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Edizione provinciale di Trieste


LA STORIA - Enrico Laurenti, 601 gare con il Sant'Andrea

Il difensore mancino classe 1986 ha raggiunto un traguardo impressionante, ma ha ancora una voglia matta di calcio e punta, con i biancazzurri, a chiudere in bellezza un campionato già notevole. Lo Starc è dietro casa, Ciriello è l'attaccante più forte in cui s'è imbattuto ("Fortuna che giocava con noi"), e ad ottobre sposerà l'amata e paziente Sara...



Provate a metterle in fila 601 partite disputate con la stessa società. Sono tante, sono qualcosa di impressionante, di infinito. Sono quelle che Enrico Laurenti, classe 1986, ha giocato con il Sant'Andrea San Vito. E il calcolo è preciso, merito del nonno del difensore abituato, fin da quando il nipote si innamorò del calcio, a riportare su un quaderno nota delle gare giocate da Enrico e, spesso, mettendo da parte pure i ritagli di giornale relativi alle stesse: "Ora i quaderni riempiti sono diventati 3 - spiega Enrico Laurenti - e mio nonno continua a compilarli con dedizione e costanza". 
Mancino, la chioccia del Sant'Andrea si disimpegna sul rettangolo di gioco da difensore centrale o terzinaccio, mordendo i polpacci agli attaccanti avversari. Difficile che salti una partita, altrimenti del resto il conteggio non sarebbe arrivato a quota 601; quella che sta volgendo al termine, infatti, è la stagione numero 23 disputata indossando la casacca biancazzurra del club triestino. 
Laurenti racconta: "Ho iniziato col pallone a 7 anni, nei 2 iniziali con la Triestina, incappando nel primo fallimento della società alabardata; sono così passato al Ponziana e, dopo una stagione, ho abbracciato il Sant'Andrea".
Il Sant'Andrea che è diventato, per Enrico, una seconda pelle, una seconda casa; tra l'altro, lo Starc è praticamente a un tiro di schioppo dalla casa dove abita il nostro francobollatore, che con il "Santa" ha navigato e combattuto dalla Terza categoria alla Promozione, conquistando in totale 4 salti di categoria e incappando invece in 2 amare retrocessioni: "Mi mancherebbe ancora di assaggiare l'Eccellenza, ma la vedo dura, anche se nel calcio non si può mai dire mai - chiosa Laurenti, forse pensando al più terribile attaccante incrociato in tanti anni di attività -. Per fortuna giocava nella mia squadra, parlo di Ciriello ai tempi in cui eravamo in Seconda categoria. Era proprio forte, si capiva che aveva qualità importanti e, infatti, lo ha dimostrato in seguito ed è fresco di titolo di capocannoniere dell'Eccellenza conquistato militando nel super San Luigi. Peccato solo per l'infortunio che un anno fa mise fine alla sua all'avventura in D nel Cjarlins Muzane". 

Il nostro Enrico vive con trepidazione il pepato finale del campionato di Prima categoria, girone C, che vede protagonista il Sant'Andrea: "Siamo sicuri dei play-off, ma cercheremo di ridurre il gap dalla seconda, che attualmente è la Maranese, dentro il recinto dei 6 punti. Non dimentichiamoci che domenica le prime 4 si scorneranno tra di loro in Pertegada-Terenziana e Maranese-Ruda, ma è pure vero che noi non avremo vita facile a San Pier d'Isonzo. La nostra annata è fin qui stata davvero buona, non siamo però appagati o sazi. Il fattore campo? Lo Starc è particolare per le dimensioni piccole e per il sintetico di vecchia generazione che ormai è durissimo: per chi viene qui giocarci non è semplice, ma anche noi abbiamo dei problemi ad abituarci ai campi formato aereoporto in erba naturale. Comunque, non vediamo l'ora che venga rifatto il manto e ciò dovrebbe accadere nel giro di qualche mese". 

Tra qualche mese, inoltre, il roccioso difensore biancazzurro si sposerà: "Sì, a ottobre, con la mia amata Sara, che non va proprio matta per il calcio, anzi, ma sa che non ne posso fare a meno".
Enrico non è solo un giocatore importante per il Sant'Andrea, ma un punto di riferimento a livello di spogliatoio e nei rapporti tra squadra e società, tanto da essere entrato nel direttivo del club: "Quando un ragazzo deve lamentarsi per qualcosa o di qualcuno viene dal sottoscritto...". 
Nella vita lavorativa, gestisce l'albergo-ristorante Tre Merli di Barcola, che si affaccia sul mare ed è locale assai rinomato. 

Il cronista infine domanda: "Ma lei non giostrava da attaccante?". "No, si confonde con un altro Enrico Laurenti, mancino pure lui, che ora milita nel San Canzian. Lui i gol li segna, io cerco di evitare che il Sant'Andrea li subisca. Con il mio omonimo ci siamo conosciuti ma non siamo parenti, neppure alla lontana". 

E il signor "601 gare con il Sant'Andrea" ci saluta affabilmente, pensando alla sfida numero 602 che vivrà con l'entusiasmo e la determinazione di tutte quelle che l'hanno preceduta. In bocca al lupo Enrico e altre 399 di queste partite!   



 


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  Scritto da La Redazione il 07/05/2019
 

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