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Edizione provinciale di Gorizia


LOCKDOWN - Ansia e depressione per i calciatori

Il report della psicologa dello sport Alessandra Mosca mette in evidenza l’insorgere in modo esponenziale questi sintomi fra i giocatori. Da un sondaggio la percentuale emersa è piuttosto alta. Importante mantenere contatti attraverso social e videochiamate

A distanza di due mesi dall’inizio del lockdown, il bilancio in termini di salute psichica anche negli ambienti sportivi, e nel caso specifico nel calcio, sono davvero degni di attenzione.
Il numero di calciatori professionisti che segnalano sintomi di ansia e depressione è aumentato drasticamente da quando le misure per ridurre la diffusione del Coronavirus Covid-19 hanno causato la sospensione delle attività calcistiche professionali, secondo un sondaggio condotto dalla FIFPRO e dai centri medici dell’Università di Amsterdam.
Il campione del sondaggio è stato di 1602 giocatori professionisti appartenenti a 16 paesi di quattro continenti. Il 22% delle donne e il 13% degli uomini hanno riportato sintomi che i medici ritengono coerenti con una diagnosi di depressione. Il 18% delle donne e il 16% degli uomini hanno riferito invece sintomi coerenti con una diagnosi di ansia generalizzata.
Lo stop forzato, l’incertezza per il futuro, la preoccupazione per gli aspetti economici hanno avuto un impatto determinante sulla sfera cognitiva. L’interruzione della routine fatta di allenamenti quotidiani (con tutti i benefici in termini di secrezioni neuro ormonali), di condivisione della sfera gruppale, è, per chi abituato a far parte di un gruppo, motivo di sofferenza in chi ha abitualmente il sostegno dei compagni nella routine di allenamento e gestione della difficoltà.
Il capitano della Juventus, Giorgio Chiellini, e il difensore dell'Olympique Lyon femminile, Lucy Bronze, entrambi rappresentanti del Fifpro Global Player Council, hanno esortato i loro colleghi calciatori professionisti a sostenersi a vicenda durante la pandemia. L'appello di Chiellini è alla solidarietà: "E' molto importante che i giocatori di calcio, come le famiglie e le altre comunità, si prendano cura l'uno dell'altro, durante questo difficile periodo, rimanendo in contatto via telefono o con videochiamate: restate in contatto con i vostri compagni di squadra, soprattutto se pensate che possano essere depressi o in ansia. Manteniamo forte lo spirito di squadra anche quando non c'è il calcio giocato".
Gli psicologi delle società sportive stanno seguendo attraverso varie iniziative tutti i professionisti, sia giocatori che allenatori che in questo momento di difficoltà hanno bisogno di sostegno e sentono di dover incrementare le abilità di resilienza in risposta alle difficoltà di questo particolare momento.

Fonte Marcheingol
ALESSANDRA MOSCA (psicologa dello sport)


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  Scritto da La Redazione il 16/05/2020
 

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