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Edizione provinciale di Udine


IL PROTAGONISTA - Bovolon: ora sogno la serie A

Il ragazzo di Cividale, con trascorsi anche alla Forum Julii, Donatello, Virtus Corno, Udinese e Pordenone, ha contribuito al ritorno del Como tra i cadetti. “Grande esperienza e soddisfazione, adesso voglio vedere se valgo la B. E poi, magari…Mister Gattuso? Niente a che vedere con l’allenatore del Napoli. Mio fratello? Sono il suo più grande tifoso”

C’è un petalo friulano nella rosa del Como che torna in serie B. All’anagrafe è Edoardo Bovolon, cividalese di quasi 23 anni (il 5 giugno prossimo), svezzato calcisticamente alla Forum Julii, Donatello e Virtus Corno e con addosso (dopo un brevissimo approccio alla Fiorentina) anche le casacche di Udinese Primavera e della Berretti del Pordenone. Poi la consacrazione in riva al lago manzoniano: in quattro stagioni, due campionati (il primo l’ascesa dall’Interregionale in C) in bacheca. Niente male.

“Vincere è sempre bello - argomenta Edoardo - ma aver riportato questa società storica in B è fantastico. Personalmente, poi, pur arrivando da un periodo non particolarmente felice, ho avuto la possibilità di disputare le ultime due gare: con il Livorno e quella decisiva con l’Alessandria. Un’ esperienza super, una grandissima soddisfazione".

Como è ormai la tua seconda casa.
“E’ un bel posto per viverci, certamente, ma le radici ed il cuore sono sempre al primo posto: rimango un friulano vero. E poi qua è tutto più caro, gli aperitivi costano un occhio della testa...”.

Bovolon nasce centrocampista. E poi?
“Per intuizione e necessità, il nostro ex allenatore Banchini ha provveduto ad arretrarmi. E, se mi manca indubbiamente qualche centimetro per essere un centrale l’esterno basso, invece, lo posso fare. Cosi come, a suo tempo, mi è capitato di agire pure da laterale nei cinque di centrocampo. Nel 4 - 4 - 2 di Gattuso, comunque, mi trovo molto bene".

Oltre al cognome, affinità tra il vostro tecnico e quello del Napoli?
“Direi nessuna. Sono proprio agli antipodi”.

L’attuale contratto ti lega al club lombardo (con il quale Edoardo ha già superato le 100 presenze, ndr) fino al 30 giugno 2022. E poi?
“Credo parleremo di rinnovo, almeno questi sono i segnali. Nel frattempo mi piacerebbe misurarmi con la serie B e, se funzionerà, perché no, puntare alla A…”.

Il calcio è pieno di sogni all’apparenza impossibili. E poi incredibilmente realizzati.
“Vero. E posso portare ad esempio un mio compagno di squadra. Si chiama Alessio Iovine, ha 30 anni: se dovesse disputare anche l’ultimo turno ne avrà giocate 38 su 38, dall’inizio alla fine del torneo. Ed ha un passato in Prima Categoria…”.

Una serie A con l’Udinese sarebbe il top. Ma perché, di talenti nostrani - portieri a parte - in prima squadra non se ne transitano più?
“La politica del club è ormai nota. Da anni. E manca di pazienza: Pontisso, ad esempio, a Vicenza sta facendo bene. Io la vedo diversamente: bisognerebbe avere più fiducia e, se uno vale davvero, concedergli anche la possibilità di sbagliare e crescere.”

Tuo fratello Filippo è pure un calciatore. Un tesserato dell’Aurora Remanzacco.
“Viviamo ottimi rapporti, come due fratelli dovrebbero sempre intrattenere. E resto il suo più grande tifoso. Quando assisto alle sue partite sono a livello del più sfegatato degli ultrà…” (r.z.).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  Scritto da La Redazione il 27/04/2021
 

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