Vota il sondaggio

Inserisci la tua email per votare

Puoi votare solo una volta per questo sondaggio e la tua email deve essere valida.
La tua email non sarà resa ne pubblica ne visibile.

Consenso al trattamento dati:

Accetta il trattamento dei dati.

 
×

Accedi al Sito !

Usa le tue credenziali di accesso:
Non ricordi più la password?

Registrati

 Resta connesso

 

oppure

Accedi con Facebook

×

Edizione provinciale di Udine


UDINESE STORY - Bierhoff e la sua storia in bianconero

Il colpitore di testa più forte degli anni Novanta e la sua storia a Udine

Uno dei migliori giocatori della storia dell’Udinese, semplicemente uno dei bomber che hanno segnato di più. Di chi stiamo parlando se non di Oliver Bierhoff, uno dei calciatori tedeschi che meglio hanno saputo fare nel campionato italiano, anche una volta che è passato alla corte rossonera.

Con la maglia bianconera Bierhoff è stato in grado di segnare la bellezza di 57 reti in 86 gare. Una media-gol davvero straordinaria, come quella di bomber che faticano a rivedersi dalle parti del Friuli. Da queste parti, Bierhoff ha giocato ben tre stagioni, arrivando nel 1995 e poi andandosene nel 1998.

Un ricordo indelebile, al punto tale che tanti tifosi bianconeri vorrebbero rivedere nel nuovo stadio questa tipologia di giocatori. E se per tanti l’Udinese potrebbe essere una delle indiziate a retrocedere, ci sono varie piattaforme online che propongono quote molto interessanti: ad esempio, Topscommesse.com offre consigli di scommesse che possono tornare sempre decisamente utili.

Bierhoff e il difficile sbarco in Italia ad Ascoli

Senza ombra di dubbio il bomber tedesco non era un calciatore che faceva della tecnica il suo punto di forza, ma in area di rigore era un rapace incredibile. Uno dei classici “nove” vecchio stampo, che faceva del colpo di testa e della stazza le due qualità principali, al punto tale che alla fine degli Anni Novanta veniva considerata, a ragione senz’altro, uno dei più forti colpitori di testa in tutto il mondo.

In Italia Bierhoff non sbarca direttamente all’Udinese, dato che la sua prima esperienza nel Bel Paese è sempre in bianconero, ma con la maglia dell’Ascoli. Il cartellino, però, è di proprietà dell’Inter, fortemente voluto da parte del presidente Pellegrini, che poi lo gira prontamente alla compagine marchigiana per farlo maturare il più in fretta possibile.

Nelle prime nove sfide di campionato, Bierhoff non centra la porta nemmeno per sbaglio e ovviamente i giornalisti non gli perdonano nulla in pagella. Il problema era sostanzialmente di coordinazione, visto che aveva numerose difficoltà a gestire il bacino, ma le complicazioni derivavano anche dal fatto che il suo piede sinistro era assolutamente il suo punto debole.

Anche i tifosi dell’Ascoli non capiscono il momento negativo del giocatore tedesco e lo fischiano. Oliver, intanto, si fa male agli adduttori e anche questo fastidio non permette di essere fisicamente al meglio. I suoi compagni lo sostengono e, pian piano, la situazione cambia notevolmente: 20 e 17 gol nelle stagioni successive.

Il periodo d’oro all’Udinese

L’Udinese di Pozzo batte sul tempo il Perugia e il Vicenza e lo porta in Friuli. I tifosi bianconeri non sono affatto contenti di tale colpo di mercato. Bierhoff, però, ha imparato che a rispondere deve essere sempre e solo il campo e lasciare che le sue prestazioni possano parlare da sole. Una stagione da 17 reti fa passare qualsiasi tipo di malumore e riesce a raggiungere anche la convocazione con la maglia della Germania.

Nella stagione 1996/97 la capacità realizzativa di Oliver Bierhoff si “limita” a soli 13 gol in 23 partite, ma in ogni caso dà il suo contributo al raggiungimento della prima, storica qualificazione in Coppa Uefa dei friulani. Il tedesco fa parte di un tridente, nel 3-4-3 di Zaccheroni, che tutti i tifosi dell’Udinese non possono dimenticare, insieme a Paolino Poggi e Marcio Amoroso.

La stagione successiva, però, rappresenta la definitiva consacrazione per il bomber tedesco. L’Udinese vola in campionato e riesce a piazzarsi al terzo posto, dietro Juventus e Inter. Tra l’altro, Bierhoff segna così tanto, 27 reti, da diventare capocannoniere, vincendo il titolo e lasciandosi alle spalle un campionissimo come Ronaldo, il fenomeno brasiliano che giocava a quei tempi nell’Inter. Poi il trasferimento al Milan, dove finisce insieme con il tecnico Alberto Zaccheroni e sarà decisivo per la conquista dello scudetto.


Print Friendly and PDF
  Scritto da La Redazione il 09/11/2019
 

Altri articoli dalla provincia...



















Vai all'edizione provinciale
Tempo esecuzione pagina: 0,01988 secondi