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Edizione provinciale di Tolmezzo


IL PERSONAGGIO - Amici, vincere e dire addio

Dopo aver contribuito alla promozione dell’Amaro in Prima Categoria, l’ esperto portiere (alla soglia dei 42 anni) dice basta. “E’ il momento giusto per ritirarsi. Mister Rapposelli l’artefice del successo. La svolta ? La vittoria per 5 - 1 in casa del Campagnola. Il ”deca” di Iob? Meglio un espresso...”

Venne, parò, vinse, lasciò. Con una collana di buone prestazioni, condite da ben otto “clean sheet” (foglio pulito, nel “calcese“ porta inviolata, per i meno “studiati”) Carlo Amici, professione portiere, contribuisce a riportare l’ Amaro in Prima Categoria ma, contemporaneamente, a quasi 42 anni, lascia il calcio. Gioia e lacrime al tempo stesso.

Carlo, qual è il sentimento ricorrente del day - after ?

“Sono due: tanta emozione e tanta gioia. Alla mia età, vincere cosi, è bellissimo. Anche perchè non è capitato spesso".

E’ stata dura sino alla fine. Da “vecchio mestierante” avevi sempre ammonito a non considerare la corsa promozione chiusa in anticipo.

“Infatti è stata una battaglia, fino al termine. Con noi che ci siamo complicati un pò la vita. Ma siamo rimasti al comando dalla quinta di andata: alla fine è stata una bella cavalcata”.

C’è un segreto alla base del vostro successo?

“Il grande artefice è mister Rapposelli. Personalmente l’ho conosciuto anni fa, giocando con gli Amatori. Ha operato scelte azzeccate e coraggiose nei momenti importanti”.

Amaro difesa meno violata (15 reti al passivo, ndr). E Amici otto volte “immacolato”.

“Merito della retroguardia e del centrocampo, anche se i primi difensori sono gli attaccanti. Flavio Basaldella (pure il bomber è al passo d’addio, ndr), inoltre, firmando più volte l’iniziale 1 - 0, è stato determinante per indirizzare le partite e ottenere il risultato finale. Ma, tornando ai compagni di reparto, mi corre l’obbligo di citare Edi Mainardis e Matteo Fadi. Oltre, naturalmente, a tutti gli altri".

A proposito di bomber: il tuo parere sul “deca” che ha consentito a Iob di aggiudicarsi la classifica cannonieri, sorpassando sul traguardo il vostro terminale?

“Da amante della caffetteria, dico che il “deca” non è mai un gran prodotto. Meglio un buon espresso".

Il puntero più pericoloso, Basaldella a parte?

“Quanto a fama Iob, anche se siamo stati bravi ad arginarlo, sia all’andata che al ritorno. Durante la prima sfida, inoltre, il sottoscritto ha anche avuto la fortuna di parargli un calcio di rigore".

L’Amaro sale in Prima e Amici abbandona: non si fa.

“Andrò molto volentieri a vedere le partite, a trovarli ed a salutarli. Ma credo che lasciare adesso, dopo aver vinto e aver contribuito a riportare l’ Amaro nel posto giusto, dove gli compete, per storia e tradizione del club, sia la cosa più giusta da fare".

Sinceramente: il livello del torneo?

“Premessa: mi sono divertito. Anche perché, se vinci, ti diverti per forza. E, se la qualità si è molto abbassata, il Carnico rimane sempre un’esperienza, se non altro per la partecipazione delle varie comunità. Restando all’Amaro plaudo ai nostri tifosi, presenti sia in casa che in trasferta. E ad una dirigenza che, davvero, non ci ha mai fatto mancare nulla".

Momento di svolta della stagione?

“Il 5 - 1 in casa  del Campagnola: era il 2 giugno. Ma anche il successo casalingo sulla Viola alla prima di ritorno".

Quello più difficile?

“La sconfitta interna per 0 - 1 contro il Campagnola. A  causa di un mio errore".

L’intervento da ricordare?

“Il rigore neutralizzato a Iob”.

Errore da matita rossa?
“Sempre quello con il Campagnola: una parata che avevo dato per scontata, mentre già pensavo a far ripartire l’azione”.

E ora che si fa?

“E’ in calendario una sfida tra la Rappresentativa di Seconda e Terza opposta a quella della Prima: sono stato allertato e sarà, davvero, la mia ultima partita ufficiale. Dopo di che potrò dedicarmi “anema e core” al lavoro…” Sarà vero? (r.z.)

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  Scritto da La Redazione il 11/10/2022
 

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