Il dirigente Massimo Zottig annuncia l’accordo con l’ex Udinese e Napoli, da anni maestro di tecnica in tutta la regione. Un ulteriore segnale della rinascita della società delle Valli
RADIO GIOCONDA - Rinascita Valnatisone: Miano a bordo
Entusiasmo alle stelle a San Pietro al Natisone, dove la Valnatisone – da qualche anno impegnata in una faticosa ma certosina ricostruzione – ha posto una nuova pietra miliare del proprio percorso.
A darne l’annuncio è l’emozionato dirigente locale Massimo Zottig: “Abbiamo avuto la fortuna, tramite l’ex giocatore Luca Mottes, di ottenere un canale preferenziale con Paolo Miano, con cui abbiamo stretto un’importante collaborazione. Per noi è un vanto che personalità del suo calibro sposino il nostro progetto e speriamo sia anche un modo per farci conoscere di più, dato che, a causa della bassa natalità delle Valli del Natisone, siamo costretti a cercare fuori le risorse per crescere. Ci tengo a rimarcare anche che Paolo è nativo proprio di San Pietro e che quindi rappresenta l’ennesimo esempio di legame con il territorio, un aspetto per noi fondamentale”.
Una storia, quella tra il suo paese d’origine e lo stesso Miano, a tratti travagliata, come ricorda il diretto interessato con dovizia di particolari: “Dico che questo per me non è un ritorno, perché a San Pietro non ci sono mai stato davvero. Mio padre ci giocò, mio fratello e mio figlio pure, mia zia Lucia cucì le prime maglie della squadra nel dopoguerra… quando ero ragazzino io, però, c’erano solo la prima squadra e la Juniores, così io e la nidiata dei miei coetanei andammo alla Gaglianese e disputammo un campionato splendido, arrivando sino alla finale provinciale contro l’Udinese. Da lì partì la mia carriera, dato che mi spostai proprio all’Udinese, dove svolsi tutta la trafila per poi diventare calciatore professionista”.
Nemo propheta in patria, dice il detto, ma l’ex centrocampista non ha dubbi: “Ho accettato di buon grado quando mi hanno contattato, perché il nuovo gruppo societario ha fatto cose incredibili. Quando Specogna mollò, le Valli rischiavano di scomparire calcisticamente, ma il presidente Flavio Cumer prima e l'attuale Alessandra Macorig e i suoi collaboratori hanno rimesso in piedi un movimento che cresce sempre di più. Voglio dare il mio contributo”.
Un contributo forgiato da anni di esperienza ad alti livelli: “Per molto tempo sono stato collaboratore tecnico all’Udinese, fino al 2017, quando la società decise di cambiare molti addetti ai lavori. Lì mi ero ritagliato un ruolo da ‘maestro di tecnica’, che poi ho voluto approfondire: assieme al compagno di tante avventure Gianfranco Cinello abbiamo fondato una scuola calcio nel vero senso del termine, dove i genitori ci mandavano i bambini per migliorare le basi del gioco, ossia i gesti tecnici.Grazie a questo ho iniziato a collaborare con varie realtà del territorio: la prima è stata la Forum Julii, che ci aveva concesso il campo; poi il presidente Skocaj mi chiamò alla Cormonese anche per aumentare l’appeal della sua squadra; infine ho trascorso gli ultimi anni con la prima squadra del Torviscosa, assieme all’amico Michele Gamariello. Quest’estate tutto è partito con Luca Mottes, un mio ex giocatore, che mi ha chiesto di tenere un allenamento alla Valnatisone: i ragazzi si sono divertiti e la società mi ha ricontattato per collaborare. Abbiamo iniziato la scorsa settimana, ora ufficializziamo”.
Ma in cosa consiste la collaborazione che Miano porterà in dote? “Il mio lavoro è lo stesso che impostavo alla prima squadra dell’Udinese, perché la tecnica è e rimane la stessa. Lavoro con piccoli gruppi, definiamo un tema – come può essere il tiro in porta – e lo approfondiamo per qualche settimana. Poi passo ad altri ragazzi e così via. In questo modo non intacco il lavoro dei mister e miglioriamo tanti aspetti come la postura e l’uso del piede debole, portando a un sicuro miglioramento della qualità”.
Un percorso che l’ex Udinese da anni promuove anche con i suoi camp estivi: “Il lavoro della scuola calcio serve da volano per i camp. Ne facciamo due: uno da Cinello a Fagagna e uno con me nelle Valli del Natisone, dove per due o tre settimane portiamo i ragazzi in giro per i nostri campi, da San Pietro a Pulfero e San Leonardo, unendo altre attività come la pesca o i bagni nel fiume”.
A chiosare la presentazione interviene di nuovo Zottig, che illustra i numeri di una Valnatisone sempre più strutturata: “Ora abbiamo circa 90 iscritti del settore giovanile, dai Primi Calci agli Allievi, a cui vanno aggiunti i tesserati della prima squadra. È un lavoro non da poco, svolto da tante persone che magari non si notano ma che si fanno in quattro per il nostro territorio. Stiamo diventando importanti”.
Infine, prende la parola anche lo storico segretario della rinascita biancorossa, Stefano Rossi, figura cardine del nuovo corso societario:
“Ci sono stati anni difficili, ma con una crescita costante, passo dopo passo, siamo riusciti a riportare vicino alla Valnatisone tanta gente. Non è stato facile, ma con un duro lavoro abbiamo costruito qualcosa di bello e importante. Oggi abbiamo i campi di San Pietro e Pulfero, una Club House e tanti ragazzi che stanno arrivando da noi. Questa nuova collaborazione con Miano è molto importante: lo ringraziamo di cuore, il suo aiuto è fondamentale per far crescere i giovani e dare una mano al mister. Speriamo di andare avanti così: è una grande soddisfazione e ci inorgoglisce”.
E così, mentre la Valnatisone continua a tessere con pazienza e orgoglio il filo della propria rinascita, il panorama delle Valli sembra illuminarsi di una luce nuova. C’è l’entusiasmo di un territorio che non si arrende allo spopolamento, ma rilancia con passione, radicandosi ancora più a fondo nella propria identità. Una comunità che trova forza nei suoi campi, nei suoi ragazzi, nella dedizione di chi ogni giorno lavora senza clamore. Accanto alla presidente Alessandra Macorig e al vicepresidente Giovanni Zufferli, operano infatti instancabilmente i dirigenti Paolo Gusola, Stefano Oviszach, Alessandro Osgnach e Ivan Ruttar: un gruppo coeso, silenzioso ma fondamentale, che come le antiche pietre delle Valli sostiene e custodisce il futuro. La Valnatisone avanza così, passo dopo passo, con lo sguardo rivolto avanti e il cuore ancorato alla propria terra, trasformando ogni conquista in un seme di speranza per un domani sempre più ricco di colori e di vita.