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Edizione provinciale di Gorizia


SECONDA - Emiliano Montina torna alla guida del Torre T. C.

Dopo una pausa di otto anni, torna a vestire i panni del presidente e subentra a Francesco Bearzotti: “C’è tanto entusiasmo, l’affetto è più forte delle responsabilità”. Ora è pronto ad affrontare la nuova stagione, che vedrà la sua squadra disputare il girone di Trieste: “Non l’ho presa male, ma perdiamo partite importanti”. Mentre sulla riforma commenta: “Speriamo sia uno stimolo per cambiare e tornare al calcio delle origini”

Dopo otto anni, Emiliano Montina torna a rivestire il ruolo di presidente del Torre Tapogliano Campolongo. “Non ne sentivo la mancanza – il suo primo, scherzoso commento – però l’affetto è più forte delle responsabilità”, aggiunge, facendo capire di essere già pronto e al lavoro, insieme a un rinnovato consiglio direttivo, per portare avanti il lavoro iniziato dal suo predecessore, Francesco Bearzotti, a cui rivolge il suo ringraziamento per quanto fatto: “C’è tanto entusiasmo. Non dico che sia stato un fulmine a ciel sereno perché il precedente presidente aveva manifestato negli ultimi mesi alcune problematiche personali. Per sette anni ha svolto un lavoro egregio e a lui vanno i miei ringraziamenti. Ha guidato la società nel periodo Covid, con tutte le problematiche annesse. Ha mantenuto la linea, che portiamo avanti da almeno dieci anni, di un bilancio in attivo e sostenibile e non possiamo fare altro che ringraziarlo. Ci auguriamo che ritorni, la famiglia Bearzotti è importante nel paese, il padre è uno dei fondatori della società. Lo aspetteremo a braccia aperte. Mi sono trovato nelle condizioni di continuare il suo cammino per altri due anni di mandato. Visto che siamo già a luglio, e con tutte le altre problematiche di questo periodo, abbiamo deciso di non sciogliere il direttivo, ma di riformarlo dall’interno”.

Per quanto riguarda la nuovo stagione, il Torre T.C. è stato inserito nel girone F di Seconda categoria, ossia quello che raggruppa le squadre della provincia di Trieste. Una scelta accettata da Montina, che però ci tiene a fare alcune osservazioni in merito: “Non l’ho presa male, ma faccio un solo appunto. Ho le idee chiare, non ho fatto alcuna richiesta alla Federazione su dove andare. Qui, però, muovo una critica a tante società, che per almeno un mese fanno pressione per farsi mettere in un girone o nell’altro. Non è la politica che adotto io, accetto le scelte della Federazione, per noi non sarà facile ma è un girone che abbiamo già fatto. In dieci anni siamo stati inseriti a rotazione tra Gorizia, Trieste e la Bassa. È chiaro che perdiamo partite importanti come quella con il Terzo e lo Strassoldo. Mi rivolgo però ai colleghi dirigenti: bisogna smetterla di lamentarsi sul mancato incasso del chiosco quando poi, come sta accadendo negli ultimi anni in Seconda categoria, si aumentano in maniera esponenziale i rimborsi per staff e giocatori. Mi fa un po’ ridere quando leggo che si perdono gli incassi e poi si buttano via i soldi così. Questa sarà una battaglia che porterò avanti”.

Da diverse settimane a tenere banco è la riforma dello sport, una normativa che per Montina colpisce in maniera sbagliata la maggior parte delle società, ma che allo stesso tempo potrebbe rappresentare l’occasione per cambiare il mondo del calcio dilettantistico regionale e tornare alle origini: “Non eravamo proprio molto preparati. Rivolgo la mia solidarietà alla battaglia portata avanti da Matteo Menarbin in primis e Giorgio Tellini, per cui nutro il massimo rispetto e capisco le loro perplessità. Spero che Matteo, che è un amico, ci ripensi sulle dimissioni perché il calcio ha bisogno di giovani in gamba come lui per avere un futuro. Lo capisco perché in passato ho anche io manifestato certi malumori. La riforma va oltre il mondo del calcio, bisogna guardare a tutto il mondo delle Asd. In passato ho fatto il dirigente in una scuola di danza e posso dire che i problemi ci sono. Il tutto è iniziato con la riforma delle associazioni sportive una quindicina di anni fa, quando tante persone si sono inserite per fare solo lucro e nulla di sociale. Lo Stato ora se ne è accorto. Condivido quanto ha detto il presidente del San Daniele, secondo cui lo Stato interviene quando c’è qualcosa che non va, ma lo fa dall’alto, secondo il suo punto di vista, e va a colpire in maniera sbagliata società come la mia, il Trivignano e tante altre che fanno attività per pura passione. Spero che anche questo sia uno stimolo per cambiare, e su questo insisto: dobbiamo tornare al calcio delle origini, con staff tecnici come il mio, composto da tre ex ragazzi della squadra che vengono per fare parte di un gruppo, che sanno bene che la società, dandoti un campo, un fisioterapista, il vestiario, un panino e una birra, spende già tanti soldi e non vengono a chiedere altro. Dobbiamo cancellare il mondo che abbiamo creato e spero che la riforma serva anche a questo”.


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  Scritto da La Redazione il 16/08/2023
 

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