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Edizione provinciale di Pordenone


PRATA FALCHI - Tonus: non possiamo privarci delle cose più semplici

Il consulente della società bianco-oro-nera si esprime sul delicato momento della pandemia che per il terzo inverno sta bloccando il mondo: “Bisogna trovare una soluzione o imparare a convivere con questo problema, con tutte le conseguenze del caso. In Italia, poi, mi sembra che alcuni provvedimenti siano maggiormente deleteri nei confronti dei ragazzini rispetto ad altri Paesi”

 Mesi invernali e Covid è ormai un’equazione assicurata, ma per il terzo anno non si è trovata una soluzione per continuare a convivere con il virus in maniera accettabile. Chiusure, rinunce e restrizioni la fanno da padrone, con i più piccoli maggiormente penalizzati e costretti in casa, abitudine che sta diventando sempre più radicata e che non è affatto salutare. Sulla questione abbiamo chiesto un parere a Paolo Tonus, consulente della Sunlife Sport che collabora a stretto contatto con il Prata Falchi: “Se si continua così avremo tantissimi problemi nel riavvicinare i ragazzi allo sport. Ormai si sta creando un sistema in cui i ragazzi sono portati a restare a casa e ad impigrirli, gli psicologi parlano chiaro sui problemi che potrà portare questa situazione. Io ho contatti regolari con un paio di professionisti del settore e mi hanno spiegato la “sindrome della capanna”, con i ragazzi che fanno ormai fatica ad uscire di casa per praticare sport. Il fatto che trovo un po’ difficile da recepire è la motivazione che porta a mandare un ragazzino al chiuso, a scuola, solo con il tampone, mentre per giocare a calcio all’aperto non basta il solo tampone, che resta comunque una garanzia ed è stato utilizzato fino a poco tempo fa. Io non sono nessuno per giudicare, ma valuto situazioni che conosco nell’ambito dello sport e so che molte personalità del movimento calcistico non trovano giuste le regole imposte. La Figc ha perso tantissimi tesserati, ma anche tanti altri sport e recuperarli non sarà semplice con lo stile di vita che si sta portando avanti”.

RIPARTENZA – “Ho parlato con una persona molto importante nell’ambito calcistico e loro fanno riferimento al Comitato Scientifico. Se le previsioni dovessero essere giuste, tra un paio di settimane i numeri potrebbero essere ancor più elevati e presumo che la ripartenza potrebbe essere problematica, almeno a breve termine. Non so se ci sono i mezzi e le opzioni per risolvere questo problema, ma la vedo dura. Il mondo dilettantistico è composto da gente che lavora e che giustamente mette il proprio mestiere prima di tutto quindi tornare a giocare non penso sarà una priorità, poi su questo ognuno ha il proprio pensiero. Dalle decisioni prese tendo a pensare che non ci si fidi più dei tamponi ed è un problema perché per continuare ad andare avanti bisognerà imparare a convivere con tutte le varianti di questo virus. Di certo bisognerà mettere fine a questa situazione in qualche modo perché non si può continuare a privarsi delle cose più semplici, dei valori e della vita normale. Negli altri Paesi non si preclude ad un ragazzino di fare sport, dovremmo adeguarci anche noi”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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  Scritto da La Redazione il 10/01/2022
 

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