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Edizione provinciale di Pordenone


FIUME BANNIA - Colletto: partire dopo tanto tempo è un'incognita

Il tecnico neroverde è preoccupato dalla lunga inattività: “Non ci siamo potuti allenare con continuità a causa della pandemia, ricominciare a giocare dopo cinquanta giorni mette a dura prova il fisico”

Domenica si tornerà in campo ed il Fiume Veneto Bannia, come un po’ tutti, non arriverà in buone condizioni a livello fisico. I tanti stop agli allenamenti, imposti dai protocolli, e la lunghissima inattività per quanto riguarda le gare ufficiali, renderanno tutto molto complesso e richiederanno prudenza per evitare troppi infortuni. Il mister Alessandro Colletto si pone degli interrogativi che potranno essere risolti solo con il tempo: “Dipendiamo dalla pandemia, è tutto un punto di domanda. Sono due mesi che lavoriamo, sempre con discontinuità a causa del Covid e non ci si può allenare sempre. Noi siamo pronti e non vediamo l’ora di giocare, ma fare una partita di calcio a distanza di due mesi è un grosso problema perché è una situazione anomala. Ho recuperato il gruppo, il problema è che molti dei giocatori a disposizione non hanno potuto recuperare la tenuta fisica, non abbiamo mai potuto programmare un richiamo di preparazione atletica per poter presentare un gruppo in condizioni ottimali. Penso che sia la situazione di ogni società, purtroppo dobbiamo continuare a rassegnarci a questa pandemia. La gara con la Pro Fagagna è importante per noi come per loro e penso che anche loro abbiano tutte le nostre perplessità. Domenica sono andato a vedere la partita dell’Opitergina e nei primi venti minuti sembrava una partita di biliardo, con foga e voglia ma senza ritmo. Fin da subito le squadre si sono allungate molto e purtroppo sembrano gare di bassissimo livello, questo è dovuto dai continui stop che non aiutano il fisico. Sono curioso di vedere come risponderanno i ragazzi alla gara di domenica per capire in che condizioni sono e che impatto avranno con una gara ufficiale, dopo oltre cinquanta giorni di inattività, dal recupero a Gemona. A queste difficoltà dobbiamo aggiungere che siamo in un torneo, che non può definirsi campionato, ed avevamo a prescindere diversi problemi che avrebbero reso il percorso per la salvezza davvero arduo, con la pandemia di mezzo diventa ancor più complicato. Abbiamo 17 giocatori, con due under che ritengo molto forti ovvero Giovanni Bortolussi ed Edoardo Greatti, per me sono come due veterani. Se non riusciamo a convivere con la pandemia, rendendola “normale”, andiamo incontro ad un futuro disastroso”. (f.p.)

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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  Scritto da La Redazione il 25/01/2022
 

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