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Edizione provinciale di Gorizia


TIFOSI - Ancora regnano caos e incertezze

Tra Dpcm, protocolli, chiarimenti poco chiari dei protocolli, ordinanze regionali e promesse di snellimento della Federcalcio ancora da vedere, la torre di Babele era un lusso. In regione cosa dobbiamo rispettare? Il pubblico può andare allo stadio per il campionato o no? Vorremmo una risposta certa e inequivocabile. Utopia?

Far chiarezza una volte per tutte è così difficile o nessuno vuol farlo per non prendersi responsabilità e tutti sono come Ponzio Pilato?
Il problema ancora una volta discusso è la presenza o meno del pubblico alle partite dei dilettanti e, di conseguenza, anche le eventuali modalità di accesso.
E’ recentissimo (17 settembre) la diffusione di un documento emanato dalla Figc nazionale contenente alcuni chiarimenti relativi al tanto discusso protocollo nazionale attuale.

Premesso che detti chiarimenti restano ancora oscuri con obblighi molto discutibili e inapplicabili, soprattutto per quanto riguarda la figura del Dap nelle società dilettantistiche formate da volontari che mettono il loro tempo libero (quindi non soggetti a timbratura del cartellino) a disposizione della società.
Il punto irrisolto, anzi, reso ancor più discutibile è, come riportato sopra, l’accesso dei tifosi allo stadio.

Se andiamo a leggere a pagina 11 al capitolo “Presenza del pubblico”, viene richiamato il Dpcm in vigore che consente la presenza di tifosi per i soli “singoli eventi sportivi di minore entità” (ad es. singole gare, amichevoli) con preassegnazione del posto a sedere (e chi non ha posti a sedere? - ndr).
Il comma f) dello stesso articolo 1 del Dpcm esclude la presenza di pubblico alle partite delle competizioni ufficiali (es. campionati).

L’Ordinanza regionale Fvg n.22, prorogata con la n. 27, invece ammette il pubblico nel rispetto della capacità massima dell’impianto, con obbligo di distanziamento e, in base alle decisioni della Conferenza delle Regioni, senza altri particolari adempimenti, come se fosse un normale supermercato all’aperto.
La domanda sorge spontanea. In Friuli Venezia Giulia chi o cosa dobbiamo rispettare?

E dobbiamo ancora attendere le nuove indicazioni promesse sabato scorso dal presidente del Comitato regionale a qualche società circa uno snellimento delle procedure sia per le squadre avversarie sia per il pubblico.
Non si può continuare nell’incertezza e nel non prendere una decisione definitiva, tipico dell’Italia lavamani.    

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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  Scritto da La Redazione il 17/09/2020
 

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