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Edizione provinciale di Udine


IL PERSONAGGIO - Cainero racconta: Causio, il Bondone e Bettarini

Storie ed aneddoti raccontati da uno dei personaggi del panorama sportivo regionale e nazionale

Dal calcio al ciclsimo, passano per il basket. Questo percorso non può che appartenere ad Enzo Cainero, storico dirigente che ha fatto la storia dello sport friulano e nazionale. Un passato da portiere, lo ricordiamo in Serie A nel Varese, poi la carriera da dirigente dapprima all'Udinese e poi nel Venezia di Zamparini. La sua passione cestistica l'ha portato a diventare presidente della prima squadra di basket della città di Udine, prima targata Fantoni e poi Emmezeta: con lui si esibirono al “Carnera”  talenti come Wright, King, Kea e Bettarini. Prende il soprannome di “Mister Zoncolan”quando diventa ideatore ed organizzatore delle celebri tappe ciclistiche caratterizzate dall'ascesa all'omonimo monte.

RIPARTENZA - "La situazione della Serie A è molto complicata perchè se non si trova un minimo di coraggio non si riprenderà mai. Finchè non verrà fuori il vaccino ci sarà sempre rischio di contagio ma bisogna affrontare la situazione con realismo: con tutte le precauzioni del caso si deve provare a ripartire, altrimenti il calcio resterà impantanato chissà per quanto".

DILETTANTISMO - "Sono due mondi molto diversi: in questa fase della pandemia ci vogliono delle strutture che purtroppo nei campionati dilettantistici non è possibile trovare. Per il calcio professionistico il discorso è molto diverso perchè si scontrano aspetti sportivi con discorsi economici molto importanti. La Serie A e la B non destano tante preoccupazioni quanto la C e la D".

UDINESE E VENEZIA - "C'era la gioventù e tanta voglia di far bene. Ad Udine ho passato quasi cinque anni, iniziando con Giacomini e poi con Enzo Ferrari, c'era un gruppo di ragazzi splendidi con i quali ho ancora rapporti come Gigi De Agostini, Cinello o Miano ma in particolare con Attilio Tesser, con il quale domenica mi sono rivisto per un giro in bici. Sono stati anni molto belli, in cui c'erano meno responsabilità rispetto ad oggi. Più impegnativi sono stati invece gli anni di Venezia, dove abbiamo compiuto il doppio salto di categoria con un grande amico come Beppe Marotta ed il presidente Zamparini al quale sarò per sempre grato".

BASKET - "Anni belli ma non facili, confortati da un gruppo di ragazzi molto presenti. Cercai di dare un'impronta di friulanità molto marcata alla squadra chiamando tanti ragazzi della regione. Sei anni di notti insonni perchè quando si è in prima linea bisogna combattere".

CICLISMO  - "E' sempre stato nel mio DNA: all'età di sette o otto anni giravo l'Italia con mio padre per seguire il Giro d'Italia. Io c'ero nella famosa tappa del Bondone dove vinse Charly Gaul, molti sono troppo giovani per capire di cosa sto parlando. Dopo l'esperienza di Venezia non avevo nessuna intenzione di seguire Zamparini a Palermo per non trascurare la mia attività professionale e decisi di riprendere il ciclismo con un vigore più forte di quanto mi aspettassi. Anni conditi da divertimento, passione e soddisfazione perchè tutti i miei sacrifici sono stati ripagati".

ANEDDOTI - "Ricordo la prima trasferta di Zico in maglia bianconera nell'83: vincemmo 5-0 sul campo del Genoa, con doppietta del brasiliano che sul pullman nel viaggio di ritorno si accomodò vicino all'autista. Quando salì sul mezzo Franco Causio, grande giocatore e persona oltre ad essere un vero capitano, gli disse che gli avrebbe dovuto lasciare il posto perchè i Campioni del Mondo si siedono davanti a tutti. Zico con la coda tra le gambe girò i tacchi senza fiatare. Questo è uno dei tanti episodi divertenti che ricordo con piacere di quegli anni. Per il basket ricordo un bel rapporto con gli stranieri come Winfred King, Larry Wright ma il legame più forte, che è andato oltre le tensioni e le difficoltà, l'ho avuto con Lorenzo Bettarini, il mio capitano. Quando ci salvammo nella penultima partita a Forlì (campionato di A2 89-90), ci abbracciammo inginocchiati in mezzo al campo, piangendo per più di un minuto, non lo dimenticherò mai. Del ciclismo ce ne sarebbero un'infinità: ricordo la difficoltà della serata del Crostis, in cui passammo la nottata a mettere a posto delle strade e delle varianti insieme a dei volontari, oppure il dispiacere di quando Franco Pellizotti arrivò secondo sullo Zoncolan, perchè quando disegno le tappe penso sempre a qualcuno dei nostri come vincente. Spero che anche quest'anno, disputandosi ad ottobre, un friulano possa prendersi il traguardo di San Daniele".

GIRO D'ITALIA - "Ad oggi, salvo cambiamenti dovuti al Coronavirus, il 18 ci dovrebbe essere la Rivolto-Piancavallo, il 19 riposo con base centrale ad Udine ed il 20 la Udine-San Daniele dopo aver toccato le valli del Natisone, del Torre e del Cornappo. Ho chiesto di rinominare questa tappa come “la corsa delle castagne”".

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  Scritto da La Redazione il 14/05/2020
 

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