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Edizione provinciale di Pordenone


TAMAI - Berti: i giovani devono giocare per merito, non per l'età

Il direttore sportivo spiega i numerosi problemi che porterebbe l’introduzione della classe 2003 come fuoriquota obbligatorio per il prossimo anno: “Non esistono altri sport che avvantaggiano un atleta piuttosto che un altro solo per l’anno in cui è nato. E’ antisportivo, un dogma che dev’essere abolito”

E’ un appello convinto e ponderato quello di Fabio Berti, direttore sportivo del Tamai ed ex Brian Lignano, che si è affidato ai nostri microfoni per spiegare che danni procurerebbe al calcio dilettantistico, l’obbligo di schierare un classe 2003 nel totale di tre fuoriquota. Si ritroverebbero tanti giovani calciatori, che nell’ultimo anno e mezzo non hanno potuto giocare e probabilmente non sono pronti alla prima squadra, spiega il dirigente delle furie rosse. Un ragionamento condiviso dalla maggior parte degli addetti ai lavori che la pensano come lui. In chiusura la sua proposta per la ripartenza, che dev’essere anche a prova di una non auspicabile nuova ondata della pandemia: “Si sbaglia un ragionamento: si vuole dare possibilità di giocare ai 2003, ma nessuno pensa alle possibilità che togliamo ai 2000 ma più in generale a tutti quelli che meritano. Sono in una società che ha buoni 2003, quindi non parlo per interesse. Un 2000 che perde il posto per lasciare spazio ad un 2003 per me non è giusto, come non è giusto che scenda di categoria. Penso che non sia giusto anche il fatto che il Friuli-Venezia Giulia debba utilizzare lo stesso numero di fuoriquota del Veneto che ha il quadruplo di abitanti ed il doppio di squadre professionistiche. I giovani devono giocare meritandoselo, non solo per l’età anagrafica. I 2003 non hanno mai giocato a causa del blocco di questo anno e mezzo, non sono ancora pronti ad andare in prima squadra”.

PROPOSTA – “Io sono dell’idea di lasciare ovviamente i 2001 e 2002 come obbligatori, mentre i 2000 ed i 2003 dovrebbero essere facoltativi. Io non conosco altri sport in cui gli atleti si ritrovano ad essere avvantaggiati solo perché più giovani di altri contendenti. E’ antisportivo, un dogma da abbandonare assolutamente. Da parte della Federazione si ventila la possibilità di sostenere l'inserimento del terzo giovane, ma a mio parere dovrebbero accettare la sfida di imporre solo due fuoriquota puntando sul fatto che, indipendentemente dagli obblighi, l'età media delle squadre dilettantistiche scenderà o comunque resterà stabile perchè per tanti motivi alla ripartenza si punterà sui giovani che si hanno a disposizione”.

RIPARTENZA – “Dobbiamo stare attenti perché se si inizierà, ma non si riuscirà a finire il campionato, sarà la morte definitiva del nostro calcio. Bisognerebbe valutare una partenza anticipata ed una chiusura posticipata: iniziando ad agosto e terminando anche a giugno. Sarebbe opportuno fare una divisione in due gironi perché se ad ottobre o novembre il problema si riproporrà dobbiamo farci trovare preparati”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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  Scritto da La Redazione il 17/05/2021
 

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