Contro il San Daniele basta un gol per alzare il primo trofeo stagionale. Barile: “Il gruppo è la nostra forza”
RADIO GIOCONDA - Barile-show: ritorno con trofeo!
I rossoblù del Depover hanno battuto 1-0 le Vecchie Glorie San Daniele, conquistando la Supercoppa dei Geretti della Collinare. Un trionfo importante per la squadra di Branco, che continua a confermarsi tra le realtà più solide e vincenti del panorama amatoriale. Il rientrante mister Giuseppe Barile non nasconde la propria soddisfazione:
“La squadra è stata perfetta. Non è bastata la qualità per vincere, ma determinanti sono stati grinta e cuore. E questo ha fatto la differenza.”
Un ritorno con i fiocchi per Barile, che festeggia nel migliore dei modi il suo rientro alla guida tecnica della squadra:
“È stata una partita giocata su ritmi altissimi, direi almeno da Prima o Seconda Categoria, per qualità e intensità. Abbiamo affrontato un avversario forte e siamo molto felici di esserci portati a casa questa Coppa. Da 3-4 anni abbiamo una rosa di alto livello, e negli ultimi tempi abbiamo collezionato molti trofei. Il mio compito è quello di assemblare al meglio il gruppo, gestire i giocatori e metterli nelle condizioni ideali per rendere al massimo.”
Non solo qualità tecnica, ma anche spirito di squadra e mentalità vincente:
“Non molliamo mai. Anche nei momenti difficili riusciamo a reagire con la forza del gruppo. Il San Daniele è una squadra ricca di talento, ma noi abbiamo lottato su ogni pallone, fatto una corsa in più, e questo ha pagato. Certo, l’esperienza e il talento aiutano, ma senza cuore non si vince. E questa partita ne è stata la prova.”
Il Depover ha ulteriormente rinforzato la rosa, inserendo elementi di spessore come Gianluca Muffato:
“Giocatori come lui fanno la differenza. Gianluca, per motivi di età e impegni, ha scelto di non continuare in categoria, ma conosceva già molti dei nostri e ha accettato subito. È ben preparato fisicamente e sposta davvero gli equilibri.”
A decidere la finale è stato un gol di Francesco Bernardinis:
“Una rete splendida, nata da un’azione corale: tutto parte dal nostro portiere Pajer, la palla arriva sulla destra a Croatto che mette un gran cross, e Bernardinis calcia in modo imparabile. Una bellissima azione.”
Mister Barile elogia anche gli avversari:
“Il San Daniele è una squadra forte, ben allenata da Patriarca. Hanno individualità di valore, su tutti Ermacora – forse ancora tesserato col Fagagna in Eccellenza – e Ziraldo. In attacco Simeoni e Cinello sono stati una vera spina nel fianco. Per batterli devi sbagliare pochissimo.”
Fondamentale anche il rientro in difesa di Concina:
“Un valore aggiunto. Quando subisci pochi gol, hai sempre buone chance di vincere. Davanti l’assenza di Virgolin ci ha tolto qualcosa, lui ha caratteristiche uniche, ma abbiamo tante alternative valide e sappiamo adattarci.”
Non da meno, le prestazioni del portiere Marco Pajer:
“Marco è sempre attento e affidabile. Anche se chiamato in causa una sola volta, non sbaglia mai. Trasmette sicurezza, ed è questo che fa un grande portiere.”
Il successo ha avuto anche un significato particolare, essendo stato ottenuto a San Leonardo, casa dell’ex mister Luca Mottes:
“Una vittoria speciale. Proprio perché si giocava lì, sabato in panchina con me c’era anche Luca, che si è liberato dagli impegni per essere presente. Mi ha dato una grossa mano. Vicino a me anche due allenatori importanti come Simone Bruno (ora al Tricesimo) e Marco Marchina (all’Ol3). Avevo le spalle ben coperte e sapevo a chi rivolgermi in caso di bisogno. Luca resta parte del nostro gruppo e quando potrà sarà sempre con noi.”
Una finale vissuta con il cuore in gola fino all’ultimo minuto, anche se secondo Barile, avrebbe meritato maggiore visibilità:
“Se ne è parlato poco, ed è un peccato. Queste manifestazioni meritano attenzione. Inoltre, senza voler mancare di rispetto, la location forse non è stata la migliore: due squadre di San Daniele e Tavagnacco, e si gioca a San Leonardo. Magari una sede più centrale avrebbe favorito una maggiore presenza di pubblico. Capisco si debbano accontentare tutti e dare visibilità a realtà più piccole, ma una scelta diversa forse sarebbe stata più azzeccata.”
Ora, però, testa subito al campionato:
“Tutto ciò che è successo sabato va dimenticato, perché sarà un’altra battaglia. Il Campionato Geretti è corto, solo 14 partite, e il margine d’errore è minimo. Noi siamo pronti, daremo tutto e sarà il campo a decidere chi merita.”