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Edizione provinciale di Gorizia


FIGC - Canciani: la Terza non riparte. Riforma da discutere con Draghi

Il presidente del Comitato Regionale fa un riepilogo della riunione tenutasi ieri, alla presenza della maggior parte dei rappresentanti delle società di Terza Categoria: "Riunione che dà forza e lustro a tutto il movimento. L'idea è di non ripartire, ma abbiamo gettato le basi per il futuro, spiegando l'accorpamento con la Seconda Categoria". E sulla riforma Spadafora: "E' stata una mazzata, pensavamo che non passasse. Le Federazioni ne discuteranno personalmente con il Presidente del Consiglio per spiegargli i motivi del disaccordo"

Una riunione sentita, che ha raccolto una partecipazione importante e che ha emesso un verdetto piuttosto scontato: ad oggi i presidenti di Terza Categoria non sono, ovviamente, intenzionati a ripartire. Le condizioni sanitarie non permettono di valutare un ritorno sui campi, ma l'assemblea ha comunque avuto buoni spunti di riflessione, soprattutto per quanto riguarda il futuro del movimento. Il racconto e la spiegazione dei punti fondamentali affrontati, è affidata alle parole del presidente del Comitato Regionale, Ermes Canciani: "Questa è stata la penultima riunione, giovedì toccherà al calcio a 5 di Serie C. Ho notato con piacere la presenza di quasi tutte le società e le cinque che mancavano avevano avvisato con abbondante anticipo della loro assenza, ciò testimonia un movimento unito e coeso ed è stato un piacere ascoltare i loro pensieri. Vi è un'idea di non ripresa al momento, soprattutto guardando alla condizione che stiamo vivendo nella nostra regione e nello specifico nella nostra provincia. Abbiamo comunque gettato le basi per il futuro, spiegato l'accorpamento con la Seconda Categoria che ha visto grande riscontro da parte di tutti, ma soprattutto il fatto di ricreare una piramide con una base piuttosto ampia per quanto riguarda il nostro movimento".

RIUNIONE - "La presenza massiccia è un buon segnale, ma lo è soprattutto la proficuità della riunione stessa, che ha visto interventi molto interessanti da parte di una decina di società che hanno portato a galla tutte le problematiche della riforma Spadafora e dei protocolli anti Covid. Questa riunione ha dato forza e lustro al Comitato, prova di ciò è stata la presenza dei delegati di Pordenone e Trieste per ascoltare le richieste e le opinioni dei protagonisti di questa realtà che riteniamo fondamentale per tutto il movimento".

ACCORPAMENTO - "Bisogna innanzitutto capire cosa succederà quest'anno e come si chiuderanno i campionati, che meritano una degna conclusione nonostante una stagione disgraziata rispetto alle previsioni. Vedremo una riformulazione di quello che è il format di Seconda, con gironi basati sulla vicinanza geografica, dando la possibilità di disputare parecchi derby tra squadre vicinorie. Gironi più piccoli, tra le dodici e le quattordici squadre, creando una Coppa Regione interessante e cercando di avere stagioni interessanti dalla prima all'ultima partita. Abbiamo in testa altre idee, ma di base è questo il format che andremo a realizzare".

SOCIETA' PURE - "Questo non compete alla LND, non voglio fare il Ponzio Pilato ma questi sono discorsi che ricadono sul settore giovanile scolastico. Non sono state abbandonate, abbiamo dei DPCM che sono tuttora in vigore e che prevedono lo svolgimento di allenamenti individuali. Dobbiamo rispettare le regole anti Covid in vigore ed aspettare un aggiornamento dei DPCM che prevedano magari lo svolgimento di attività diversificate, molto probabilmente non ancora partite o tornei, però purtroppo su questo ambito non possiamo far altro che andare ad organizzare quello che altri decidono".

RIFORMA SPADAFORA - "E' stata una mazzata fortissima, eravamo piuttosto sicuri che tale provvedimento non passasse ma non è stato così. Ora andremo a riprendere in mano la questione nella propria interezza, non solo il vincolo ma anche la questione del lavoratore sportivo o dell'applicazione dell'IVA e di tutti gli aspetti fiscali presenti. Ho avuto ampie rassicurazioni da parte della Federazione e della Lega circa un intervento forte nei confronti del Presidente del Consiglio Mario Draghi. La Federcalcio insieme alla Federbasket ed alla Federvolley hanno richiesto un colloquio con il Primo Ministro per andare a spiegare quelle che sono le motivazioni per le quali le nostre Federazioni sono completamente contrarie a questa riforma. Il vincolo prima o poi dovrà essere portato alla condizione in cui è nelle altre maggiori nazioni europee, ma ciò dev'essere molto più graduale e deve andare di pari passo ad una politica attiva nei confronti della società. Non possiamo accettare passivamente che a fine stagione i ragazzi possano trasferirsi in altre società, ma ciò dovrà avvenire con un ristoro per le società che hanno allevato il calciatore".

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  Scritto da La Redazione il 03/03/2021
 

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