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Edizione provinciale di Udine


TREPPO GRANDE - De Marchi: una gioia portare giovani in prima squadra

Il presidente commenta questo anno e mezzo in carica: “La pandemia purtroppo non mi ha fatto acquisire la giusta esperienza, perché si è giocato veramente poco. Eravamo in deficit economico e sicuramente tutte le limitazioni di questi anni non hanno aiutato, ma pian piano lo stiamo superando”

Un anno e mezzo di presidenza sfortunati per il massimo dirigente del Treppo Grande, Paolo De Marchi, che ha preso in mano le chiavi della società nel bel mezzo della pandemia. Nonostante tutti i problemi, il patron biancazzurro è soddisfatto di questo cammino e si augura di poterlo continuare, tornando alla normalità e giocando con più continuità: “Sono presidente dall’inizio della pandemia e purtroppo questo periodo difficile non mi ha permesso di fare la giusta esperienza perché siamo stati tanto fermi e tutte le problematiche del caso non ci hanno fatto programmare serenamente quello che volevamo fare. Mi è stato chiesto di dare linfa nuova alla società per riportare Treppo ai vecchi fasti ed io non ci ho pensato due volte, accettando subito. A fine anno riuniremo il Consiglio per tornare alle votazioni e vedremo il da farsi, purtroppo siamo in pochi ed anche se molto volenterosi, speriamo di poter trovare qualcun altro. Io sono sempre disponibile a rimanere in questa carica, se poi si troverà qualcuno con più esperienza di me, ben venga”.

Ha ereditato una situazione complicata, non era facile gestirla.
“Eravamo in deficit economico, ma ero certo che stando tutti insieme e lavorando bene, saremmo riusciti a far tornare la società in buone condizioni. Il Covid sicuramente non ci ha aiutato perché gli stadi ed i chioschi chiusi ci hanno penalizzato, oltre al fatto di non poter organizzare la nostra classica festa dello sport che ci porta un po’ di entrate. Pian piano ce la stiamo facendo nonostante tutto e sono convinto che a breve navigheremo in ottime acque. Si è giocato poco purtroppo, speriamo di ripartire e che il peggio sia passato”.

Siete una realtà importante del calcio regionale, con un settore giovanile di tutto rispetto che vi dà soddisfazioni.
“Il mio pensiero calcistico prevede la crescita dei giovani del vivaio e ci puntiamo tanto. Abbiamo ragazzi di tutte le età che, grazie alla Leonardo Calcio, possono giocare a Buja, Gemona, Osoppo, Venzone ed Artegna, avendo la possibilità di cambiare società fino alla Juniores. Il mio sogno è di vedere questi ragazzi 2003, 2004, 2005 e 2006 a breve in prima squadra, creando una famiglia attaccata alla maglia, che giochino per passione e non per altro. La nostra politica è di non pagare i calciatori, al massimo se arrivano da lontano c’è un rimborso spese, ma per il resto si deve giocare per divertimento, sapendo che il terzo tempo per noi è fondamentale. Il mister Graziano Moreale è riuscito ad unire prima squadra e Juniores, facendoli allenare insieme per compattare il gruppo e speriamo di crescere sempre di più con questi valori sani”.

Qual è stata la cosa più bella di questi due anni di presidenza, seppur difficili data la pandemia?
“Vedere gli Juniores crescere, passare in prima squadra o che stanno per farlo. Sono cresciuti, sono quasi degli uomini e stanno migliorando tanto anche dal punto di vista calcistico: in un girone in cui non è possibile competere, tra l’andata ed il ritorno si è visto un netto miglioramento e questo non può che inorgoglirci. Qualcosa sta cambiando e si stanno appassionando alla nostra maglia”.

Com’è stato il cammino degli Allievi di mister Paolo Fabbro?
“Anche loro si scontrano contro realtà che hanno poco a che fare con la nostra e sono di un altro livello. Anche loro, però, si stanno dando da fare e con impegno sono riusciti a fornire anche ottime prestazioni. Ci sono stati anche dei momenti di delusione perché in qualche giornata non c’è stata la grinta necessaria, ma anche in questo il mister sta facendo un ottimo lavoro, destreggiandosi tra i mille problemi portati dal Covid. Ora come ora siamo a 12 calciatori disponibili per il ritorno, con tanti ragazzi ancora non vaccinati. Stiamo cercando di parlare con la Federazione per poter attingere a qualche ragazzo dalle società con cui collaboriamo, o al massimo li possiamo mandare da loro. Mister Fabbro mi piace molto ed è una brava persona, oltre ad un allenatore valido”.

Si è rivelata giusta la scelta di accorpare Seconda e Terza Categoria?
“Penso che tolga stimoli perché per molte squadre l’obiettivo stagionale era salvarsi in Seconda. Senza questo traguardo da poter raggiungere spesso le prestazioni vengono meno ed è un peccato”.

Fotocopertina: a sinistra Denis Del Pino (vicepresidente) e Paolo De Marchi il presidente del Treppo Grande.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  Scritto da La Redazione il 20/01/2022
 

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