TRENTO - CHIONS 3-3
Gol: 10' e 83' Aliù, 47' Gatto (rig.), 75' (rig.) e 92' Torelli, 88' Tomasi
TRENTO: Cazzaro, Galazzini, Contessa (81' Tinazzi), Trainotti (86' Salviato), Caporali, Belcastro (77' Rivi), Aliàù , Gatto, Dionisi, Pilastro (61' Pinto), Ferri Marini (57' Pattarello). Allenatore: Carmine Parlato. A disposizione: Ronco, Comper, Amadori, Trevisan.
CHIONS: Moretti, Guizzo, Vittore (81' Tomasi), Variola, Pralini, Tuniz, Oubakent (65' Urbanetto), Torelli, Valenta (68' Funes), Sbaraini (56' Consorti), Pozzani (53' Spader). Allenatore: Fabio Rossitto. A disposizione: Plai, Osu, Marmiroli, Zamuner.
ARBITRO: Alessandro Silvestri (Roma 1). Assistenti: Manzini (Voghera) e Antonicelli (Milano).
NOTE - Ammoniti: Guizzo, Trainotti, Variola, Pattarello, Spader. Angoli 7-6 per il Chions. Recuperi: 0' e 5'.
C'è tanto, moltissimo nel pirotecnico e incredibile 3-3 conquistato dal Chions al Briamasco di Trento, contro un'autentica corazzata. C'è attaccamento alla maglia, spirito di squadra, organizzazione, un piano tattico preciso, il cuore da gettare oltre l'ostacolo, il coraggio e la capacità di soffrire e di essere "uno per tutti e tutti per uno" e una condizione atletica che permette ai gialloblù di dare battaglia dal primo all'ultimo secondo.
Su un campo impregnato d'acqua, dove trattare a dovere il cuoio è impresa per piedi assai educati, i padroni di casa sembrano in grado di impartire una lezione tecnica al fanalino di coda. Che si presenta ben coperto e compatto (4-1-4-1 con Urbanetto tenuto di scorta anche perché ci sono da giocare nel giro di una settimana altre due partite), però pronto ad arrembarsi, a ripartire e fiondarsi nella trequarti avversaria, sfruttando gli esterni e i calci da fermo. Però, l'inizio è da paura: Caporali regala magie e costringe su punizione subito Moretti a fare gli straordinari. Al 10' Trento in vantaggio: Belcastro innesca Aliù, Vittore ci mette una pezza, ma il bomber, servito da Pilastro, può fiondare per l'1-0.
Sì, gioca bene e facile la formazione di Parlato, ma il Chions non perde la bussola e, pur facendo fatica a graffiare, lancia segnali bellicosi. Cominciano a guadagnare corner gli ospiti, e Tuniz manca d'un niente la deviazione di testa che sarebbe risultata imprendibile.
Ma è Moretti a ergersi a frangiflutti di una fase difensiva in cui eccelle il solito Pralini, con Vittore subito a ruota. Aliù è costantemente una minaccia, il tempo si chiude comunque con un gol di scarto.
Alla ripresa delle ostilità il Trento sembra mettere al sicuro il bottino: il solito Aliù conquista con mestiere un rigore (l'intervento punito è quello di Guizzo), Gatto manda Moretti da una parte e il cuoio dall'altra. 2-0: un colpo che manderebbe ko molte squadre, non quella del condottiero Fabio Rossitto. Il quale mette mano ai cambi, inserendo con maestria forze fresche, perché la battaglia non è persa, perché nel calcio quando si è così vivi come questo Chions, quando si gioca per la maglia, per la squadra e la società, niente è impossibile.
Alla stretta decisiva il Chions dà tutto, mostrando di aver preparato bene la partita e di poter correre, sprintare e lottare anche oltre il 90'. Moretti è un felino, para di tutto e di più, davanti l'affondo di Funes produce il rigore che Torelli trasforma da veterano. Aliù va nuovamente a segno di testa (difesa troppo larga e statica nell'occasione) ma il Trento non è più sicuro, brillante, lontano, superiore. No, è una squadra in difficoltà. E' così nei dintorni del 90' ecco maturare il clamoroso 3-3 con le deviazioni aeree di Tomasi e Torelli che annullano il divario.
Finita la partita, i giocatori, lo staff e i dirigenti pordenonesi si abbracciano, festeggiano, conquistano il prato del Briamasco ed esultano come se avessero vinto la Champions, con un'incontenibile gioia.
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