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Edizione provinciale di Udine


SERIE D - Moras, il gol che balla e... "a Trento dobbiamo riscattarci"

La paternità della rete della Manzanese è stata attribuita diversamente dai vari giornalisti. Il trequartista: "Ho provato a calciare in porta, mi prendo volentieri questa piccola consolazione che però non attenua l'amarezza e la rabbia per una sconfitta pesante, causata da 15' terrificanti. Mercoledì prossimo dobbiamo rialzare la testa per noi stessi, per il mister, per il presidente e per i tifosi"

Ha tanti padri il gol della Manzanese nel 4-1 rifilatole ieri, tra lo stupore generale, dal ciclone Ambrosiana. Non vorrebbe intestarselo il rossonero lettone Veips, perché si tratterebbe di autogol, tanto più che l'ex Virtus Verona e Sampdoria esordiva. Lo vorrebbe per scalare ancora la classifica dei marcatori Marco Moras, che al centro numero 14 lega una piccola consolazione personale a cui aggrapparsi in una giornata no per tutta la squadra.
Il nostro Andrea Citran, scrupoloso e attento cronista, propende per l'autogol; in redazione, sentita anche la versione di Moras, ci sentiamo di assegnare la segnatura al trequartista orange. Il MessaggeroVeneto, nel pezzo della partita vergato da un collaboratore veronese, sposa la versione che "condanna" Veips. Il Gazzettino, addirittura, decreta in Nicoloso l'autore della realizzazione. 

Marco Moras, mister 14 centri, commenta l'episodio e una prestazione generale che ha lasciato l'amaro in bocca a tutta la Manzanese e agli appassionati del calcio regionale che fanno il tifo per le 3 formazioni in lizza in serie D. Moras, dunque, sottolinea: "E' stata una partita che sembrava essersi messa nella giusta direzione, siamo riusciti a sbloccarla anche in modo fortunoso, ho saltato l'uomo, ho tirato verso la porta, la palla è stata leggermente deviata da un difensore ed è finita in rete. Loro allora hanno cominciato a essere aggressivi, ci hanno messo sotto pressione e noi abbiamo onestamente disputato 15' terrificanti, nei quali abbiamo compromesso la gara. Quando perdi 4-1, in una maniera così rotonda, non hai alibi, non hai scuse. E' stato un pomeriggio storto, per fortuna il prossimo mercoledì torneremo a giocare in campionato, è il bello del calcio la possibilità di poter rimediare agli errori e a una sconfitta dura da digerire come quella con l'Ambrosiana. Chiaramente a Trento non sarà facile, aumenta il rammarico per non aver saputo approfittare del loro pareggio, ma al Montindon è andata com'è andata, abbiamo sprecato una grossa occasione, potevamo portarci a -3 in classifica vincendo, nel male il Trento non ha vinto, siamo a -6 ma con i due scontri diretti da giocare... Chiaramente non bisognerà sbagliare mercoledì, ma questo già lo sapevamo: non siamo in ansia o ci carichiamo di una pressione eccessiva, la verità è che dobbiamo in primis riscattare la brutta prestazione di ieri e farlo per noi stessi, per il mister, per il presidente, per tutti i tifosi che ci seguono da casa. Ci sta di perdere una partita, ma non così. L'obiettivo dunque sarà quello di rialzare subito la testa. Il gol? Ero defilato, il mio può definirsi un tiro-cross, io onestamente ho cercato di calciare forte verso la porta, la palla era indirizzata nello specchio, non so se il portiere l'avrebbe parata o meno, c'è stata questa leggera deviazione che gli ha fatto cambiare traiettoria... Mi prendo molto volentieri la paternità del gol, perché ho cercato di segnare. Chiaramente quando perdi 4-1 tutto il resto passa in secondo piano e conta veramente poco. Diciamo che il gol è un piccolo premio di consolazione per il sottoscritto". 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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  Scritto da La Redazione il 02/04/2021
 

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