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Edizione provinciale di Pordenone


CORDENONESE - Bovio: riprendere gli allenamenti delle giovanili

Il direttore tecnico della Cordenonese spiega l'importanza dei settori giovanili: "Non puntare adesso sul settore giovanile, che permette ad una società di autofinanziarsi, significherebbe togliere l'ossigeno al calcio dilettantistico"

Microfoni puntati su Francesco Bovio, direttore tecnico della Cordenonese, società pura nata in seguito al fallimento del Cordenons. Ci ha fatto la sua disamina sulla partenza di questa società, purtroppo bloccata sul più bello dal coronavirus, e ci ha spiegato la sua visione del calcio dilettantistico post Covid:
"Siamo ripartiti da zero un po' in ritardo, in quanto l'iscrizione è avvenuta solo a luglio. Nonostante questo siamo riusciti a mettere in piedi le categorie Piccoli Amici, Primi Calci, Pulcini, Esordienti e Giovanissimi con ragazzi provenienti esclusivamente da Cordenons. Abbiamo fatto molto bene perchè ci abbiamo messo tutta la nostra professionalità, ho seguito personalmente tutte le squadre ed ho notato una grande crescita da parte di ragazzi ed allenatori. Abbiamo ottantacinque tesserati e come partenza non è assolutamente male".

DIRETTORE SPORTIVO - "E' stato l'anno zero e siamo ripartiti con grande voglia. Il direttore sportivo Darone è stato l'ago della bilancia avendo grandi trascorsi: è un uomo di calcio, sapiente ed affidabile. Per noi avere un direttore sportivo del genere è come aver vinto il Superenalotto".

RINASCITA - "Abbiamo ripreso il nome antico della squadra di Cordenons ed insieme al nome è cambiato tutto l'organigramma: ci sono persone di buona volontà, che non vogliono fare il passo più lungo della gamba e che credono tanto nel settore giovanile che dovrà far rifiorire il calcio a Cordenons".

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PAUSA FORZATA - "Purtroppo prima della quarantena eravamo nel pieno del lavoro ma cerchiamo di fare di necessità virtù: mando settimanalmente le schede d'allenamento a tutti i ragazzi, poi gli allenatori di Primi Calci e Piccoli Amici realizzano anche dei video per spiegare nella maniera più semplice possibile il lavoro da fare. Devo dire che la risposta è stata ottima e tutti i ragazzi svolgono i "compiti a casa", questo non può che farmi piacere. Per fortuna in molti hanno un giardino che permette di avere più libertà e varietà nel lavoro da svolgere ma grazie alla pazienza ed all'aiuto dei genitori anche chi non ha grandi spazi a disposizione sta riuscendo a tenersi al passo con gli altri. Spero che si torni il prima possibile all'aria aperta perchè per dei ragazzini è fondamentale, ora sono come degli uccelli con le ali tarpate".

SETTORI GIOVANILI - "Il calcio dilettantistico dopo questa crisi si impoverirà in una maniera incredibile, senza sponsor e liquidità non si potranno pagare ingaggi che in questi anni andavano ben oltre il classico rimborso spesa. Se non si punta adesso sul settore giovanile che permette ad una società di autofinanziarsi, mancherà l'ossigeno del calcio dilettantistico. Sento parlare di una ripartenza dei campionati professionistici e non, ma non si parla mai della ripresa dei settori giovanili che se non ripartiranno entro un anno bloccheranno il ricambio generazionale nel calcio. Vorrei sensibilizzare verso una ripresa degli allenamenti per i giovani, magari bloccando i campionati finchè non ci sarà la possibilità di riprenderli. Bisogna farli crescere e portarli verso la piena maturità calcistica. Il fuoriquota non serve se non arriva dal proprio settore giovanile. Purtroppo i dati parlano chiaro: solo il 64% del calcio dilettantistico è ricoperto da giocatori provenienti dalle giovanili di cui all'incirca il 20% esordirà davvero nelle prime squadre. Bisogna far giocare a calcio i giovani altrimenti il calcio andrà verso il proprio lento declino".

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  Scritto da La Redazione il 18/04/2020
 

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