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Edizione provinciale di Trieste


MEMORIAL - "Figli delle stelle", per non dimenticare

Grande successo della prima edizione del triangolare di calcio a 7 ideato per ricordare Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, i due poliziotti scomparsi lo scorso ottobre. Vince la Polizia di Stato, che supera i Consiglieri comunali e la selezione di giornalisti

Sul campo di Trebiciano, a Trieste si è svolta la prima edizione del memorial “Figli delle stelle”, torneo di calcio a 7 ideato per ricordare Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, i due agenti in forza alla Questura di Trieste uccisi lo scorso ottobre. Protagonisti della “tenzone”, gestita con grande “nonchalance” dall’ex arbitro internazionale Fabio Baldas, i Consiglieri comunali di Trieste, i giornalisti e la Polizia di Stato. E sono stati proprio questi ultimi ad aggiudicarsi il trofeo precedendo i Consiglieri comunali ed giornalisti. Al termine, abbiamo raccolto alcune testimonianze.  

“E’ stata un’occasione importante per ricordare due persone che purtroppo, con la loro perdita, hanno sconvolto una città - ha detto l’Assessore regionale Pierpaolo Roberti - a seguito di quella tragedia immane, però, Trieste ha avuto una reazione importante, si è saputa unire e stringere intorno al dolore, non soltanto della famiglia allargata della Questura, ma a quello di due famiglie che rappresentano tutta la comunità triestina. Un sentimento di profondo rispetto verso le istituzioni e la gratitudine per l’operato delle forze dell’ordine, a prescindere dalla divisa che indossano, che tutelano la nostra sicurezza e la nostra incolumità. Ogni giorno, ogni notte, tanti ragazzi come Matteo e Pierluigi indossano una divisa per vegliare su di noi. Purtroppo svolgono un lavoro difficile che può portare a conseguenze drammatiche, come successo”.  

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“Il significato di questa manifestazione è sostanzialmente il tentativo di entrare in una dimensione che conservi il ricordo di questi ragazzi - ha aggiunto il Questore di Trieste, dottor Giuseppe Petronzi - abbiamo accettato l’offerta degli organizzatori e, con il consenso indispensabile delle famiglie, è stato possibile entrare in una fase in cui questo dolore può essere elaborato in un momento di condivisione con gli attori di questa città che si sono stati sempre molto vicini. Vedere poi tutti questa gente insieme è un grande patrimonio, una grande eredità che vorrei portare con me, affinchè possa essere un passaggio verso ulteriori momenti di collettivizzazione delle emozioni".

Difficile ricominciare dopo eventi di questo tipo? “Uno più bravo di me diceva “se la memoria è qualcosa che si è avuta, che lo sia”. In questo caso parliamo di una memoria ancora troppo fresca. Per noi è ancora ieri e penso non riusciremo ad arrivare mai all’altro ieri. Al tempo stesso il nostro lavoro ci impone dover guardare avanti, per riuscire a trovare un corretto equilibrio nel rispetto del ricordo di questi ragazzi e nel rispetto del servizio che noi dobbiamo dare a questo Paese. Se riuscissimo in questo servizio, forse lo faremo anche per Matteo e Pierluigi, i veri testimoni del servizio alla collettività”.

“Il significato di questa manifestazione va ben oltre le prestazioni sul campo e della classifica finale - osserva, in rappresentanza dei media, Daniele Benvenuti -  ha un significato profondo che, ahimè, ci vede qui a ricordare due ragazzi che non ci sono più. Al tempo stesso, però,  permetterà di ritrovarci anche l’anno prossimo per ricordarli nuovamente: e così tutte le volte che potremo, tutti assieme, senza distinzioni, politici, giornalisti e forze dell’ordine, le quali hanno pagato in prima persona il prezzo del loro eroismo”.

Parliamo, anche se conta nulla, del lato sportivo. “Quanto accaduto in campo è stato lo specchio dell’amicizia, della simpatia, della sportività che ha dominato questa giornata ed è stata la cosa più bella. Grande cavalleria, belle giocate: infine, hanno vinto i migliori. Tutto è andato liscio? Sarebbe stato assurdo il contrario, visto anche lo scopo di questa manifestazione. Certo, alcuni erano arrugginiti, ma tutte le squadre hanno fatto ruotare i componenti a significare un’importanza decisamente relativa del risultato. Poi, nelle file dei politici , tra i pali c’era un vero fenomeno, che ha determinato l’esito di due partite: contro gente cosi, non puoi farci assolutamente nulla”. Siete arrivati ultimi, il ct rischia la panchina? “Per fortuna non sono io, ero soltanto il capitano, ma è stata una bella occasione per ritrovarci. Era dai tempi bellissimi delle sfide del primo maggio tra Trieste e Udine (che nostalgia, ndr) che non ci rivedevamo sui campi; poi, anche per mancanza di materia prima, ci siamo spostati nel vicino Veneto. Come rappresentativa triveneta siamo arrivati terzi al torneo nazionale “D’Aguanno”, risultato tutt’altro che trascurabile. Anche in quell’occasione ci siamo presentati maniera molto corretta, senza fuoriquota strategici e non godendo, come hanno invece fatto altre selezioni, di personaggi che avevano giocato in serie B fino all’anno precedente”.

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Tra i protagonisti in campo anche Maria Auletta, poliziotta toscana, classe 1993, già giocatrice di calcio a 11 con Vigor Rignano e Robur Siena, club con il quale, prima della “sparizione”, ottenne una miracolosa promozione in serie A. “Appena arrivata a Trieste, mi sono messa a cercare una squadra femminile che mi permettesse di conciliare passione e lavoro - spiega Maria - spero di riuscire a trovarla presto, mi piacerebbe continuare a giocare anche qui“.

Se il tocco di palla e la visione di gioco sono quelli ammirati in campo oggi…Ruolo? “Solitamente, gioco da terzino: destro o sinistro è indifferente. Mi piace correre, fare il pendolino sulla fascia, propormi in attacco, ma anche difendere. I gol? Non si direbbe dalla mia statura, li ho realizzati quasi tutti di testa!”.

Tornando al tema principale, le emozioni di questo memorial? “Ho avuto la sfortuna di non avere conosciuto i colleghi scomparsi ma, la vicinanza e l’affetto da parte di tutti i cittadini di Trieste e delle autorità nei confronti della Polizia di Stato, mi hanno commosso. E’ stata una bellissima giornata: al di là del premio assegnato ai vincitori, era importante dedicare questa manifestazione ai ragazzi. Vincere non fa mai male, ma oggi è giusto abbia vinto la solidarietà e la vicinanza a Matteo e Pierluigi”.    

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  Scritto da La Redazione il 26/07/2020
 

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