Il giovane centrocampista giallorosso si sta ritagliando sempre più spazio in una formazione che punta all’Eccellenza
🎙 RADIO GIOCONDA - I sorrisi di Udinese, Triestina e Brian
I giovani talenti crescono in tutto il Friuli Venezia Giulia. La rimozione della regola dei fuoriquota dall’Eccellenza ha spinto molti ragazzi a cercare spazio e minuti in ogni categoria, dovendo contare esclusivamente sulle proprie abilità e non più anche sul regolamento.
Tra i prospetti più interessanti finora emerge Filippo Badolato, che, dopo la lunga trafila giovanile nel Cjarlins Muzane, il titolo di campione d’Italia con la Rappresentativa FVG Under19 e le prime esperienze in Eccellenza con Pro Gorizia e Codroipo, ha scelto la scorsa estate di sposare l’ambizioso progetto del Teor in Promozione.
È lo stesso Badolato a spiegare la scelta:
“A causa della rimozione della regola dei fuoriquota, quest’anno ho deciso di scendere in Promozione a Teor e mi sto trovando benissimo. Io sono proprio di qui, abito a cinque minuti dal campo, tutti i dirigenti e i compagni sono favolosi, mi sento a mio agio in tutto”.
Formativo è anche lavorare sotto l’occhio attento di un mister di caratura come Fabio Pittilino:
“È uno tosto, pretende molto da noi e ci fa lavorare tanto in settimana, però lo stiamo ripagando nel modo giusto. Speriamo di continuare così per raggiungere i nostri obiettivi”.
I risultati personali iniziano ad arrivare:
“Piano piano sto trovando minutaggio e voglio aiutare il più possibile la squadra. Domenica scorsa, nello scontro diretto con l’Azzurra Premariacco, ho fatto assist: sono contento”.
Badolato si racconta come calciatore:
“Nasco come trequartista, ma sono stato utilizzato molto anche come mezzala. Domenica ho giocato da quinto a destra: diciamo che sono molto duttile e mi adatto facilmente a tutte le posizioni dal centrocampo in su. Sono un giocatore brevilineo e tecnico, mi piace servire l’ultimo passaggio, lanciare i compagni e penso di sapermi ritagliare bene lo spazio per calciare da fuori”.
Qualche curiosità per chiudere:
“Il mio idolo, seppur con caratteristiche diverse dalle mie, è Cristiano Ronaldo, ma la prima maglietta che ho avuto da piccolo è stata di El Shaarawy: i suoi gol al Milan sono i miei primi ricordi calcistici. Se non avessi praticato il calcio? Sarò di parte (mio padre Riccardo è un esperto tennista), ma direi il tennis: è stato il mio primo sport e tutt’ora ci gioco spesso”.