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Edizione provinciale di Tolmezzo


CARNICO - De Franceschi prepara un Ravascletto d'assalto

Alla scoperta del nuovo tecnico scelto da Fracas e dagli altri dirigenti per festeggiare nel modo migliore il mezzo secolo di esistenza del club. Squadra simpatica, gagliarda e con un saldo legame con il territorio


DANA Sport. Dal 1976 veste lo sport

Siamo andati a conoscere Andrea De Franceschi, neo mister del Ravascletto, militante nella Seconda categoria del Carnico che sta per ripartire.        

De Franceschi, ci può raccontare la sua vita sportiva (di calciatore, allenatore, alpinista e via dicendo) e se ci sono tradizioni in famiglia?


"Sono di Paluzza, e come tutti i paesi della Carnia, è un paese circondato da prati e boschi dove con gli amici ho trascorso  praticamente tutta l’infanzia. Vivere all’aria aperta mi ha avvicinato a tutti gli sport di montagna in particolare, anche se non agonisticamente, allo sci e all’alpinismo. Ma la passione più grande è il calcio, dove ho cominciato nelle squadra del paese per poi raggiungere il settore giovanile della Pasianese che in quell’epoca militava nel campionato interregionale. Dopo le giovanili sono approdato nel Tolmezzo. Poi, a parte un campionato nel Venzone, ho militato in varie squadre nel campionato carnico. Ho condiviso questa mia passione con i fratelli Marco e Bruno dove a volte ci siamo divertiti come compagni di squadra, altre volte come avversari. Credo che la tradizione calcistica arrivi da Roma da mio nonno Romeo, grande amante del calcio con un percorso da portiere nelle file delle giovanili della Roma".  

Le hanno affidato il timone di un Ravascletto andato vicino al salto di categoria? Perché ha accettato e quali sono gli obiettivi da raggiungere?


"Verissimo, il Ravascletto sia come società che come squadra sta dimostrando grande solidità e crescita negli ultimi anni, motivo che sicuramente mi ha avvicinato a questa realtà. Inoltre condivido a pieno il progetto del presidente Walter Fracas e del suo direttivo che da tempo si sono posti l’obiettivo di riportare tutti i giocatori di  Ravascletto nella squadra del paese, riuscendoci quasi completamento con il ritorno prima del prezioso centrocampista Ivan De Crignis e quest’anno del granitico portiere Omar De Infanti. Credo che questa operazione sia molto importante per rafforzare il senso di appartenenza al territorio oltre a garantire un futuro di compattezza e partecipazione societaria. Quest’anno il Ravascletto festeggia i 50 anni di fondazione e vogliamo onorare questa occasione con una crescita ulteriore di professionalità e abilità di tutta la squadra arrivando a fine stagione guardandoci negli occhi e sapere di aver dato il massimo".   

Quali sono le caratteristiche fondamentali del gruppo che guida?  E i vostri movimenti di mercato?

"Alcuni ragazzi li conosco bene anche calcisticamente, altri meno; posso dire che la simpatia non manca. Ognuno ha una propria personalità ma percepisco una gran voglia di fare bene e divertirsi. Essendo in molti sciatori e frequentatori della montagna mi aspetto grande tenacia e forza caratteristica di queste valli! Abbiamo avuto in uscita alcuni giocatori per motivi lavorativi o di opportunità, e ne sono dispiaciuto, ma la società ha saputo tener testa con arrivi che reputo molto importanti, non siamo in molti ma credo sia una squadra ben strutturata".

Parlando prettamente di tattica,  qual è il modulo di gioco che metterà in campo?

"Non sono un gran amante della tattica, anche se naturalmente ho le mie convinzioni. Lavoreremo in base al tempo a disposizione; cercherò il sistema di gioco che più mi riesca a garantire caratteristiche di  versatilità ed equilibrio, sfruttando al meglio le abilità tecniche/tattiche dei giocatori".

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Aldilà del fatto che è stato una delle colonne contribuenti alla vittoria dell'Am Rigolato nel campionato amatori 2017 al momento, ha altre soddisfazioni sportive di cui narrarci?  E/o qualche aneddoto o simpatico siparietto?

"Soddisfazioni ed emozioni ne ho provate tante con la palla nei piedi. Mi piace ricordare la vittoria del campionato 2001 con la maglia dell’Arta Terme, forse perché totalmente inattesa. E il periodo con il Campagnola, oltre ad essere stato vincente, mi ha fatto scoprire il forte attaccamento e rispetto che nutrono per il campionato carnico persone che carniche non sono".
   
Questa sua attività di allenatore le darà il tempo per giocare nel Collinare coi biancazzurri rigolatesi?

"Spero di sì... ma chiaramente la priorità del tempo libero, dopo la famiglia, sarà lavorare per dare il massimo come allenatore del Ravascletto".

In ambito calcistico qual è il suo più grande difetto e il miglior pregio?

"Mi reputo un giocatore generoso e di squadra; difetti penso parecchi ma uno fra i più gravi è il “rosicare” per le sconfitte!".

Ritiene il calcio carnico in sofferenza? E, a tal proposito, cosa pensa della circostanza che l'Us Rigolato non sarà ai nastri di partenza a maggio?

 "È da un po’ che si sente parlare di un calo numerico di giocatori e quindi di una  grande difficoltà per le società a formare dirigenze e rose idonee. L’esempio del Rigolato è sintomo di questo e credo sia inevitabile visto il calo demografico in Carnia.  Dovremmo puntare sulla qualità, collaborando fra paesi e con il Tolmezzo calcio, creando centri giovanili specializzati dove formare i giocatori futuri. Poi, in base a quanti saranno, in proporzione, si potranno formare le squadre e il livello sarà alto".

"Da uomo di sport e del calcio avrebbe dei suggerimenti per quello italiano?


"Dare consigli mi sembra inopportuno. Condivido però il cambiamento di atteggiamento che i vertici del settore tecnico stanno proponendo dando molta più attenzione alla tecnica individuale che alla tattica. Per farmi capire: se un tempo difensori o portiere non avevano gran piedi trovavano spazio comunque compensando con la tattica o agonisticamente. In futuro non credo ci sarà più spazio per giocatori non tecnici".

Non possiamo concludere se non con le domande di prammatica. La prima é: di quale squadra è tifoso? La seconda: cosa ne pensa della non qualificazione dell’Italia ai Mondiali di Russia?

"Simpatizzo per la Roma però appena posso guardo l’Udinese. Per quel che riguarda la Nazionale sostengo che la mancata qualificazione al Mondiale era nell’aria! Ci sono stati una serie di fenomeni che hanno contribuito ad indebolire il calcio italiano, ma credo che abbiamo peccato di presunzione, convinti che il nostro calcio sia il migliore. Comunque mi auguro di vedere un bel campionato mondiale anche se non ancora scelto che squadra sostenere".
 
Pugaccio

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  Scritto da La Redazione il 08/03/2018
 

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