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Edizione provinciale di Gorizia


GLI ARBITRI - Merlino: non siano alieni. Ripartire? Meglio finire qui

Il presidente regionale dell’Aia a 360 gradi: “Troppe incognite legate alla sicurezza. Di fischietti nuovi c’è sempre bisogno, il ricambio è importante. Nessun divieto a fermarsi al chiosco, ma dipende dal clima del post gara…Le interviste? Favorevole alle spiegazioni, anche degli errori commessi. Ma per conoscersi meglio, non per alimentare polemiche"

Andrea Merlino, 43 anni, udinese, è da luglio 2017 il capo degli arbitri del calcio in Friuli - Venezia Giulia. Come tutti “ostaggi” della pandemia, come tutti in attesa di una ripartenza.

Merlino, come se la passano i suoi affiliati?
“Per fortuna non abbiamo registrato nessun caso di positività al coronavirus e questo è già un bene, ma cerchiamo comunque di stare vicini moralmente a tutti con messaggi e videochiamate. Quanto al mantenimento della condizione fisica e di rafforzamento muscolare pratichiamo didattica a distanza e i ragazzi si arrangiano come possono, compatibilmente agli spazi disponibili nelle loro abitazioni: qualcuno si allena anche in garage. Teniamo la fiammella accesa…”.

Non si sa mai che si debba ripartire.
“Sinceramente non ci credo: ogni giorno che passa è una possibilità in meno. Non siamo la serie A, che smuove tanti interessi: inutile fare le cose in fretta e contro ogni tipo di buon senso: c’è ancora gente che muore e l’allerta alta. Decidessi io, sarebbe finita qui".

Quando la giostra tornerà a girare si porranno, comunque, inevitabili problemi di sicurezza.
“Certo. Serviranno garanzie: pensiamo soltanto ad uno spogliatoio usufruito sia al mattino che al pomeriggio e alla doverosa sanificazione dei locali. Per non parlare degli ovvi contatti con tutte le persone che gravitano attorno ad una partita.  Non sarà semplice".

Promozioni e dismissioni: pacchetti congelati?
“Al momento è tutto fermo. Attendiamo segnali da parte degli organi superiori: qualsiasi decisione venga adottata, sarà accolta con serenità".

A luglio ci sarà il rinnovo relativo alle cariche delle sezioni.
“Doveva accadere a giugno, ma si è verificato un leggero slittamento di data. Si, avremo sette nuovi o vecchi presidenti".

Situazione regionale complessiva: gli organici sono sufficienti?
“Di nuova linfa c’è sempre bisogno: più la base è ampia, maggiore è la possibilità di selezione. Abbiamo studiato diverse possibilità di reclutamento: se tutti nascono con la voglia di fare gol o di parare un rigore, cerchiamo di far capire a coloro che si avvicinano che non siamo alieni, ma una componente del mondo del calcio. Come tutte le altre".

Donne con il fischietto?
“Ce ne sono. E anche brave. Quest’anno, infatti, abbiamo fatto esordire in Eccellenza Nicole Puntel di Tolmezzo. E devo dire che, rispetto ai colleghi maschi, dimostrano maggiore tenacia…”.

Chissà che questo “tsunami” non comporti, in futuro, anche una diversa tolleranza nei vostri confronti.
“Me lo auguro. Spero ci sia una riflessione generale: che il risultato, pur importante, scivoli in secondo piano e si dia finalmente il giusto peso alle cose, riscoprendo rispetto reciproco e unità. Valori indispensabili non solo nello sport, ma pure nella convivenza civile".

Quanto è lontano il tempo delle interviste post gara?

“Personalmente sarei favorevole, ma mi sa che il tessuto non è ancora pronto per il cambiamento. Per spiegare decisioni e pure eventuali errori, in quanto gente fallibile, fatta di carne e ossa, c’è la nostra disponibilità. Ma, per montare ulteriori polemiche, non ci stiamo.”

Ultima domanda: arbitri - chiosco è un ossimoro?
“Mai proibito ai nostri associati di fermarsi a socializzare e bere qualcosa nel dopo partita. Chiaramente bisogna valutare bene il clima: se tira brutta aria, meglio di no…Se serve a conoscersi meglio, però, nulla osta".

https://i.imgur.com/LAk26XW.jpg


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  Scritto da La Redazione il 13/04/2020
 

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