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Edizione provinciale di Udine


BERLASSO - Qua la mano, Pertegada. Un futuro con tanta passione

Il commiato del tecnico-guerriero dopo due stagioni particolarmente intense: "Abbiamo sputato sangue e lottato in ogni partita. Sono orgoglioso di quello che la squadra è riuscita a esprimere e conquistarsi"

All'indomani della chiusura ufficiale dei campionati dilettantistici (compreso, quindi, il girone A di Promozione), Lorenzo Berlasso saluta il Pertegaga, un Pertegada insieme al quale il tecnico-guerriero di Campoformido ha vissuto due stagioni intense quanto impegnative. Nella prima i gialloneri hanno ribaltato ogni pronostico e sbaragliato la concorrenza, vincendo il girone C di Prima categoria con ben 67 punti all'attivo (e subendo una sola sconfitta). Poi, in Promozione, hanno sofferto il salto di livello e, al momento della sospensione divenuta adesso definitiva, viaggiavano in penultima posizione (13 punti), a 3 lunghezze dal Camino, e quindi con la speranza di giocarsi una complicata salvezza ai play-out. 
Non c'è spazio per polemiche o recriminazioni nel commiato di Berlasso. L'allenatore saluta anzi con gratitudine e stima "il presidente Fabiano Buffon e il ds Sandro Bincoletto" e con affetto e complicità i suoi straordinari collaboratori, ossia Andrea Valvason e Maurizio Ferro "con i quali vivamente spero di poter in futuro lavorare ancora insieme". Aggiunge il tecnico che ha da poco festeggiato le 49 primavere, delle quali 43 vissute respirando a pieni polmoni calcio: "In entrambe le stagioni abbiamo dovuto sputare sangue e il percorso compiuto mi riempie d'orgoglio per quello che la squadra è riuscita a esprimere e conquistarsi, lottando in ogni partita. Al Pertegada auguro ogni bene e spero che troverà le persone giuste per valorizzare le qualità che ci sono. In Promozione, in particolare, abbiamo vissuto momenti duri, ma non ci siamo mai arresi, né abbiamo gettato la spugna, e ciò vale più di qualsiasi vittoria perché è nelle difficoltà che si può toccare con mano e apprezzare realmente lo spessore delle persone".
Da eterno innamorato del calcio Lorenzo Berlasso aggiunge: "Sono deluso da come il nostro mondo e, in particolare chi lo guida, ha affrontato l'esperienza del Coronavirus; si è palesata ancora più netta la distanza tra certi comportamenti e il senso profondo del calcio dei dilettanti, un calcio che deve vivere sostanzialmente di passione e non scimmiottare atteggiamenti e riflessi del pianeta professionistico. Noi siamo diversi e dobbiamo essere orgogliosi della nostra diversità e dei nostri valori. Per quel che mi riguarda, in futuro spero di dare ancora al calcio la mia enorme passione e di poterlo fare insieme a persone animate da questi stessi sentimenti in un contesto in cui siano preminenti i rapporti umani. Il calcio viene dopo la famiglia, il lavoro e la salute, ed era e resta per il sottoscritto una grande, inesauribile passione". 


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  Scritto da La Redazione il 22/05/2020
 

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