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Edizione provinciale di Udine


CJARLINS MUZANE - La ricetta di Parlato per diventare un buon portiere

Il preparatore dei portieri ci rivela le caratteristiche più importanti del suo estremo difensore ideale: "Forza, potenza, intelligenza e carattere. Basta avere passione, voglia e tirare fuori il massimo"


Quattro chiacchiere con Gianluca Parlato, preparatore dei portieri del Cjarlins Muzane che milita nel girone C di Serie D. Il tecnico arancioblu ci ha parlato dell'importante percorso che sta per intraprendere e che lo porterà a conseguire il patentino professionistico da preparatore dei portieri, oltre a ripercorrere la sua carriera ed a raccontare il suo nuovo progetto: l'Eleven Pro Lab nata da un paio di anni.

Complimenti innanzitutto per il percorso che inizierai e che ti porterà a diventare a tutti gli effetti allenatore dei portieri.
"Mi auguro di poter partecipare al corso a Coverciano quando questo periodo sarà passato perchè mi darebbe l'opportunità di avere il contatto con tutti i miei colleghi ed avere anche un confronto costante".

Una carriera lunga e piena di belle esperienze.
"Nei primi anni Ottanta grazie alla prima scuola portieri d'Italia con Alessandro Zampa ho compiuto una crescita enorme in soli tre anni. Questo mi ha dato il là per andare a giocare a Gorizia e poi tanti anni in Categoria. Poi a fine carriera sono passato al calcetto: inizialmente è stato un incubo tanto che volevo lasciare perchè è uno sport completamente diverso. Poi però ho svolto degli allenamenti specifici e sono stato premiato come miglior portiere del mio girone. La passione e l'amore che ho per questo sport mi ha portato ad allenare ed ho cominciato a Cividale, poi a Manzano e da lì è stato un crescendo. Con studio e passione sono arrivato a questo piccolo traguardo che vedo più come una nuova partenza e non come un arrivo".

Nel tuo percorso hai incontrato Max Moras a Gorizia ed ora dopo anni è di nuovo con te al Cjarlins Muzane.
"E' una persona straordinaria oltre che un allenatore capace, preparato e molto completo. Ne ho avuti tanti di allenatori bravi ed ognuno mi ha fatto lavorare in maniera tranquilla ed autonoma, per questo mi ritengo molto fortunato. Ho sempre sentito la loro fiducia e mi hanno fatto arricchire il mio bagaglio delle esperienze. Sul campo e fuori sono aiutato da un personaggio incredibile come Angelo Calligaro, persona straordinaria grandissimo lavoratore".

Che impressione ti hanno fatto i giovani portieri di Serie D che hai visto?
"Ci sono giovani abbastanza interessanti, personalmente ho avuto la fortuna di avere dei portieri che arrivano dall'Udinese e che hanno già un bagaglio tecnico importante nonostante la giovane età. L'anno scorso ho avuto Scordino che tra alti e bassi ha fatto bene, mentre quest'anno Gianni Sourdis che ha dei mezzi fisici importantissimi e tanta tecnica".

In questi anni hai allenato tantissimi: qual è quello che ha qualcosa in più e potrebbe fare la differenza?
"Quando sono tornato da Malta mi è stato chiesto di prelevare portieri da altre società ed ho messo in piedi insieme a Fausto Craighero una scuola che si chiama Eleven Pro Lab. Abbiamo venticinque ragazzi divisi tra Union Martignacco e Udine United che sono molto interessanti, non voglio far nomi ma ci sono tanti portierini che verranno su molto bene, anche perchè hanno fatto già un paio d'anni d'esperienza. L'importante è partire da piccoli per dar loro delle buone basi facendoli divertire. Non è facile perchè ci si può concentrare su un massimo di cinque ragazzi contemporaneamente quindi mi faccio aiutare da Fabio Severini e da Emanuele Lorenzon che hanno fatto il corso con me a Gemona nel 2016".

Qual è il tuo portiere ideale?
"Deve innanzitutto avere una buona struttura fisica, essere bravo con i piedi e poi avere tanta intelligenza, insomma un atleta a trecentosessanta gradi. Forza, potenza, intelligenza e carattere. Basta avere passione, voglia e tirare fuori il massimo da ognuno di loro: io sono convinto che tutti possono essere potenzialmente campioni, bisogna solo volerlo impegnandosi. Magari non arriveranno tutti in Serie A ma faranno comunque la differenza nelle loro categorie".

Ed il tuo preferito?
"Sicuramente Dino Zoff e poi Walter Zenga che per me è stato il portiere. Sui portieri attuali non mi esprimo perchè non vedo una continuità, magari un anno fa molto bene uno e poi si perde un po'. Non vedo la linearità che ha avuto Buffon, Zoff, Zenga o Albertosi. Ora i portieri sono un po' altalenanti, basta vedere Neuer".


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  Scritto da La Redazione il 03/05/2020
 

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