-3-1 sposato per lungo periodo, per poi passare al 4-1-4-1 con il quale sono arrivati questi risultati. Con ciò siamo riusciti a coprire la zona difensiva egregiamente poi sì, hai una punta ma di fatto di ritrovi con un 4-3-3 in fase d’attacco il quale spesso ha messo in difficoltà le avversarie".

Il reparto dove è stato sorpreso qual è stato?
“I numeri direbbero la difesa, essendo la seconda migliore del campionato, ma è stata una vittoria di gruppo, di ragazzi coesi. Rispetto all’inizio dove avevamo fatto un po’ di fatica a trovare la quadratura a centrocampo, passando ad un modulo più chiuso abbiamo trovato la copertura eccezionale portando la squadra ad offendere in maniera equilibrata e difendere eccelsamente".

Adesso il Mladost è chiamato a disputare un campionato impegnativo: forse a Doberdò non ci si rende ancora conto, ma come lo affronterete?
“Da matricola vera. Sui 22 giocatori attuali forse solo due hanno già giocato in Promozione, tutti gli altri saranno matricole. Nel recente passato ho avuto la fortuna di allenare due anni in Promozione e so che è un campionato veramente tosto. Dovremo attrezzarci, cercando delle armi e formule nuove per poter competere con certe corazzate fuori dalla nostra portata sulla carta".

E dove lo affronterete questo campionato? Rimarrete a Doberdò con deroga al campo, oppure c’è qualche alternativa?
“L’obiettivo principale è di rimanere a giocare qui sul nostro campo e spero che arrivi la deroga. Per noi sarebbe un problema affrontare un campionato già difficile su un campo non nostro. So che sono in programma dei lavori di adeguamento agli spogliatoi e tribuna, ma il campo al momento non riusciremo a toccarlo. Saranno anche un problema i fuoriquota e avremo assoluto bisogno dell’aiuto delle società limitrofe come sempre hanno fatto. Mi riferisco in particolare al Ronchi che ci ha sempre dato un grandissimo aiuto".

Adesso cosa fa Stefano Caiffa, si gode le vacanze?
“Parlando con la società, gli intenti sono di continuare insieme, intanto onoriamo il campionato giocando l’ultima partita dei play-off, poi una pausa di una decina di giorni prima di pianificare e riprendere il lavoro a tavolino".

Claudio Mariani

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  Scritto da La Redazione il 17/05/2018
 

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