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Edizione provinciale di Tolmezzo


EUROPEI - Svizzera - Italia, il derby di Francesco

Fino al novembre scorso il 51enne Baraldo Sano gestiva un hotel a Tarvisio. Ora, da chef rossocrociato (e dell’Udinese calcio), ci racconta le sue emozioni a poche ore dall’ottavo di finale di Berlino. “Ci sono tante esigenze e culture da soddisfare, ma nel menu trovano posto il risotto al parmigiano reggiano ed anche gli gnocchi alla San Daniele. Svizzera più organizzata, Italia con agonismo e cuore: solo Donnarumma la può salvare! Per chi tiferò? Per chi mi ha dato la sua fiducia…”

C’ è un…infiltrato, nel clan della Svizzera che stasera a Berlino - dove 18 anni fa gli azzurri di Lippi si issarono sul tetto del mondo - cercherà di estromettere l’Italia, detronizzandola dall’Europeo di calcio. Francesco Baraldo Sano, classe 1973, uomo di mondo (nato a Gorizia ma tarvisiano d’adozione) e chef di professione prepara infatti, quotidianamente, tutti i pasti del clan rossocrociato.

“Lavoro per la federazione elvetica da due anni - racconta Francesco - e vivo questo ruolo da grande professionista quale credo di essere. Dando il cento per cento a coloro che mi hanno offerto questa grande opportunità, accogliendomi come in famiglia.”

Il rapporto con l’Udinese, comunque, prosegue.

“Certo. Seguo sempre tutta la parte relativa all’ hospitality di President e Manager Club.”

Torniamo a bomba: stasera chi vince avanza mentre, chi perde, torna a casa.

“Nel calcio tutto può accadere. Basta vedere cosa è accaduto in Italia - Croazia, dove gli azzurri hanno goduto di un bel regalo. Noi, invece, riguardo al match contro la Germania possiamo recriminare qualcosa. Speriamo che le cose si ristabiliscano, con la buona sorte è meglio essere in credito.”

Chi potrebbe orientare la sfida dell’Olympiastadion?

“Yakin ha a sua disposizione diversi jolly che, con una giocata, potrebbero risultare decisivi. Dico perciò Xhaka, Ndoye, Vargas o Andouni. Senza scordare Shaqiri. Penso che la Svizzera sia più organizzata, mentre l’Italia faccia più affidamento su cuore e agonismo.”

Il popolo azzurro, invece, a chi dovrebbe affidarsi?

“Credo che solo Donnarumma li possa salvare!”

Dove vivrai l’evento ?

“Sarò come sempre in prima fila, dietro la panchina, a tifare per la squadra.”

Con l’inno svizzero (o Salmo svizzero), a che punto siamo?

“Capisco le parole, ma non l’ho ancora imparato. Devo comunque dire che è molto affascinante.”

Puoi svelarci il vostro menu tipo? Esiste anche qualcosa di tricolore?

“I tre quarti delle proposte sono ricette…italiane. Il risotto con il parmigiano reggiano è graditissimo e ogni tanto c’è spazio anche per gli gnocchi alla San Daniele. Piace poi molto anche il pollo: al curry e tikka masala. C’è anche un kebab salutare mentre, per quanto riguarda i dolci, le dosi di zucchero, lattosio e burro sono davvero ridottissime. Apportiamo inoltre alcune contaminazioni “fusion” mediorientali asiatiche. Diversi giocatori hanno origini africane, alcuni sono musulmani: ognuno ha le sue preferenze.”

Immaginiamo che, dopo l’Europeo, il rapporto attualmente in essere proseguirà.

“Esiste un accordo, anche se non scritto, fino al mondiale del 2026. Nel frattempo mi sono arrivate nuove proposte da società calcistiche, team di ciclismo e persino di Formula 1…”

La visibilità aumenta: niente male per uno che, sino allo scorso novembre, gestiva un hotel a Tarvisio…

“Certi treni passano una volta nella vita. Perciò, dopo aver venduto, ho deciso di salirci. E i numeri confortano: prima di iniziare questo capitolo avevo 5000 follower, mentre ora sono arrivato a 45mila…E se la mia realtà attuale si chiama Svizzera, noi cuochi andiamo dove tira il vento…”

Roberto Zanitti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  Scritto da La Redazione il 29/06/2024
 

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