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Edizione provinciale di Udine


PRIMA A - Basso: campionato duro, ma il Campeglio si farà valere

Intervista al tecnico dei gialloneri: "Questi sono campionati Amatoriali per modo di dire, da noi è l'amicizia che muove tutto. Dobbiamo pensare a salvarci e poi potremo giocare con maggior tranquillità. Una volta c'erano più passione e attaccamento alla maglia"

In quest periodo di sosta dei vari campionati approfittiamo per andare a mettere in risalto particolarità, peculiarità e quant’altro di qualche squadra del pianeta amatoriale, soprattutto di alcune finora poco rese visibili. Siamo andati a fare quattro chiacchiere a Campeglio con il mister Giorgio Basso della formazione partecipante al campionato di Prima categoria della Lcfc, girone A.

La posizione di classifica non entusiasma il condottiero, da tre anni mezzo al timone della squadra, ma sono altri valori a soddisfarlo: “In questo primo scorcio di stagione a livello di risultati non va benissimo; diverso è il discorso in quanto a gioco e a prestazioni in campo. In questi campionati basta poco per spostare gli equilibri, se ne vanno due pedine importanti e poi per far assimilare il gioco ai nuovi arrivati ed integrarli ci vuole del tempo. Il Campeglio negli anni purtroppo – si rammarica il mister – non ha mai avuto giocatori di alto rango, magari con trascorsi di categoria Figc anche alta e che vengano a giocare da noi, cosa che avviene invece in qualche altra società. Al Campeglio la calamita è essenzialmente l’amicizia, cosicchè può arrivare l’amico di Tizio o di Caio, anche giovane in uscita dagli juniores o dalla Terza categoria, si unisce al gruppo e in questo modo viene costruita questa squadra. Poi sta a noi lottare e lavorare alacremente per riuscire a disputare una categoria importante negli amatori. A questo proposito – sottolinea mister Basso - ci terrei a mettere in evidenza che da sei/sette anni si nota poco di veramente amatoriale in queste categorie. Ci sono le promozioni, le retrocessioni, ora tre ma fino ad una paio di anni fa erano quattro, e con ciò per rimanere in categoria devi fare degli sforzi, devi impegnarti e ciò andrebbe contro lo spirito veramente amatoriale. Altrimenti sarebbe meglio iscriversi in Terza, giocare per il puro divertimento senza l’assillo della classifica, con un bel terzo tempo”.

Dall’analisi degli ultimi risultati si nota una certa quadratura del cerchio al Campeglio. “Stanno rientrando dagli infortuni di inizio stagione alcuni giocatori ma siamo partiti senza un paio di pedine importanti dello zoccolo duro degli anni precedenti e pian piano la squadra sta prendendo forma. Bisogna dire che il format del campionato prevede in pratica due fasi distinte tra il girone di andata e quello di ritorno e di conseguenza ora puntiamo tutto in questa seconda fase, la più importante, con il massimo sacrificio e la giusta mentalità. Non c’è un singolo giocatore che è emerso in questo finale d'andata, a tirarci su è solo la mentalità cambiata nell’intero gruppo. Uno o due giocatori non possono risolvere da soli le problematiche di una squadra, possono certamente dare qualcosa in più o essere trainanti ma occorre lavorare tutti assieme per raggiungere certi scopi”.

L’attuale classifica del Campeglio non è quella definitiva, c’è una gara da recuperare, altre squadre ne hanno più d’una. Occorre quindi programmare a dovere la ripresa degli allenamenti. “Durante la pausa natalizia negli anni scorsi avevamo continuato con il lavoro sul campo, quest’anno ci siamo fermati e riprenderemo il 3 gennaio. Durante la stagione, dopo il percorso della preparazione, svolgiamo due allenamenti settimanali  ed ora è giunto il momento di staccare per alcuni giorni la spina e lasciare tranquilli i giocatori con le proprie famiglie per riprendere poi in tutta serenità”.

Giorgio Basso, una bandiera del Campeglio, tanti anni con la maglia giallonera da giocatore e ora il percorso di allenatore. “Sono qui al Campeglio dal suo primo giorno di fondazione, nel 1996, prima ero con il Bar Roma di Povoletto, ormai scomparso, e all’epoca eravamo veramente amatori, con solo due gironi mentre adesso chi ne ha più ne metta. La differenza tra quel movimento e l’attuale è semplice, non è più un vero calcio amatoriale ed è diventato molto più competitivo. E’ un campionato parallelo con quelli della Figc con la differenza di giocare al venerdì, sabato o lunedì e alla domenica poter stare con la famiglia. Noto altresì che la passione di una volta per il calcio è calata. I ragazzi si sentono già arrivati, non mettono in campo la passione, l’appartenenza alla maglia. Ai miei tempi non dormivi la sera precedente a una partita importante. Le attuali squadre sono più attrezzate, devi seguire un certo percorso di allenamenti per arrivare a certi obiettivi e nessuno regala niente”.

“Gli obiettivi del Campeglio? Dobbiamo cominciare a fare più punti possibile – si augura il mister – per poi continuare con un campionato più tranquillo esprimendo il nostro gioco, ma nulla di più. La nostra è una squadra dalla quale non si può pretendere che salga in Eccellenza perché i livelli sono diversi. Dobbiamo innanzitutto cercare di salvarci, poi quel che verrà sarà ben accettato. Chi mi ha impressionato? Sebbene la classifica sia un po’ bugiarda, ho visto bene contro di noi il Braulins e i Gunners, formazione caparbia e ben compatta. E ovviamente il Turkey Pub con cui abbiamo disputato una buona partita ma non siamo stati messi in difficoltà come invece accaduto con le altre due formazioni. Però il campionato è comunque molto equilibrato”.   

Minisito CAMPEGLIO 1996
Statistiche generali - Dati squadra - Andamento stagionale - Marcatori (se inserita la rosa...)



 

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  Scritto da La Redazione il 30/12/2018
 

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