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Edizione provinciale di Udine


UDINESE. Prade: "Abbiamo cambiato filosofia"

Durante la presentazione degli ultimi tre giocatori (Opoku, D’Alessandro e Teodorczyk) il responsabile dell’area tecnica fa il bilancio del mercato. “Grandi investimenti, tredici nomi nuovi ma qualcuno, come Danilo, doveva cambiare aria. Serve ancora un pò di tempo, mi fido dei giocatori polacchi… Behrami? Capitano in campo e nello spogliatoio”


Altra “infornata” di nuovi all’Udinese. Sono in tre (gli ultimi, ndr) anche oggi, davanti ai media. Per raccontarsi, per trasmettere le loro speranze. Attraverso frasi sostanzialmente fatte, ma Nicholas Opoku (centrale difensivo), Marco D’Alessandro (esterno alto) e Lukasz Teodorczyk (attaccante) non possono ancora (chissà se azzarderanno in futuro…) sbilanciarsi. Non è il caso, almeno prima di aver dimostrato con i fatti. Si presentano “sorvegliati” dal responsabile dell’area tecnica Daniele Pradè, il quale fa anche un bilancio del mercato bianconero.

“Tra la rosa della scorsa stagione e quella attuale ci sono undici giocatori nuovi, più Badu e Wague rientrati dal prestito - contabilizza Pradè - rispetto alla scorsa stagione sono oltre tredici i giocatori inediti. E sono andati via in otto. La famiglia Pozzo ha fatto investimenti importanti, perchè anche quelli rimasti è stata dura tenerli. Mi riferisco a Fofana, Barak, Samir e De Paul. C’è stato un cambiamento di filosofia, abbiamo inoltre un allenatore nuovo con idee diverse da quelle cavalcate sinora”.

I cambiamenti portano anche incertezze.
“Ci possono essere benefici e problemi. Per questo, essendo trascorso soltanto un mese e mezzo di lavoro, chiediamo pazienza. C’era poi gente che aveva fatto il suo tempo: dopo un po’ il cambio è fisiologico. E in ogni società, dopo tre quattro anni credo ci debba dev’essere un cambiamento importante. Danilo? Era giusto respirasse un’altra aria, perchè i giovani portano entusiasmo. Vanno sostenuti e la gente lo ha capito”.

Servirà magari pure un pizzico di esperienza.
“I giovani portano forza fisica, entusiasmo, agonismo. Poi serve anche il mestiere e, per questo, contiamo molto sull’apporto di Berhami. Dovrà essere capitano in campo e nello spogliatoio: uno dei più grandi acquisti di quest’anno”.

Favilli? Lapadula?
“Da Radio Mercato passano tanti nomi. Poi Teodrczyk è diventato, ad esempio, un opportunità nel giro di una settimana. E abbiamo preso quello che serviva al gruppo”

E’ venuto a galla anche Seferovic.
“Stava nel calderone. L’ho avuto alla Fiorentina, poteva essere un’opzione. Poi è arrivato “Teo” (Teodorczyk, ndr) e ci siamo gettati su di lui”.

I giudizi poco lusinghieri degli addetti ai lavori esterni?
”A me interessano quelli interni. Da fuori, inoltre, non si ha la conoscenza. E poi è bello far cambiare opinioni”.

Musso?
“Sta bene, ieri fatto allenamento completo. Ma ci vorrà ancora settimana”

Angella è scomparso?
“Non rientra nei piani futuri del club. E’ un professionista serio, al quale stiamo cercando di trovare la migliore collocazione”.

I NUOVI - “Arrivo da un anno particolare: colpa mia e della sfortuna - ammette Marco D’Alessandro – ora, essere a Udine, è un motivo di orgoglio e di stimolo: è una piazza importante, a livello organizzativo un’ eccellenza. Ho tante motivazioni, spero in un’ ottima stagione. Il mercato? L’ho vissuto tranquillamente: però, quando ho saputo che c’era una chance di venire qui, speravo si riuscisse a chiudere. La condizione? Sono pronto, mi sono sempre allenato, tranne che nell’ ultimo periodo, per evitare rischi. Io un punto di riferimento del gruppo italiano? Speriamo, vedo comunque che si sta creando un bella coesione. E se c’è un allenatore che può valorizzare le mie caratteristiche, va ancora meglio. E destra o sinistra cambia poco”. “Vorrei sottolineare che a Marco ho fatto sottoscrivere il primo contratto (con Bertolacci, ndr) - aggiunge sornione Pradè - qualcosa, quindi, il ragazzo mi deve…”

Di poche parole, invece, Opoku. “Sono felice di essere qui e di giocare per l’Udinese- attacca scolasticamente il centrale ghanese – per essere un leader difensivo, però, devo sudare e impegnarmi. In questa squadra ci sono tanti bravi difensori, non posso far altro che continuare a lavorare per dimostrare il mio valore. Gli altri connazionali già passati per Udine? Ho parlato con Appiah: mi ha detto che l’Udinese rappresenta un ottimo club per cominciare ad ambientarsi in Europa. Gargo? Mi ha dato consigli che mi porterò dentro”  

“La lingua italiana è difficile, sono qui da pochi giorni, ma cercherò di imparare – si presenta Lukasz Teodorczyk - e prometto di farlo presto. Se ho sentito Zielinski? No, però lui è molto bravo, forse qui non ha avuto la chance di dimostrarlo. La tattica ? Sto ancora imparando, cerco di adattarmi il meglio possibile alla squadra. Anche se tutti, ovviamente, si aspettano che faccia molti gol. Ma se non li segno e vinciamo, va bene lo stesso. Ultimamente ci sono stati vari cambiamenti nella mia vita, nei due anni in Belgio ho imparato tanto e, per il salto di qualità, l’ Udinese va benissimo, indipendentemente da altre offerte ricevute. La forma? Mi alleno duro, non sono ancora al top, ci tengo ad esserlo prima possibile. L’esultanza speciale? Con la T del mio cognome”

“Credo molto nei giocatori polacchi – puntualizza Pradè - sono amico di Boniek e sono stato fortunato con loro, in passato. Ho avuto Blaszczykowski alla Fiorentina, poi Bereszynski e Kownacki alla Sampdoria. Hanno dimostrato tutti un’ottima qualità”.

Roberto Zanitti

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  Scritto da La Redazione il 24/08/2018
 

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