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Edizione provinciale di Pordenone


QUALE FUTURO? - Le opinioni di Sava, Rossetto e De Tina

Continua il dibattito sul modo di affrontare nel breve e medio periodo le conseguenze sul movimento calcistico regionale prodotte dall'epidemia di coronavirus

Quale futuro (a breve, con i campionati sospesi) e a medio-lungo termine per il mondo del calcio regionale? Provano a dare la loro ricetta e le loro opinioni presidenti, dirigenti, allenatori e calciatori delle nostre società.

Andrea Sava (presidente del Sedegliano) - "La ricetta per ripartire non è semplice e non sarà indolore. Oggi sentiamo numerose critiche al mondo del calcio, parecchie delle quali fuori luogo, ma a mio avviso in questi momenti difficili è importante restare uniti e rispettare qualsiasi scelta venga fatta da chi oggi è alla guida. Ci sarà poi il tempo delle critiche e dei giudizi. In un momento nel quale siamo privati delle libertà personali di movimento e, per molti, della possibilità di lavorare, pensare di riaprire con il calcio non è una strada percorribile. Purtroppo temo che l’Italia sia stata la prima a chiudere tutto e sarà l’ultima a riaprire, ma spero di essere smentito dai fatti. Ipotizzando di riaprire una strada semplice sarebbe quella di rimandare il completamento di questo campionato al 4 marzo 2021 aspettano che tutto si plachi, ma ciò equivale a darla vinta al virus. Riaprire prima avrebbe senso senza però troppe regole regole e sanzioni, mi pare anche penali, che alla fine non faranno altro che allontanare la gente dagli stadi come peraltro già successo quando per contenere gli episodi di violenza venne varato il decreto “Pisano” con l’innalzamento di importanti recinzioni negli spalti senza peraltro risolvere il problema. In Gran Bretagna invece il tifoso è a diretto contatto con l’atleta e… non mi pare di ricordare i tifosi inglesi come dei santi….
Con il Covid-19 il rischio che si corre è lo stesso, ovvero varare norme frutto dell’emergenza che prevedano procedure poi impossibili da applicare e che di fatto allontanino dagli impianti sportivi atleti e tifosi.  E’ necessario che gli “esperti romani” trovino delle soluzioni semplici da applicare, tenendo conto del rischio residuo di contagio che non può essere eliminato e ciò non può essere un dramma altrimenti tutti noi non dovremmo mai utilizzare l’auto. Solo così si può per me riprendere anche domani mattina a giocare a calcio, altrimenti il medesimo problema ci sarà molto anche ad agosto e forse pure ad ottobre".

Franco Rossetto (segretario dell'Azzanese) - "La nostra società è per la chiusura dei campionati sospesi, che secondo noi dovrebbero terminare senza promozioni e retrocessioni. Spingiamo inoltre perché la nuovo stagione parta senza spese di iscrizione e tesseramento e con gli stessi organici della precedente. In caso di necessità si utilizzino i ripescaggi per completare i gironi nelle varie categorie partendo dalle prime in classifica al momento della sospensione dell'annata 2019-2020". 

Fabio De Tina (Zompicchia) - "Noi dello Zompicchia siamo favorevoli a chiudere la stagione senza assegnazioni... Se ci fosse bisogno di ripescaggi questi verrebbero determinati dalla classifica così com'è maturata al momento della sospensione. Ovviamente, ci attendiamo per il prossimo anno che la quota di iscrizione sia quantomeno dimezzata. Sicuramente molte società risentiranno della situazione prodotta dal Coronavirus a livello sanitario ed economico, anche per noi ci saranno difficoltà a garantire la squadra anche per il prossimo anno. Naturalmente ogni discussione e decisione è rimandata a quando potremo riunire il direttivo societario e valutare approfonditamente le prospettive dello Zompicchia".

https://i.imgur.com/Iaz4Yka.jpg

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  Scritto da La Redazione il 24/04/2020
 

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