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Edizione provinciale di Udine


CJARLINS MUZANE - Zuliani, il ragazzino è diventato mister serie D

Il difensore centrale nato il primo gennaio del 2000 è l'unico, insieme a Spetic, ad aver affrontato tutti e 4 gli anni in categoria della squadra friulana. Un inizio difficile, da terzino, fino a diventare il giocatore affidabile e prezioso dell'oggi. "Il campionato? Puntiamo a vincere tutte le partite che rimangono e giochiamo per meritarci la riconferma per il prossimo anno"

Sono due i calciatori del Cjarlins Muzane che hanno affrontato nella sua interezza, dall'inizio sino ad oggi, l'avventura del club friulano in serie D: Luka Spetic, il finto vecchione della comitiva, e Filippo Zuliani, difensore centrale in convincente e continuo progresso. E se Spetic non ha bisogno di presentazioni, Zuliani si è guadagnato a suon di prestazioni e attaccamento alla maglia il suo meritato spicchio di attenzione. Il cronista se lo ricorda quando, giovanissimo, mosse i primi passi al Cjarlins, suscitando perplessità e frettolosi giudizi... Il tempo però è galantuomo e ora gli aranciocelesti si ritrovano a disporre di un francobollatore affidabile, valido e con ulteriori margini di miglioramento da scoprire e sfruttare.

- Filippo Zuliani, lei è proprio speciale: non ha scelto un giorno normale per venire al mondo.
"Si, è vero, sono nato il primo gennaio del 2000. E' andata così e, prima o poi, chi mi conosce mi chiede se sono nato proprio quel giorno lì...". 

- In questi 4 anni di Cjarlins Muzane e di serie D ne sono passati tanti di calciatori e anche diversi allenatori. Cosa pensa in proposito?
"Prima di tutto sono orgoglioso di esserci ancora e di aver affrontato queste stagioni in una società ambiziosa e che, allo stesso tempo, ti fa sentire come a casa. Spero che questa esperienza continui e che ci possa insieme portare ancora più in alto. Dispiace quando ragazzi con i quali si sono condivisi giorni belli e altri complicati lasciano il gruppo: fa parte del calcio, della vita, sarebbe però bello un domani tornare a giocare insieme". 

- E gli allenatori?

"Lugnan, De Agostini, Moras, Bertino e adesso Princivalli: diversi tra loro, tutti però preparati, bravi, capaci di trasmettere qualcosa e di aiutarmi a crescere. Non faccio classifiche, ma posso dire che quello che è stato per me più importante è Massimiliano Moras per la sua capacità di dialogare e di farti sentire la sua fiducia".

- Fiducia, un ingrediente fondamentale. Anche Zuliani a più riprese è stato criticato...
"Quando si prende gol è sempre colpa del difensore, quando si segna è merito esclusivo dell'attaccante. Ma io cerco di non farmi condizionare dalle "voci esterne" e di mettercela tutta ogni giorno per diventare un calciatore migliore e per aiutare la squadra". 

- Lei è un centrale difensivo e per lungo tempo è stato utilizzato da esterno: è questo uno dei problemi più frequenti con cui si devono confrontare i fuoriquota.
"In effetti se è importante comunque giocare, fare esperienza, anche il ruolo in cui si viene impiegati ha la sua valenza, talvolta decisiva. Diciamo che non sono stato il primo e non sarò certo l'ultimo a dover fare di necessità virtù. E' stato fondamentale, nel mio caso, il comportamento della società, che ha continuato a credere in me e ha saputo anche aspettarmi". 

- Tra gli attaccanti che ha dovuto marcare quale le ha creato maggiori grattacapi?
"I più forti che ho affrontato sono stati Marangon, Kabine e Moras; gli ultimi due sono stati anche compagni di squadra prima di diventare avversari sul terreno di gioco". 

- Zuliani, oggi riprendete gli allenamenti. Con quale stato d'animo?
"Con entusiasmo, voglia, la giusta carica. Veniamo da 9 risultati utili consecutivi, da 3 vittorie di fila, e che vittorie! C'è poi la convinzione di aver trovato una quadratura importante, oltre che l'armonia in gruppo. Princivalli e lo staff tecnico hanno lavorato benissimo, Davide Casasola ci fa sudare davvero molto, ma in campo dal punto di vista atletico siamo sempre preparati e, non a caso, veniamo fuori nei secondi tempi".

- E quindi...

"Noi puntiamo a vincere tutte le partite che mancano alla fine del campionato e ad arrivare più in alto possibile. In più, giochiamo e giocheremo per meritarci la riconferma per il prossimo anno nel Cjarlins Muzane. Gli obiettivi, insomma, non mancano anche se la stagione è stata per lunghi tratti sofferta, dura, meno brillante di quella che era negli auspici estivi. Abbiamo dovuto combattere e lottare ogni giorno per recuperare buona parte del terreno perso e presentarci al rush finale nell'attuale situazione". 

- Filippo non è l'unico Zuliani tesserato nel Cjarlins Muzane.
"Mio fratello Alessandro gioca nei 2004 e dispiace che quest'anno la stagione sia stata compromessa dalla pandemia. Il fratello più giovane, Giuliano, ha invece scelto la pallacanestro".

- In che cosa deve migliorare ancora Filippo Zuliani?

"In particolare a livello tecnico. Non ho certo i piedi di un Tonizzo o di un Ndoj, ma del resto anche nel calcio non si finisce mai di imparare...". 

Filippo Zuliani, un ragazzo di poche parole: per lui parlano - molto bene - i fatti. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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  Scritto da La Redazione il 29/04/2021
 

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