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Edizione provinciale di Gorizia


DILETTANTI - In campo con il vaccino? Quindi mai

Le commissioni mediche prevedono di poter tornare a giocare solo quando tutti si saranno vaccinati contro il Sars-Cov-2. Il Governo invece da via libera agli allenamenti di squadra anche dei dilettanti per consentire la graduale ripresa dell’attività. Anche i rigidi protocolli dell’Inail sono finiti nel cestino e in Germania si gioca già

A sentire le commissioni mediche e le iniziali linee guide dell’Inail, nonché i pareri dei 450 “esperti” della commissione tecnica scientifica l’Italia resterebbe ingabbiata fino a Natale, anzi no, fino a Pasqua del 2021 in quanto già prevedono un possibile ondata di ritorno del Sars-Cov-2 in base alle circa 130 infezioni di ritorno verificatesi ultimamente in Corea del Sud, su una popolazione di 50 milioni di persone. Come dire, un ago nel pagliaio.

Secondo una notizia che gira in rete, i medici italiani, non tutti per fortuna, per far ripartire il calcio dilettantistico e giovanile in Italia, occorre attendere il vaccino. Bene. Allora forse per il 2030 potremo tornare in campo. Anche perché non v’è certezza che un supposto vaccino sia in grado di contrastare l’attuale virus, giacchè, essendo della famiglia dei coronavirus, muta in continuazione e, secondo altri autorevoli scienziati a livello mondiale, sarebbe già mutato da ottobre più volte. Ecco quindi che il discorso vaccino si scioglie come neve al sole, anche se poi sarebbe da vedere l’obbligatorietà di vaccinarsi o meno.

Tant’è che il premier Giuseppe Conte, nel varare il Decreto Legge n.33 del 16 maggio, e il successivo Dpcm del 17 maggio, ha posto in evidenza proprio il fatto che non è possibile attendere un vaccino per ripartire, altrimenti tutta l’economia italiana verrebbe affossata definitivamente. Ed ha pienamente ragione.

Inoltre, leggendo il Dpcm, all’art. 2, comma 1, lettera e), è già consentito anche agli atleti non professionisti di sport individuali e di squadra (quindi tutti i dilettanti), svolgere allenamenti allo scopo di consentire la graduale ripresa dell’attività sportiva. Ovviamente con le precauzioni e senza assembramento e a porte chiuse (se svolte presso campi di calcio, nel nostro caso). Le linee guida saranno approntate dalle rispettive Federazioni di concerto con gli altri organi preposti.

Il comma f) dello stesso articolo cita pure l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolta anche presso i centri o circoli sportivi o altre strutture (quindi anche campi di calcio), consentita dal 25 maggio senza i soliti assembramenti e anche qui con le linee guida di cui sopra.

Per quanto sopra si evince che la previsione delle commissioni mediche farà la fine delle linee guida inizialmente imposte dall’Inail e finite inesorabilmente nel cestino, per il volere delle Regioni e del Governo.

Certo, i medici fanno il loro mestiere, mettono le mani avanti, anche troppo, ma con le mani avanti alle volte si finisce nel baratro.      


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  Scritto da La Redazione il 17/05/2020
 

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