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Edizione provinciale di Gorizia


IL PUNTO - La riscossa della provincia di Gorizia: 6 promosse, forse 7

Il risveglio di un calcio isontino che arrivava da anni difficili. Juventina e Mladost le sorprese più esaltanti, l'Ism si consola con Sangiovanni


Nel complesso è abbastanza positiva la stagione delle 26 squadre appartenenti alla provincia di Gorizia distribuite nelle varie categorie, dall’Eccellenza alla Terza. Tre hanno guadagnato la categoria superiore vincendo il rispettivo campionato (Pro Gorizia, Ufm e Azzurra), altrettante tramite i play-off, giocati o no (Mladost, Terenziana e Piedimonte), ed è ancora in bilico una possibile settima sorella, la Juventina in caso di vittoria, o pareggio dopo i supplementari, domenica nel match casalingo col Primorje.

In più a Gorizia sono arrivati due trofei, la Coppa regione di Terza intitolata proprio ad un Goriziano, l’ex compianto presidente del relativo Comitato provinciale Mario Marega, appena vinta dal Piedimonte, e la Supercoppa di Promozione, conquistata dalla Pro Gorizia. Purtroppo devono scendere di categoria tre squadre (Mariano, Turriaco e Villesse), tutte dalla Prima.
A bocce ferme (quasi) vediamo brevemente il cammino delle 26 squadre goriziane-isontine-bisiache partendo dall’unica rappresentante in Eccellenza, ossia il Ronchi. Lo facciamo in due tranches. La squadra di Franti partita con un ottimo passo, forse inaspettato, ha perso furore dopo la sosta invernale rischiando di venir travolta dai play-out, evitati ad una giornata dalla fine.

In Promozione la cavalcata trionfante della Pro Gorizia, ostacolata fino ad un certo punto della stagione dalla valida antagonista Primorje, ha permesso al team guidato da Coceani di ritornare in Eccellenza in concomitanza col 90° anno di fondazione del club.
Comunque vada è una stagione da incorniciare anche per la Juventina, partita forse con minori chances di promozione rispetto alle stagioni precedenti ma nonostante una lunga sequela di infortuni, la squadra ha stupito tutti, mister Sepulcri compreso, ed ora le basterebbe il pareggio per rigiocare il derby stracittadino nella categoria superiore.
Ha un po’ deluso invece l’Ism, un mix di giocatori esperti e di giovani di buone speranze con un tecnico di altissima esperienza qual è Zoratti. Eppure qualcosa non ha funzionato, soprattutto nelle poche gare casalinghe vinte, solo sei. La società gradiscano può consolarsi nell’avere con se il capocannoniere Sangiovanni (20 reti).
Si è salvata all’ultima giornata la Pro Romans Medea capitalizzando i punti conquistati in casa piuttosto quelli miseri in trasferta, suo male di stagione. Decisivi anche gli innesti dicembrini, soprattutto bomber Verrillo.

In Prima categoria salita storica in Promozione del Mladost, frutto di una stagione encomiabile guidato da un tecnico, Caiffa, che ha sempre creduto in questo traguardo raggiunto con una squadra piuttosto giovane. Qualche incidente di percorso dopo Pasqua poteva compromettere il tutto ma la reazione finale è stata degna delle precedenti uscite. Ora il nodo del campo.
A guardar i numeri si resta un po’ stupiti nel vedere il peggior attacco con sole 26 reti la cui squadra finisce al settimo posto. Ma l’Isonzo vanta anche la miglior difesa del girone (25 gol subiti) e il più alto numero di 0-0 collezionati (7). Quest’anno è andata bene, per il prossimo servirebbe qualcosa in più la davanti capace di scardinare le difese altrui.
La Gradese si è salvata un paio di domeniche prima della conclusione con un buon girone di ritorno in cui ha più volte sfiorato i play-off. Poi le conseguenze del lavoro stagionale di diversi giocatori hanno privato mister Nunez della forza necessaria per rimanere in quelle zone.
Si salva ai play-out l’Isontina con un finale di stagione in crescendo dopo una partenza da mani nei capelli per il presidente Pillon. L’esperienza di alcuni suoi giocatori ha fatto la differenza nei momenti cruciali.
E tocchiamo i punti dolenti, le retrocessioni tutte concentrate qui.  Il Villesse non è riuscito a bissare lo splendido campionato della stagione scorsa, anzi lo ha fatto diametralmente all’opposto non riuscendo quasi mai a sollevarsi dalle sabbie mobili della classifica. Tante, troppe le partite gettate al vento (15 sconfitte) e neppure il cambio in panchina, Scarel al posto di Pinatti, ha dato i frutti sperati.
Al fotofinish si spengono le speranze del Mariano, beffato a due minuti dal termine da uno svarione del suo capitano (dopo quello arbitrale) costato il gol che ha condannato i rossoblu di Veneziano alla discesa al termine di una stagione complicata da molti infortuni o defezioni e poca buona sorte.
Non ce la fa neppure il Turriaco nonostante sembrasse aver trovato la strada giusta per uscire dal tunnel (e l’aveva trovata per una domenica) dopo un avvio di stagione disastroso. Le ultime partite perse hanno vanificato la rincorsa verso la salvezza e l’inutile pareggio con l’Isontina ne ha decretato la discesa. 

Claudio Mariani

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  Scritto da La Redazione il 14/05/2018
 

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