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Edizione provinciale di Udine


APPUNTI DI VIAGGIO - La trasferta a Calvisano, terribile e memorabile

Non solo la partita, stregata e maledetta. La "gita" di domenica è stata un tuffo nel calcio più genuino e vero, tra vecchi amici che abbiamo rivisto con piacere, e tifosi speciali. Grazie Lumignacco!

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D'accordo, è andata - calcisticamente parlando - male, malissimo. L'occasione della serie D era lì, a portata di mano, e un po' se l'è fatta sfuggire il Lumignacco, molto l'hanno fatta scomparire altri personaggi, che hanno il potere di decidere, fischiare, trasformare sudore, tecnica e cuore in gol, oppure in polvere. Inutile nasconderlo, il colpo è micidiale, durissimo da incassare e non sappiamo cosa potrà produrre, oltre che l'enorme sensazione di aver subito un torto gigantitesco. 
Ma lo "scippo" di Calvisano non è stato solo lo scippo di Calvisano, ma anche un viaggio, una trasferta, una giornata memorabile sul piano umano. 
E allora è giusto ripercorrerla in queste righe e con le foto di una domenica 13 giugno dannata, stregata, ma anche unica e, sotto tanti punti di vista, strepitosa.

Il cronista ha ancora nel cuore la cura con cui i dirigenti del Lumignacco hanno predisposto la trasferta nella Bassa bresciana, una cura che è rispetto per i tifosi e sostenitori, e infinito amore per il calcio. La corriera messa a disposizione è piena e ci ritroviamo puntali alle 8 di mattina di domenica, accompagnati da un sole estivo. Il punto di adunata e partenza è la piazza del paese e al bar Fe.na.lc si rivedono volti di amici che ti fanno immediatamente tornare indietro nel tempo. C'è Luca Garbino, la punta degli anni Novanta, c'è naturalmente lo storico Renato Berini e c'è il presidente onorario Gastone Pellizzari. Sono qui per incorraggiare, trepidare, aiutare, dare la spinta giusta a coloro che in Lombardia cercheranno l'impresa dopo il 2-2 dolce-amaro di Corno di Rosazzo.
Si parte alle 8.40, sul pullman c'è allegria, ci scappano i canti e i cori alla squadra rossoblù, le bandiere sono nel bagagliaio ma i colori delle sciarpe sono ben visibili accanto ai sedili. Lungo la "ferrata" le battute si susseguono e tempo di annoiarsi non c'è nè. Si fa tappa a Portogruaro (officine FVG), per caricare un ulteriore passeggero e poi finalmente ecco l'autostrada; a metà tragitto ci si ferma in autogrill per un piccolo spuntino a base di salame e formaggio, una sgranchita alle gambe e poi via, destinazione Calvisano. Qui ci si inoltra per alcune viuzze strette e piene di curve, e si ironizza sul percorso... 
Arriviamo al centro sportivo di Calvisano, patria del rugby: tra un campo e l'altro dedicati allo sport della palla ovale sbuca il "campetto" della Calvina; nei pressi c'è un locale chiuso ma con tavoli e sedie che sembrano dire... "prego, si accomodi". Per evitare spiacevoli inconvenienti la dirigenza del Lumignacco si adopera nell'interpellare chi di dovere così da poter mandare in scena il pranzo. La fame, nel frattempo, è quella di lupi a digiuno da una settimana. Prima del passo ecco un'improvvisa fuga in meta nell'adiacente campo in erba sintetica del signor Zetto, il papà di Federico; il fotografo riprende la simpatica scena.  
Le morose e le mogli apparecchiano in velocità, vengono serviti antipasti, piatti freddi, secondi e dolci il tutto annaffiato da felicità e bibite fresche; l'attesa della partita è abbastanza lunga, 3 ore, il tempo per dare un'occhiata alla piscina adiacente alla struttura e fantasticare magari sulla serata se le cose vanno in una certa maniera... Ma non ci si sbilancia, il momento della verità si avvicina, lo stare insieme rende più leggero e sereno il pre-partita. 

Saltiamo la gara, maledetta, ed eccoci al viaggio di ritorno. Il lettore si aspetterebbe musi lunghi e silenzio incavolato; invece c'è la delusione ma anche la giovialità e la consapevolezza di aver vissuto insieme un'esperienza indimenticabile. Si parla dell'incontro, si canta, il tempo passa veloce. Il presidente Zanello prende in mano il microfono, ringrazia tutti per la bella giornata trascorsa al seguito della squadra. Applausi. Il ritorno è costellato da una visita panoramica di Lumignacco e paesetti vicini, con l'autista costretto a percorrere strade di campagna alternative per motivi logistici.
Arriviamo al punto di partenza 90 minuti dopo la mezzanotte, è il momento dei saluti, delle strette di mano, delle pacche sulle spalle. Sul pullman abbiamo apprezzato tra gli altri la compagnia del presidente Zanello, del vicepresidente Tiziano De Vita, del dg Gardellini, del cassiere Luca Maranzana (trascorsi da stopper con i rossoblù e il Trivignano), e poi Elvio Sandrin, responsabile del settore giovanile, Stefano Della Vedova, anche lui trascorsi con la maglia rossoblù e molto vicino al club, il mitico Simone De Biagio, che si dedica anima e corpo al tappeto erboso del Lumignacco, l'ottimo Rino Tosoratto... Non potevano mancare Max Pessi, grande estimatore di Pratolino (il difensore rossoblù gioca nel ruolo che Max sapeva ricoprire da vero satanasso), e soprattutto una bandiera, un'icona, quel Daniele Mauro che per 18 anni ha indossato la fascia da capitano. Alla trasferta hanno partecipato tifosi udinesi, goriziani, triestini e personaggi come Stefano Michelutti, allenatore e ora ds del Sant'Andrea. Tutti si porteranno nel cuore questa giornata, terribile e insieme stupenda.
Grazie di tutto, Lumignacco.

 

Foto a cura di Adriano Peresano

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  Scritto da La Redazione il 13/06/2018
 

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