UDINESE - "Bravo Milan, noi poco concreti": la delusione di Runjaic
Dopo il 4-0 subito dal Milan, il mister bianconero commenta con lucidità: “Alcune assenze hanno pesato, ma niente drammi"

Notte fonda per l'Udinese, travolta 4-0 dal Milan nell’anticipo della 32ª giornata di Serie A. Nel post-partita, il tecnico Kosta Runjaic ha analizzato la dura sconfitta in conferenza stampa, riconoscendo i meriti degli avversari e le lacune della sua squadra.
“Prima di tutto faccio i complimenti al Milan e auguro a Maignan una pronta guarigione. Loro hanno giocato bene, noi meno: si sono visti i nostri limiti individuali. Siamo stati ingenui nei gol subiti, soprattutto nel primo – gran tiro di Leao, certo, ma quel gol non va concesso – e nel secondo abbiamo commesso un errore grave. Nella ripresa ci si aspettava una reazione, magari un gol per riaprire la gara, invece abbiamo concesso altri due gol in contropiede. Dobbiamo restare calmi e tornare a lavorare.”
Nonostante il pesante passivo, Runjaic ha voluto salvare le prestazioni di alcuni elementi: “Rui Modesto ha fatto bene, così come Atta, che ha qualità per giocare anche contro avversari forti come il Milan. Ma in generale abbiamo perso troppi palloni”.
Il tecnico ha poi commentato la flessione della squadra dopo il traguardo dei 40 punti: “Abbiamo subito troppo e segnato poco. Capisco chi parlava di Europa, ma io conosco i limiti del gruppo. C’è tanto da migliorare. Non mi piace perdere, soprattutto con un passivo così davanti ai nostri tifosi, ma bisogna accettare la realtà e guardare avanti. Alcune assenze hanno pesato, forse con la rosa al completo avremmo fatto meglio. Non ero euforico prima, non sono disperato ora”.
Sulle possibilità di vedere in campo Pizarro, il tecnico si è limitato a dire: “È possibile”. E sul contatto in area su Lucca: “Devo rivederlo, ma l’arbitro ha sempre l’ultima parola. Lucca ha grandi qualità e le ha dimostrate più volte. Si vince e si perde insieme”.
Una serata da dimenticare per i friulani, che ora dovranno reagire per non compromettere quanto di buono fatto fin qui.
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