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Edizione provinciale di Gorizia


TRIVIGNANO - Menarbin: l'individualismo ha messo nei guai il movimento

Il presidente bianconero parla della situazione di totale difficoltà in cui versa tutto il movimento calcistico, soprattutto dilettantistico: "Quest'estate si è vista una scarsissima unione di intenti, solo ora molti colleghi si stanno rendendo conto che ciò che avevamo previsto è diventato realtà"

Lo stop dei campionati, che sembra chiaramente indirizzato ad un prolungamento fino all'anno nuovo, sta portando le società in una situazione di crisi unica nel proprio genere. Le compagini dilettantistiche sono ormai allo stremo delle forze economiche ed organizzative, con la ripartenza che sembra irrealistica ogni giorno di più. Le previsioni di alcuni presidenti lungimiranti, che quest'estate hanno chiesto a gran voce maggiore collaborazione, si sono avverate e tra questi c'è sicuramente Matteo Menarbin, presidente del Trivignano, che tira le somme dopo quasi un mese di assenza di calcio giocato: "Le cose negli ultimi tre mesi sono degenerate fino alle difficoltà che abbiamo ora. A mio avviso c'è stata poca lungimiranza e ci troviamo in una situazione complicatissima, sfuggita di mano a molti, che fa presagire ancora tempi bui".

RIUNIONE - "Nella riunione di agosto è stata messa alla luce la pochissima unione di intenti tra società ed un sistema che purtroppo ha dovuto reggersi sulle proprie gambe, basandosi su un individualismo sfrenato. Con il senno di poi molti avranno cambiato opinione toccando con mano il problema, rendendosi conto che ciò di cui parlavamo ad agosto è diventato realtà. Tre mesi fa molti miei colleghi non hanno voluto unire le forze, sebbene la situazione fosse già molto precaria, è chiaro che la rappresentanza regionale non ha fatto nient'altro che seguire l'onda dei presidenti ed è in parte esente da colpe. Si poteva fare molto di più, a partire dal famoso protocollo che tutt'ora ritengo folle ed ha complicato la vita a parecchie società. L'applicabilità al 100% ad oggi resta una mera utopia. Questi comportamenti non sono andati a favore del movimento, che si è frammentato ulteriormente lasciando trasparire tutti i punti deboli. La seconda ondata del virus era qualcosa, a mio parere, di prevedibile seppur non sia un medico o un virologo. Dire di averci visto lungo è una magrissima consolazione".

TRIVIGNANO - "Siamo fermi da ormai tre settimane: ci siamo messi in moto dall'8 di agosto per cercare di far fronte a tutte le novità e protocolli, per poi fermarsi improvvisamente dieci giorni dopo, facendo una stagione a singhiozzo con sole quattro partite di campionato giocate. Mi chiedo che senso abbia tutto ciò, credo che sia difficile far programmazione sul futuro in questo modo. Ho sentito parecchi colleghi dire che tutto ciò non è un problema e sostanzialmente che chi è più fortunato dal punto di vista economico non ha problemi con questi continui stop. Vorrei ricordare, invece, che ci sono tantissime società dalla Promozione in giù che hanno grossissime difficoltà strutturali ed economiche, che sono degenerate a causa delle mancate scelte di questi mesi e tutto ciò non può far altro che peggiorare. C'è tanta gente che non sa se ripartire perchè non converrebbe, siamo in un ambiente che vive dell'antidecisionismo più assoluto".

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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  Scritto da La Redazione il 18/11/2020
 

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