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Edizione provinciale di Udine


SERIE A - Vola Colombia, l'Udinese si sveglia tardi

Una doppietta di Muriel e una rete di Zapata stendono i bianconeri a Bergamo. Da Pereyra e Stryger Larsen gli acuti che illudono, ma il pari non arriva: l’Atalanta vince 3 - 2. Esordio dall’inizio di un rivedibile Braaf

ATALANTA – UDINESE     3 - 2
Gol:
19’pt e 43’pt Muriel, 45pt Pereyra, 16’st Zapata, 26’st Stryger Larsen

ATALANTA: Gollini, Toloi, Romero, Palomino, Gosens (1’st Djimsiti), Freuler, De Roon, Pessina (33’st Pasalic), Malinovsky (33’ st Mahele), Muriel (1’st Ilicic), Zapata (41’st Miranchuk). A disposizione: Sportiello, Rossi, Maehle, Sutalo, Lammers, Caldara, Kovalenko, Ruggeri. Allenatore: Gasperini.

UDINESE: Musso, Becao, Bomifazi, Nuytinck (25’st Samir), Molina, De Paul, Walace (37’st Arslan), Pereyra, Zeegelaar (14’st Stryger Larsen), Okaka (14’st Llorente), Braaf (25’st Forestieri). A disposizione: Scuffet, Gasperini,  Ouwejan, Makengo, Micin, Nestorovski, De Maio. Allenatore: Gotti.

ARBITRO: Manganiello di Pinerolo. Assistenti: L. Rossi e Vono. Quarto uomo: Ayroldi. Var: Orsato. Avar: Peretti.

NOTE: gara a porte chiuse. Pomeriggio dapprima piovoso e poi nuvoloso, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Pereyra e Samir. Angoli: 4 - 1 per l’Atalanta. Recupero: 0’ + 3’.

BERGAMO. L’Udinese ha smesso di vincere (ultimo pieno il 7 marzo scorso, 2 - 0 al Sassuolo). Ma a Bergamo, con l’Atalanta, non è capitato a tanti. Serviva una gara quasi impeccabile, senza sbavature, ai limiti della perfezione per uscire indenni dal Gewiss Stadium, la tana della meno italiana (nel senso di atteggiamento e ritmo) tra le squadre del nostro campionato. La formazione di Gotti ha invece subito a lungo l’iniziativa bergamasca, regalando pure qualcosa a livello di attenzione: momenti che la banda Gasperini ha immediatamente capitalizzato. De Paul e soci hanno comunque avuto il merito di non farsi seppellire: rimanendo a contatto, recuperando due volte metà scarto anche se, nel finale - con un attacco diverso da quello iniziale - è mancato l’ultimo guizzo. A chi lo accusa di mancanza di coraggio, Gotti ha risposto con la coppia composta da Okaka e Braaf, il giovane di proprietà del Manchester City messo finalmente nelle condizioni di esibire il campionario di meraviglie delle quali è stato accreditato. Sinceramente, non c’è stato da stracciarsi le vesti. Come si suol dire: è giovane, si farà. Pescando dal capitale rimasto in panchina, il tecnico di Porto Viro ha ottenuto buone risposte (sempre eccellente l’impatto di Forestieri) in corso d’opera, pagando però le distrazioni in trincea, dove qualcuno (Bonifazi, Musso sul primo gol), altre volte impeccabile, stavolta ha steccato. Giornata opaca anche per i gemelli De Paul (indisponente nella “chiamata” di falli inesistenti) e Pereyra, con il secondo parzialmente assolto dalla segnatura. Insomma, rimane il gusto dolceamaro di una sconfitta che sicuramente può starci, ma che pure si sarebbe potuta evitare. Perchè, se è vero che le gare non sono tutte uguali, è storia che all’andata terminò 1 - 1.

LA CRONACA. L’Atalanta non necessita di tanti preliminari ed è Zapata ad osare per primo (minuto 3): nessun compagno dimostra di credere, però, al centro a pelo d’erba del colombiano. Dal “panteron” a Muriel al 7’: una sontuosa giocata dell’altro ex crea evidente scompiglio nella difesa friulana. Senza, comunque, produrre sconquassi. Ancora Muriel al 14’: il calcio piazzato è centrale e facile preda di Musso. Al 16’ c’è un sinistro rasoterra di Malinovskyi: niente paura per i bianconeri. Ma al 19’ Muriel la stappa: avviando e  finalizzando una manovra con un sinistro rasoterra che sorprende Musso. Il pallone, leggermente deviato da Bonifazi si infila tra le gambe del portiere. Colpevole o innocente? Per noi la prima. L’Atalanta è sempre padrona, mentre la difesa bianconera pare paralizzata: Muriel allora ci riprova, ma stavolta Bonifazi è un muro. Al 27’ Okaka, che ha qualche comprensibile problema di dialogo con Braaf,  preferisce agire in proprio: ne esce un destro agevole per Gollini. Al 38’, invece, Musso deve allungare tutti i suoi centimetri per deviare un sinistro dal limite di Malinovskyi. Prima dalla pausa succedono ancora cose piuttosto interessanti. Al 44’, ad esempio, l’Atalanta raddoppia: Malinovskyi pesca Muriel, Bonifazi sbaglia il tempo dell’ entrata e, per il 9 nerazzurro, esultare è quasi obbligato. Ma prima del duplice fischio l’Udinese ha una reazione, dimezzando le distanze: Molina trova Pereyra il quale, di prima intenzione, batte Gollini. Una rete “trovata”, ma che tiene in vita le zebrette.

Ilicic e Djimsiti sono le novità atalantine all’uscita dallo spogliatoio (escono Muriel, acciaccato, e Gosens). E Musso è subito operativo: prima sul tiro di Zapata, poi sulla zampata da vicino di Pessina.  Al 9’ Zapata anticipa di testa Becao: sfera alta. Non bene nemmeno De Roon al 10’: servizio di Toloi, destro in cielo. Gotti inietta allora nuova linfa, ricorrendo a Stryger Larsen e Llorente; terminano la gara Okaka e uno Zeegelaar decisamente poco propositivo. E’ però l’Atalanta a sgommare: assist “no look” di Malinovskyi e rasoterra letale di Zapata. Ma l’Udinese non si fa travolgere: l’innesto di Forestieri (assieme a Samir) produce un gran giocata in collaborazione con Molina che sdraia un avversario e ispira Stryger Larsen. Il destro del danese (alla seconda rete in una settimana, dopo quella con la Nazionale) incenerisce Gollini. L’ultima “tentazione” di Gotti è Arslan per Walace: mancano una decina di minuti, agganciare il pareggio si può. Ma l’unico brivido, da qui alla fine, è nerazzurro. Al 44’, infatti, Bonifazi, probabilmente accecato dal sole, cicca l’intervento: Ilicic però lo grazia, spedendo sul fondo un sinistro a colpo praticamente sicuro. Da Bergamo è tutto.

LE PAGELLE. Musso 5,5, Becao 5,5, Bonifazi 5, Nuytinck 6, Molina 7, De Paul 5, Walace 5,5, Pereyra 6, Zeegelaar 5, Okaka 5,5, Braaf 5, Stryger Larsen 6,5, Llorente 5,5, Forestieri 6,5, Samir 5,5, Arslan sv. Allenatore: Gotti 6. (r.z.)

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  Scritto da La Redazione il 03/04/2021
 

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