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Edizione provinciale di Udine


L'OPINIONE - Mian: nei settori giovanili non si insegna più la tecnica

Si parla della crisi del calcio italiano, le cui cause si possono trovare proprio nei vivai: “Oggi i ragazzi non possono esprimere più le loro qualità, si guarda solo all’aspetto fisico e alla resistenza. Il sistema è sbagliato”

Il fallimento dell’Italia all’Europeo non ha fatto altro che certificare, una volta di più, la crisi che da parecchio tempo investe il calcio nel nostro Paese. Ad eccezione della felice parentesi del trionfo all’ultima kermesse europea, la nazionale sta vivendo da anni un momento davvero buio, sulle cui cause gli addetti ai lavori continuano a interrogarsi in cerca di risposte. Anche le società nostrane non possono dirsi estranee a questo sistema, che sembra traballare dalle sue fondamenta, ossia i settori giovanili. Ed è proprio su questo aspetto che è intervenuto uno dei dirigenti più esperti e navigati del mondo del calcio friulano, Claudio Mian: “Ci lamentiamo della mancanza di giocatori, non abbiamo talenti e non ci sono giovani in Serie A. Tutto ciò perché i settori giovanili vengono portati avanti con un sistema sbagliato”, afferma Mian, che spiega il suo punto di vista: “Si tralascia la tecnica, si guarda solo all’aspetto fisico e alla resistenza. Poi, anziché dare libertà ai giovani di esprimere la loro qualità, li inquadriamo facendogli fare solo quello che gli istruttori gli dicono. Oggi la Federazione impone di fare certe cose che non hanno senso, ma durante gli allenamenti non si vedono più forche e muri, non c’è un istruttore tecnico che insegna la tecnica di base. La casa si costruisce dalle fondamenta, poi si fa il tetto”.

Mian guarda indietro nel tempo e fa un confronto con il calcio odierno: “Guardavo Olanda-Germania del ’74: i giocatori esprimevano le loro qualità in campo, senza schemi fissi. Oggi invece bisogna essere aggressivi, giocare nella metà campo avversaria, non abbiamo più il 10. I tempi sono cambiati in peggio. Nei settori giovanili bisogna iniziare a far lavorare i ragazzi sulle situazioni importanti, come l’1 contro 1, non c’è nessuno più che dribbla l’avversario sulla fascia. Non stiamo andando avanti ma indietro”.

Il dirigente quindi ribadisce: “I ragazzi vengono ingabbiati, non sono liberi. Se dai la palla di prima anziché stopparla le senti, se la tieni di più le senti lo stesso. Non esiste questo tipo di calcio, i ragazzi devono avere la possibilità di esprimere le loro qualità. Questa gli viene tolta dal sistema che abbiamo, che secondo me è sbagliato”.

Altro capitolo dolente è quello relativo ai genitori: “Fa sempre parte dello stesso discorso. Quando una società aveva una categoria giovanile ai regionali – sottolinea Mian – era un traguardo enorme. Oggi non basta più e hanno introdotto l’élite. Ma cosa vuol dire fare l’élite. Si è voluto stravolgere tutto, mettendo così in competizione genitori e società, dando adito anche a proteste continue durante l’anno. Ci sono genitori che a ottobre, se il figlio non ha giocato un certo numero di partite, allora lo portano da un’altra parte. I genitori dovrebbero stare zitti, accompagnare i ragazzi ad allenamento e la domenica stare seduti con tranquillità, aspettare la fine della partita e bere un bicchiere insieme in chiosco”.

La responsabilità è però anche delle società: “Ci sono squadre che guardano più al risultato che alla crescita dei giovani. Se una società mi propone una cosa del genere ringrazio e me ne vado. È sbagliato anche che gli allenatori guardino solo ai risultati. Un allenatore deve essere soddisfatto quando alla fine del campionato osserva il miglioramento dei suoi giocatori sotto tutti i punti di vista, dal campo al comportamento. Le squadre sono infatti anche a supporto alle famiglie. Alla fine dell’annata devo essere felice per quello che è stato costruito. Se un ragazzo non sapeva stoppare di destro e lo ha imparato allora è già un grande risultato. Forca e muro non li vedo più, l’ho fatto presente ma mi hanno dato del vecchio. Bisogna sviluppare la tecnica”, conclude Mian.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  Scritto da La Redazione il 10/07/2024
 

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