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Edizione provinciale di Pordenone


IL PUNTO - Serie D, così non va

L'incertezza sulle retrocessioni e i play-off senza premio non rendono onore a un campionato che richiede a società e tesserati impegno, professionalità e notevoli sforzi in ogni direzione...

Grandi proclami, grandi paroloni, grandi richieste alle società e a tutte le componenti in termini di professionalità, organizzazione, sforzi economici e non. E poi - e siamo al 17 maggio - non è ancora dato sapere quante squadre per girone retrocederanno dalla serie D! E come retrocederanno: direttamente, anche attraverso i play-out o... per sorteggio. 
La situazione sta diventando insostenibile, sportivamente insostenibile. Tanto più in una stagione che, per la sua unicità (Covid e dintorni) ha richiesto a club e tesserati perfino più di quello che era giusto chiedere. E, infatti, ha colto perfettamente nel segno il tecnico Gianluca Mattiazzi quando, ieri l'altro, al termine del match vinto dalla sua Adriese sul campo dell'Union Feltre, ha osservato: "Devo spezzare una lancia in favore delle squadre che stanno lottando per la salvezza. Non credo sia giusto che per l’Eccellenza venga fatto un mini torneo di 9 partite di sola andata e chi vince sale in D. La Federazione dovrebbe premiare le squadre che hanno affrontato 40 partite con le difficoltà del Covid. Le società di D hanno il diritto che venga fatta chiarezza sulla situazione".
Sono parole condivisibili, che anche i club di Eccellenza dovrebbero sottoscrivere. Quanto meno la Lnd avrebbe potuto prevedere uno spareggio tra la prima dell'Eccellenza e chi dovrebbe retrocedere dalla D per assegnare sul campo, in un confronto diretto, il posto in quarta serie. 
Ma c'è di più. Continua, la serie D, a organizzare play-off che non contemplano con certezza promozioni in C. Si rischia, insomma, di giocare per niente. E anche questa situazione, che va avanti da sempre, appare insostenibile. Campionati a 18, 20 squadre per girone, con la sola prima classificata a salire di categoria rappresentano qualcosa di decisamente discutibile, che le società avrebbero tutto il diritto di non accettare. Rinuncino allora a giocarli, i play-off, e vediamo se il messaggio è abbastanza forte per spingere finalmente chi comanda a mobilitarsi, anche nei rapporti con la Figc e le altre Leghe, per risolvere la questione. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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  Scritto da La Redazione il 17/05/2021
 

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