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Edizione provinciale di Pordenone


SERIE B - Martinel, che sberla al Maccan

Clamoroso poker dei pordenonesi, corsari al "PalaPrata" senza subire reti. E per la formazione di Salfa è crisi. Asquini. "Siamo quinti, ma l'obbiettivo rimane la salvezza." Vascello: "Fenomenali". Simone Maccan: "Hanno sfruttato i nostri errori, però sei sconfitte sono troppe. Ora dobbiamo riflettere..."



MACCAN – MARTINEL   0 - 4
GOL
: 32”pt Milanese 46”pt Kamencic, 7’25”st Perin, 18’45”st Grzelj 

MACCAN: Marchesin, Verdicchio, Della Bianca, Koren, Vulikic, Buriola, Dindo, Stendler, Radiskovic, Spatafora, Bortolin, Moras. Allenatore: Salfa. 

MARTINEL: Vascello, Perin, Tosoni, Serraino, Zuliani, Grzelj, Barzan, Kamencic, Milanese, Grigolon, Fanigliulo, Kapun. Allenatore: Asquini. 

ARBITRO 1: Filippi di Bergamo. Arbitro 2: Spadola di Bergamo. Cronometrista: Copat di Pordenone 

AMMONITI: Vascello, Vulikic, Koren, Milanese, Perin, Stendler 

Tiri liberi: 0/0, 0/0. 

PRATA. Quattro a zero. Senza se e senza ma. La Martinel assorbe meglio la sosta, si aggiudica il derby di ritorno di serie B della Destra Tagliamento, restituisce con gli interessi lo sfregio dell’andata (1 - 4) e obbliga il Maccan ad aprire il tavolo di crisi. I 500 presenti al “PalaPrata” capiscono subito come andrà perché, in meno di un minuto i “ringhiosi” ospiti, in pressione alta, hanno già azzannato per due volte i rivali. Trascorrono infatti 32 secondi e un errore di Radiskovic (decisamente al di sotto del proprio standard l’ultima addizione di casa) agevola Milanese, che trafigge Marchesin (schierato titolare per l’indisponibilità di Bastini, assente come Aziz e Poser). Passano altri 14” e Kamencic, su calcio piazzato, va per il raddoppio. Scosso come un pugile colpito a freddo, il Maccan si riorganizza e Stendler sfiora il gol. Il grande ex Vascello disinnesca poi un sinistro di Vulikic, mentre Marchesin si produce in due interventi su Grigolon e Kamencic. La frazione si chiude con un nuovo, gran riflesso di Vascello, che mura Vulikic. In avvio si ripresa sarebbe lecito attendersi un Maccan più pungente ma, fino al 7’ (rasoterra di Koren e sinistro di Vulikic), Vascello non corre alcun rischio. Ed ecco puntuale il “morso del cobra” Martinel, che triplica grazie a Perin, il cui piattone a porta spalancata non dà scampo a Marchesin. Stendler si infrange sull’incrocio, Vulikic si mangia un occasione autocostruita: poi, a 7’20” dal termine, Salfa opta per il portiere di movimento. Senza esito. Anzi, dopo che Vascello (comunque abilissimo con i piedi) colpisce il palo, immolandosi successivamente su Koren, Grzelj sistema la ciliegina. E’ trionfo Pordenone. E crisi per il Maccan.

HANNO DETTO. La felicità ha il volto di Gianluca Asquini. “E’ una soddisfazione immensa – spiega il tecnico della Martinel, appena sganciatosi dall’abbraccio dei tifosi - li abbiamo messi subito in difficoltà, rubando palla e creando occasioni in serie. Poi, com’era giusto che fosse, abbiamo anche saputo soffrire. Ho tanti giocatori di Pordenone che ci tengono in maniera particolare e sudano per la maglia: sono cose che contano”. L’esito di questo derby può cambiare la storia del vostro campionato ? Siete quinti….“Direi di no. Siamo partiti per salvarci e, fino a che non saremo al sicuro, dovremo pensare soltanto a questo.” Da “scarto” del Maccan a “totem” della Martinel, Marco Vascello non sta più nella…maglia. “Siamo stati fenomenali - esulta il portiere - la squadra ha dato il massimo e vinto con merito. La mia prestazione ? Ci tenevo a fare bene e, per la prima volta in questa stagione, non ho subito reti. Se avessi anche segnato, la festa sarebbe stata completa. Ma va bene cosi. Il Maccan? Un’altra domanda?” Atmosfera sportivamente cimiteriale, invece, sulla sponda avversa. E una percepibile sensazione di resa dei conti. “Non ho visto un gran gioco da parte del Pordenone - attacca il presidente Simone Maccan - abbiamo fatto quasi tutto noi e loro hanno approfittato dei nostri errori. Eravamo bloccati, incapaci di esprimere la qualità di cui siamo dotati: penso perciò sia arrivato il momento di una profonda riflessione. Perché questo non è un incidente di percorso e sei sconfitte sono troppe per una realtà ambiziosa come la nostra: ma si deve sapere che il progetto avanti e che i play - off sono alla portata. Servono però più fame e convinzione. In ogni caso, chi vuole seguirci ci segue, per gli altri non c’è posto…” Che significa? “Tutto e niente…E sempre per quanto riguarda oggi, mi spiace soprattutto per il pubblico: 500 persone non sono poche e avrebbero meritato uno spettacolo migliore.” (rozan)



 

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  Scritto da La Redazione il 09/02/2019
 

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