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Edizione provinciale di Pordenone


GABRIELE DORIGO - Campionati giovanili: siamo sulla giusta strada

Intervista all'ex trequartista diventato allenatore del Prata Falchi in Promozione nonché selezionatore della rappresentativa Under 17 regionale...

Parliamo di balon... insieme a Gabriele Dorigo, allenatore bis: dello spumeggiante Prata Falchi, bomba atomica del girone A di Promozione. E della rappresentativa Under 17 regionale
Classe 1978, Dorigo viene sollecitato dall'invadente cronista in particolare sul calcio giovanile, alle prese con la prima stagione - sospesa come tutto, tra ripartenza e cancellazione - post riforma dei campionati. 

Che giudizio, seppur parziale, si può dare?
"Un giudizio positivo, assolutamente positivo. Ho seguito le gare degli Allievi e in particolare il girone Elite propone partite lottate, intense, senza quelle goleade a ripetizione che si verificavano con continuità in passato negli scontri tra le squadre più attrezzate e quelle meno competitive. Siamo all'inizio di un percorso che dovrà portare i ragazzi Under 17 a uscire maggiormente pronti per il debutto in prima squadra. Ecco perché è importante che affrontino partite vere e toste ogni domenica. Inoltre, c'è bisogno che già si allenino con le prime squadre, mentre è giusto che i Giovanissimi completino il loro biennio lavorando sui fondamentali e con i coetanei. Ma quando si diventa Allievi la musica deve necessariamente cambiare". 

Gabriele Dorigo può pescare nell'esperienza personale...
"A 16 anni venni catapultato dal Tolmezzo alla Sanvitese; proprio quell'anno furono introdotti i fuoriquota, non c'erano distinzioni per annata, ricordo che dovevano essere nati dal primo gennaio 1977 in su. Fu un salto mica da ridere, in rosa eravamo in 4 e dovevamo adeguarci ai senatori, mica il contrario".

Torniamo a oggi e alle sue convocazioni...
"Ragazzi interessanti ce ne sono, squadre come il Donatello e il Cjarlins Muzane ne esprimono diversi. Il dato più rilevante credo che sia quello dei 5 ragazzi convocati con esperienze già in prima squadra; parliamo di 2003, e far parte di formazioni seniores ti cambia, ti dà una marcia in più. Il caso emblematico è quello di Troian della Gradese, che gioca da centrale difensivo con a fianco un certo Pedrag Arcaba... Credo che questa sia la strada giusta, insieme a campionati più impegnativi, addestranti e combattuti come quelli che sto appunto seguendo". 
 
Difficilmente il Regioni quest'anno verrà disputato. Un peccato dopo tanti preparativi, vero?
"In proposito non c'è ancora una decisione ufficiale, la situazione è incerta ma pare complicato che la manifestazione possa aver luogo. Noi ci stavamo preparando, il cerchio della Rappresentativa non era ancora completamente chiuso, avevamo programmato alcune amichevoli, quelle con Pordenone e Udinese in particolare, che avrebbero accelerato l'avvicinamento al torneo tricolore. Mah, stiamo a vedere cosa succederà". 

Le domeniche di Gabriele Dorigo erano piene...
"Partivo alle 9, andavo a vedere gli Allievi, poi mi dedicavo al Prata Falchi e la sera tornavo a casa. Ma il calcio è divertimento, specie gli allenamenti". 

Cosa la diverte di meno, invece?
"Chi crede di sapere e perciò combina danni. Ricordo che per anni ho sentito allenatori dire ai loro calciatori di non fare passaggi orizzontali. Ma il calcio è fatto di passaggi orizzontali, oltre che di qualche verticalizzazione". 

Nel cercare ragazzi per la Rappresentativa affidata alle sue cure s'è imbattuto in un Gabriele Dorigo?
"No, anche perché il sottoscritto aveva caratteristiche atipiche. Mi piacerebbe però trovare un giovane Dorigo perché penso che saprei allenarlo e aiutarlo a crescere". 


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  Scritto da La Redazione il 17/03/2020
 

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