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Edizione provinciale di Gorizia


IL FATTO - Cainero "perdona" Giulio. E lo arruola

L’ ”invasore” della tappa del Giro d’Italia conclusa sullo Zoncolan chiede scusa a tutti. E’ un ingegnere elettronico toscano di 33 anni e, nelle prossime edizioni friulane della corsa rosa, sarà a disposizione quale volontario. Nel frattempo si spenderà per organizzare un evento destinato ad aiutare la “Fondazione Progetto Autismo FVG Onlus”

Un colpo di teatro. Un colpo da maestro. Ma, soprattutto, un gesto da grande uomo di sport. Ad una settimana esatta dall’ascesa sullo Zoncolan, il patron delle tappe regionali del Giro d’Italia, Enzo Cainero rovescia a proprio favore un episodio che rischiava di macchiare indelebilmente la tovaglia della tre giorni rosa alle nostre latitudini. Ovvero l’invasione di…strada dello spettatore che ha rischiato di “abbattere” Lorenzo Fortunato avviato in solitario verso la mitica cima e la vittoria (probabilmente) della carriera.

Dopo i primi, comprensibili istinti punitivi (la Questura effettuerà, comunque, le proprie indagini e potrebbe  avviare la procedura “Daspo”, ndr), è bastata una telefonata da parte del “protagonista” - ricevuta martedi alle 8.45 del mattino - per suggerire a Cainero un atteggiamento moderato, conciliante, avviando il processo di redenzione. Il “pentito” è un ragazzo toscano di 33 anni, all’anagrafe Giulio C., una compagna ed un figlio piccolo (2 anni) originario di San Casciano Val di Pesa - rinomata zona del Chianti tra Siena e Firenze - ma attualmente residente a Modena. Per Giulio, gran tifoso e praticante di ciclismo (con Cipollini e Pantani nel cuore, ndr), ma pure fan della Viola (“Ora un pò disamorato” confessa), si trattava della prima volta dalle parti del “Kaiser”.

TANTE SCUSE.  “Le devo a diverse persone - ha detto - a cominciare da Lorenzo Fortunato, al quale ho rischiato di far perdere la vittoria. Non volevo far niente di male, solo aiutarlo. Mi scuso, ovviamente, anche con Enzo Cainero che ha dovuto gestire un evento molto complicato e con Gilberto Simoni (trionfatore sulla vetta carnica nel 2003 e nel 2007, ndr) che mi ha bloccato. Mi assumo ogni responsabilità di un gesto sicuramente sconsiderato: però, vedere una tappa dal vivo è una cosa eccitante e può succedere di lasciarsi andare. E quello che è successo è impossibile da spiegare. Ma se nella vita si può sbagliare e si commettono degli errori, l’importante è non ripeterli.”

IL PERDONO. “E’ un incontro che non avrei mai voluto fare, perchè un comportamento simile avrebbe potuto mandare all’aria il lavoro di anni - ha ribadito Cainero - ero arrabbiatissimo ed ho subito preso contatto con Questura e Digos per dare la caccia a quello che non possiamo certo definire un eroe. Pensavamo potesse trattarsi di un “disperato” e invece, martedi mattina, ricevo la telefonata di questo ragazzo sinceramente pentito che si è messo completamente a disposizione per farsi perdonare.” Non finisce qui, pare di capire. “Certo. Giulio si impegnerà ad organizzare con i suoi amici di bicicletta una corsa sugli Appennini, a raccogliere somme da destinare alla “Fondazione Progetto Autismo Fvg Onlus” (fondata nel 2006 da Elena Bulfone e la cui sede è a Feletto Umberto, ndr) e verrà inserito nel gruppo di volontari di una delle prossime tappe che penso di organizzare in regione. Magari già l’anno venturo”. Sempre che non arrivi il Daspo… (r.z.)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  Scritto da La Redazione il 29/05/2021
 

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