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Edizione provinciale di Udine


UDINESE - Pradè: "Il mio calcio? Esperienza e semplicità"

Presentato il nuovo responsabile dell’Area Tecnica. “Stavo per rinnovare con la Sampdoria e invece…Mi piace lavorare con trasparenza e lealtà. La squadra dello scorso anno non è scarsa, altrimenti non avremmo cosi tante richieste di mercato…Prenderemo una punta e lo stadio deve ridiventare un fortino. Velazquez? L’uomo giusto. In lui rivedo Montella e Paulo Sousa, mister che prediligono un calcio gioioso e offensivo”

Dopo alcuni “yes man” ecco, forse, uno che cammina con le proprie gambe. Che rivendica una dignità operativa e  può esibire un curriculum discretamente importante (tanta gavetta in Lega Pro, certo, ma un’ultima fetta di carriera spesa tra Roma, Fiorentina e Sampdoria). Daniele Pradè, elegante ed educato, nuovo responsabile dell’Area Tecnica dell’Udinese calcio, promette (sarà vero?) un nuovo corso.

“Con me porto due cose, semplicità ed esperienza – attacca – il primo concetto perché mi piace fare le cose in maniera normale e trasparente. Perché voglio lavorare con lealtà. Se questi sono i concetti base, tutto diventa più semplice. L’esperienza? Nel bagaglio ci sono trent’anni da da direttore sportivo: dopo la Lega Pro, Roma, Fiorentina e Sampdoria. Ora, però, sono fiero e orgoglioso di essere all’Udinese. A questo proposito, ringrazio la famiglia Pozzo che mi ha voluto e fatto sentire importante”

In che maniera il feeling è sfociato nel...matrimonio?
“Siamo stati vicini tante volte, in passato. Poi le cose succedono in maniera inaspettata, Stavo per rinnovare con la Sampdoria: invece, mi sono sentito con il patron Giampaolo e Gino, ricavandone le motivazioni giuste per fare bene e l’assicurazione di una centralità del ruolo. Ho idee e concetti che mi piacerebbe portare all’interno di questo gruppo. Ed entrare a far parte della famiglia”

Possiamo scendere nello specifico?
“Intendiamo creare qualcosa di nuovo: e già l’allenatore rappresenta una scelta di rottura. Ci serve un gruppo che diverta, per portare la gente allo stadio e riavvicinarla. Il senso appartenenza dev’essere forte, c’è da ricreare un’identità con i tifosi. Che comunque, storicamente, sono sempre stati vicini. Il bel calcio e il lavoro ci aiuteranno”.

Va bene la gente. Ma la squadra?
“Stiamo facendo le opportune verifiche: succede quando si arriva da annate particolari. Ho visto tutte le partite dello scorso campionato e dico che la squadra è forte. Lo confermano le tantissime richieste per i nostri giocatori”.

Escluso, quindi, un ribaltone?
“Credo si possa lavorare anche sulla base che già esiste. Dando concetti diversi e motivazioni forti. Serve innanzitutto leggerezza mentale: ripartire dopo 11 ko di fila e una salvezza faticosa non è facile. Bisogna impattare subito bene”

Velazquez è una bella scommessa.
“E’ la persona giusta, l’ho capito dalla prima volta che l’ho visto. Ho avuto a che fare con allenatori importantissimi quali Ranieri, Prandelli, Capello e giovani emergenti come Spalletti. Gente con gli occhi della tigre e grande voglia di fare. Posso accostare Julio a Montella e Paulo Sousa: ci sono notevoli analogie. Per offrire un calcio offensivo, che esprima gioia”

Rapporti con la proprietà?
“Si tratta sempre di condividere con il club. Faccio calcio da tanti anni: non avrò problemi a relazionarmi. Non sono preoccupato di questo, anzi: è parecchio motivazionale”

Unica cosa sicura, all’altezza, gli impianti.
“Uno stadio cosi, in Italia, ce l’ha soltanto la Juventus. Per noi dev’essere una forza e portare punti. E avvantaggia anche la scelta di un calciatore o di un dirigente. La “Dacia Arena” deve diventare un fortino…”

E un Udinese a matrice italiana?
“Sarebbe importante, ma non è facile individuare delle bandiere. A me è successo con Totti e De Rossi ma a Firenze, ad esempio, Borja Valero lo è diventato strada facendo, entrando nel cuore del popolo viola. Quello che conta è avere senso di appartenenza, far parte di un gruppo e dare l’esempio. Italiano o di un altro paese è lo stesso.”

Parliamo di Mercato. L’attacco?
“Di punte ora ne abbiamo tre: Lasagna, Vizeu e Machis. Poi vediamo che cosa succede. Una ci serve, abbiamo tante idee, valuteremo l’opportunità migliore. Chi segna fa la differenza”

La difesa, invece? Negli ultimi anni è stata ripetutamente violentata…
“Iniziamo a lavorare assieme al tecnico, vediamo il materiale. Ripartendo da un concetto: almeno cinque persone hanno un grande mercato. Potremo pensare a fare cassa, ma vogliamo una squadra valida, che ci dia soddisfazioni”

Danilo?
“Parlerò con tutti. Voglio capire cos’hanno nella testa, se c’è voglia in loro, quello che pensano, se ci sono dei problemi. Prima di questi colloqui non posso anticipare nulla”.

Traguardo stagionale personale?
“Essere una persona che controlli, gestisca, segua, dia grandi motivazioni. Questo è il primo obbiettivo: rappresentare la famiglia. Trovando la giusta chimica tra le varie componenti”.

RADUNO - Le vacanze dei bianconeri (esclusi, naturalmente, i protagonisti del Mondiale di Russia) sino terminate. Entro le 23 di oggi tutti dovranno tornare alla base: domani, infatti, è in programma il primo allenamento. Fino al 17 la comitiva si tratterà a Udine; dal 18 luglio al 4 agosto, invece, si torna in Carinzia, a S. Veit an der Glan. Prevista la solita striscia di amichevoli: la più prestigiosa il 28 luglio, a Klagenfurt, avversario il Leicester. Confermato pure il tradizionale media day.

ABBONAMENTI - La campagna partirà il 16 luglio: da definire settori, prezzi e formule.

Roberto Zanitti

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  Scritto da La Redazione il 05/07/2018
 

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