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Edizione provinciale di Pordenone


TAMAI - Carniello: c'è un po' di amarezza per il secondo posto

Con le sue otto reti, l’esterno d’attacco è stato tra i principali artefici dell’ottima stagione delle furie rosse, che ora si giocano l’accesso alla Serie D. “Dopo buona parte del campionato in testa dispiace essere arrivati secondi, ma siamo comunque contenti”, ha dichiarato. Ora gli spareggi: “Possiamo disputarli con spensieratezza”. E sugli spalti sempre un tifoso speciale: “Mio zio Renzo mi ha seguito dappertutto, anche a Corno e Cividale”

Tra i protagonisti dell’ottima annata del Tamai, che domenica ha blindato il secondo posto, c’è sicuramente Davide Carniello. Arrivato in estate dopo tre anni trascorsi in Veneto all’Opitergina, il centrocampista si è subito messo a disposizione di mister De Agostini, che lo ha reinterpretato come esterno alto nel suo 4-3-3, ma lasciandogli comunque libertà di agire anche in posizione più accentrata. Sinistro naturale, tanto da definire scherzosamente il destro “solo di contorno”, Carniello si dice più portato a fornire assist che a segnare, ma la le sue otto reti hanno contribuito a portare le furie rosse ai playoff nazionali e a giocarsi così l’accesso alla Serie D. Un risultato che in pochi si aspettavano in estate, ma che al giocatore, originario di Brugnera, lascia un po’ di amaro in bocca: “Dopo aver passato in testa buona parte del campionato, arrivare secondo dispiace, nonostante abbia vinto la squadra più forte. In partenza, il Chions aveva una rosa più attrezzata per vincere il campionato, ma quando sei lì ci credi. Dunque c’è un po’ di amarezza, ma anche soddisfazione perché l’obiettivo di arrivare secondi, una volta sfumato il primo posto, l’abbiamo raggiunto, quindi siamo contenti”.

Il Tamai era anche arrivato a un passo dal giocarsi la finale di Coppa Italia in casa, ma è stato sconfitto in semifinale proprio dal Chions: “A me personalmente dispiace di più aver perso il campionato. La Coppa è una manifestazione a sé, non le viene dato lo stesso peso, nonostante a Tamai ci credevamo e puntavamo ad arrivare in finale per giocarcela in casa. Volevamo fare un regalo alla società, anche per una persona importante dell’ambiente che è venuta a mancare. Per me, però, il campionato ha un prestigio molto più grande, quindi mi ha dato fastidio non aver potuto giocarcela fino all’ultima giornata”.

Le furie rosse sono considerate un po’ da tutti la rivelazione di questa stagione: “Ci credevamo alla vittoria finale, la società in estate ci aveva dato come obiettivo quello di fare un campionato migliore rispetto a quello dell’anno scorso e di cercare di restare lì davanti per dare fastidio a quelle che sulla carta era le favorite, come Chions, Brian, Pro Gorizia, Zaule. Noi, però, siamo riusciti a trovare una giusta quadra e una giusta solidità, che ci hanno permesso di arrivare dove siamo arrivati. Per tanti da fuori è stata una sorpresa, ma per me, che l’ho vissuta da giocatore, lascia l’amaro in bocca perché secondo me potevamo non essere a otto punti dal Chions. Potevamo fare qualcosa di più”.

Dopo tre anni trascorsi in Veneto, Tamai è stata la squadra che ha convinto Carniello in estate a disputare l’Eccellenza in Friuli Venezia Giulia: “A Oderzo mi sono trovato bene, ho anche vinto un campionato. Poi, purtroppo, per decisioni societarie relative agli orari di allenamento, ci siamo dovuti separare di comune accordo perché, lavorando, non potevo permettermi di allenarmi di pomeriggio. Tamai è stata la società che mi ha convinto perché mi è piaciuta la proposta che mi hanno fatto, la società la conoscevo bene già prima e sono molto contento della mia scelta”.

Otto reti sono comunque une bel bottino per un giocatore che si dice più portato a servire i compagni: “Poche volte sono andato in doppia cifra, penso dunque di essere in linea con le ultime stagioni. Il mister mi ha reinterpretato come esterno alto, un ruolo insolito per me. Sono più una seconda punta o una mezzala, tendo a stare più al centro del campo. De Agostini mi ha comunque dato carta bianca: il punto di partenza era quello, poi ero libero di cercarmi la posizione. I miei punti di forza non sono la fisicità e la corsa, preferisco ricevere la palla sui piedi”.

Ora testa agli spareggi nazionali: “A nostro favore abbiamo la possibilità di giocare spensierati. Andremo a incontrare compagini che avevano come obiettivo i playoff o che hanno mancato la vittoria del campionato, e che quindi hanno costruito delle rose proprio per andare in Serie D. Forse avranno un po’ più di pressione. Qui a Tamai la viviamo, invece, come il raggiungimento di un traguardo, è la ciliegina sulla torta di questa stagione. La nostra forza può essere quella, giocare liberi e senza particolari pressioni. Sono comunque quattro partite in cui possiamo giocarci la Serie D, anche se l’incrocio con le squadre della Lombardia non sarà semplice”.

Sugli spalti dei campi dell’Eccellenza c’è sempre un tifoso speciale per Davide Carniello, lo zio Renzo: “È sempre stato appassionato, ma ha iniziato a seguirmi proprio in questa stagione, forse perché l’anno scorso in Veneto era scomodo, le trasferte erano più lunghe. Quest’anno mi ha seguito dappertutto, anche a Corno e Cividale”.

Per Carniello, disputare il campionato di Eccellenza è “un’esperienza bella ma impegnativa, in particolare per chi, come me, lavora. Basti pensare che a marzo abbiamo fatto nove partite, praticamente come i professionisti. È impegnativo trovarsi durante la settimana alle 8 di sera per giocare a Gorizia e poi il giorno dopo svegliarsi alle 6 del mattino per andare a lavoro. Dall’altro lato, però, quando si raggiungono questi obiettivi è soddisfacente, ripaga di tutti i sacrifici fatti”.

Infine, un pensiero anche per le squadre retrocesse o che stanno rischiando di tornare in Promozione: “Dispiace sempre, un anno ho disputato i playout, ma sono riuscito a salvarmi. Quando capitano quelle stagioni lì è sempre pesante, in particolare per chi fa sacrifici. È sempre visto come il non raggiungimento di un obbiettivo. È il bello e il brutto del calcio, l’anno successivo ci si può sempre rifare”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  Scritto da La Redazione il 02/05/2023
 

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