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Il calcio giovanile, una passione e una scommessa da vincere

Una passione che fa bene ai bambini e anche ai giovani

Lo sport può avere tante sfaccettature e tanti modi di essere vissuto, a seconda dell’età, del luogo di provenienza, del sesso, e anche delle inclinazioni personali. Anche se in realtà, quando si parla di sport, tutto è possibile e non ci sono limiti alla buona riuscita, né alcun impedimento che tenga: basta pensare ai successi nazionali, internazionali e anche mondiali degli atleti paralimpici, maestri di insegnamento rispetto alla tenacia per il raggiungimento di un risultato agonistico e magari anche per la battaglia al pregiudizio fisico (un nome su tutti, a questo proposito: Bebe Vio). Detto questo è chiaro che lo sport viene vissuto in maniera diversa dalle persone, e non sempre c’è un impegno attivo dal punto di vista pratico.

In questa prospettiva specifica il calcio è un esempio importante, in quanto rappresenta uno dei maggiori sport del nostro paese, e non soltanto in termini di reale pratica.

Sì, è vero che i bambini, a partire dalle scuole elementari, ma anche da piccolissimi, lo prediligono come primo sport da praticare - come dimostrano gli studi statistici in questo senso -, ma è pur vero che il calcio appassiona anche gli spettatori che non amano stare sul campo e indossare una maglia e un paio di scarpette.

Ecco, comunque, i significativi dati raccolti di recente dall’Istat in merito alla pratica sportiva:

  • il calcio si configura come uno tra i principali sport praticati dopo la ginnastica, l’aerobica, il fitness e la cultura fisica
  • percentuale del campione della ricerca praticante il calcio è del 23 per cento, corrispondente a quattro milioni e mezzo e oltre di persone
  • il calcio è praticato dagli under 35, per una percentuale che sfiora quasi il 34 per cento del campione.

 

Si tratta certo di uno la sport in grado di fornire dei benefici alla salute psicofisica dei bambini e dei ragazzi, dall’aumento della resistenza corporea fino alla socialità e alla condivisione della passione per un team o per una particolare squadra.

Sì, perché il calcio è anche una forma di appartenenza, come dimostra tutto il mercato che gira intorno ad esso, dal merchandising alle pagine dedicate nei vari social network, fino ai siti che consentono di scommettere sul proprio team preferito, con un adeguamento anche del circuito economico circostante: insomma, ad esempio, ormai anche una carta come Postepay si può usare per scommettere online sulla propria squadra del cuore, così come non esiste un sito di shopping online che non proponga gadget a tema calcio, dalle magliette ai cappellini, dalle tazze ai cuscini.

Questo ha contribuito anche a far crescere il mito dei giocatori, sia per il fatto di essere pluripagati, come confermano le note dinamiche del calciomercato, ma anche per il successo, non solamente mediatico, riscosso tra i fan di ogni età. Indiscutibili, a questo proposito, miti come Maradona, Pelè e il nostrano Roberto Baggio, spesso presenti come ospiti all’interno di programmi televisivi e ormai facenti parte dell’immaginario collettivo, come dimostrano anche le citazioni dei loro nomi nei libri oppure nelle canzoni.

Dunque, diventare giocatori è il sogno di molti ragazzi di provincia, magari cresciuti a pane e pallone.

Un sogno importante, che in alcuni casi può diventare realtà, ma che è fatto, come ogni sogno, di impegno e di sacrificio, anche da parte delle famiglie degli aspiranti campioni.

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Ma come si diventa calciatori professionisti?

Si tratta quindi di una passione che si può concretizzare, come dimostra anche la storia di molti campioni che, prima di passare alle cronache per le loro imprese calcistiche, hanno svolto tutti i tipi di lavori, da Icardi-parcheggiatore fino a Zanetti-muratore.

Quali sono dunque i passi da fare per i giovani provetti calciatori?

Innanzi tutto, come ricorda anche la FGIC, c’è una differenza tra calciatori professionisti e non professionisti, ovvero quelli tesserati che percepiscono uno stipendio per la loro attività sul campo. La condizione essenziale per diventare professionisti è il compimento dei 19 anni, indispensabili alla potenziale stipula di un contratto. Se si vuole intraprendere questa carriera è bene cominciare da piccoli, prima dei 13 anni, e avere una certa convinzione e una certa tenacia, oltre, chiaramente all’abilità. Segue la disponibilità, anche dei familiari, a dedicarsi all’allenamento quotidianamente, ma il vero passo da fare è quello di essere notati dai cosiddetti “osservatori” calcistici.

Indispensabili sono anche le doti interpersonali, come ad esempio la capacità di lavorare in team e di fare squadra.

https://i.imgur.com/uckzRYW.jpg


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  Scritto da La Redazione il 27/07/2019
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