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Edizione provinciale di Udine


PARLA IL TECNICO - Nicola: "Per ora faccio l'alchimista"

Alla vigilia dell'esordio sulla panchina bianconera (domani, alle 15, contro la Roma, al "Friuli Dacia Arena"), il mister rimane abbottonato. "Dobbiamo ragionare sempre da squadra, con equilibrio e organizzazione. E l'errore non deve essere visto come una tragedia". Indisponibili Wague e Barak, convocato Coulibaly


Avanti un altro. Nono allenatore degli ultimi cinque campionati - 33.esimo dell’era Pozzo - Davide Nicola prova a risollevare (prima o poi succederà) l’Udinese. Da una classifica deficitaria e da una situazione morale che non pare altissima. La Roma (anche se orfana di Manolas, De Rossi, Pastore, Perotti, con Kolarov incerto e con qualche califfo in panca: martedi c’è il Real Madrid in Champions) non sarebbe l’avversario migliore per un rilancio. Ma domani (ore 15, arbitro Fabbri) al “Friuli Dacia Arena”, contro un avversario tanto avanti in Europa quanto ondivago in campionato, potrebbe davvero succedere di tutto.

“Mi sto concentrando su come risolvere le situazioni - attacca Nicola - e, per quanto riguarda la sosta, con undici nazionali assenti, si tratta di una particolarità comune a quasi tutte le squadra. Ho avuto comunque l’opportunità di conoscere un gruppo ristretto prima e gli altri poi: quello che conta è stabilire relazioni. Per quanto riguarda la filosofia di gioco, mi sono occupato di spiegare alcuni principi base: tenendo però conto dei dettagli, che fanno la differenza”.

Scendendo nel dettaglio?
“Desidero grande attenzione e disponibilità nel mettere in pratica quello che abbiamo preparato. Non sarà tutto perfetto, ma l’errore non dev’essere visto come una tragedia, bensì come un passaggio necessario nell’apprendimento di un nuova filosofia di gioco. Voglio una squadra che sappia rimediare: non saremo perfetti, però dobbiamo mettere passione e coraggio in tutto quello che facciamo”.

I nazionali come stanno?
“Sono tornati a posto, anche se con i consueti problemi di fuso orario: per fortuna abbiamo uno staff preparato per monitorare costantemente i ragazzi. Sono comunque tutti vogliosi e curiosi di mettersi a disposizione. E questo è molto importante”.

Qualche assenza?
“Siamo in 22: una fortuna che non avevo in altri contesti. Prenderemo le ultime decisioni dopo il briefing finale stasera”.

Quali cambiamenti possiamo attenderci, rispetto alla precedente gestione?
“Naturalmente di parte da un conosciuto: fondamentale per costruire e comprendere i nuovi principi. Per me contano gli spazi e la relazione tra i reparti, ma anche la capacità di essere aggressivi e propositivi. Il tutto all’insegna dell’organizzazione e dell’equilibrio: fondamentale, in qualsiasi modo si decida di stare in campo”.

La Roma?
“E’ costruita e impegnata per giocare su più fronti: e se mancherà qualcuno non avrà difficoltà a trovare giocatori che creino problemi. I miei non dovranno però pensare al risultato, ma ad applicare ciò che ho chiesto. E’ necessario essere squadra, dentro e fuori dal campo”.

Qualcosa da temere in particolare?
“Questo è un concetto che non mi appartiene. Penso piuttosto a battermi bene io stesso: vuoi mettere il gusto di affrontare un grande avversario, con l’opportunità di poter crescere?”.

L’avrete studiata bene comunque.
“La cosa più importante è definire le priorità. Non saremo ancora il massimo, ma non sono un mago, per ora faccio l’alchimista…”

E’ una specie di primo esame?
“Bisogna innanzitutto essere squadra: un passaggio fondamentale per fare la differenza. Il resto è una serie di dettagli sui quali lavoreremo nel tempo. Ma partiamo da noi. Le settimane di sosta? Non voglio spostare l’attenzione”.

Come sta Lasagna dopo la negativa parentesi azzurra?
“Chi lavora, sa che la critica è sempre dietro l’angolo e fa parte del gioco: sta a noi riconoscere quella costruttiva da quella manipolativa. Serve essere consci delle proprie qualità, ma anche capire dove puoi migliorare. Lasagna è un ragazzo fantastico ed è arrivato in Nazionale. Sappiamo poi perfettamente che, se facciamo gol, siamo bravi belli, altrimenti meno belli e meni bravi. Ma quello che conta, ripeto, è il collettivo. Se impareremo a ragionare in questo modo, andremo lontano”

A proposito di punte: e Vizeu ?
“Con la propria testa, ognuno deve pensare di essere utile alla causa. Senza perdere e far perdere tempo agli altri. Vizeu deve continuare a lavorare come in questi giorni e il suo tempo verrà, magari anche già domani...”

I CONVOCATI. Portieri: Musso, Scuffet, Nicolas. Difensori: Ekong, Nuytinck, Opoku, Pezzella, Samir, Ter Avest, Stryger Larsen. Centrocampisti: Behrami, D’Alessandro De Paul, Fofana, Manfragora, Pontisso, Coulibaly. Attaccanti: Lasagna, Machis, Micin, Pussetto, Vizeu.

Roberto Zanitti



 


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  Scritto da La Redazione il 23/11/2018
 

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