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Edizione provinciale di Trieste


IL CASO - Nordici: sul Ferrini il Chiarbola Ponziana è pronto a tutto

Il presidente della società calcistica chiede di essere coinvolto dalle istituzioni sul rilancio dello storico impianto: "Ci trattano come se fossimo invisibili"...



L'Asd Chiarbola Ponziana Calcio, alla luce di quanto emerso negli ultimi mesi circa il tema del campo sportivo "Ferrini" con particolare riferimento a una recente intervista su un organo di stampa sportiva locale, chiede attenzione e chiarezza. Il presidente Roberto Nordici, dopo un anno di lunghe battaglie per restituire una fissa dimora alla sua squadra, si dice deluso e desideroso di un incontro chiarificatore: “Vorremmo poter partecipare a un tavolo di incontro avviato dalle autorità e dai principali addetti ai lavori per tutto ciò che concerne gli sviluppi della questione. Se da un lato ci ha reso felici essere venuti a conoscenza dalle parole di Mauro Milanese (amministratore unico della società Unione Sportiva Triestina Calcio, ndr) del fatto che si sia entrati nello "step 2" del piano che darà nuova vita all'impianto di gioco fermo oramai da troppo tempo, così come il lavoro della Figc regionale, del Comune e dell’Unione Sportiva Triestina Calcio, dall’altro l’amarezza per aver scoperto tutto questo casualmente e su un canale social è tanta”.  

Nessuno l’ha avvisata?
No. È triste dover constatare che ad oggi la società A.S.D. Chiarbola Ponziana Calcio non è stata direttamente contattata al riguardo da alcun rappresentate delle citate istituzioni. Siamo quasi invisibili, nonostante il profondo interesse per la faccenda. Dopo un anno di incontri, di colloqui con i rispettivi referenti, di dichiarazioni di intenti, di promesse di interessamento, di tavoli tecnici istituzionali, non ci sentiamo ancora considerati".

Presidente, cosa rappresenta il “Ferrini” per il Chiarbola Ponziana Calcio?
"Semplicemente casa. Vorrei restituire i 10.700 metri quadri che versano ancora in stato d'abbandono a una società capace di entusiasmare non solo il rione, ma gran parte della città. È da oltre un anno che mi muovo correttamente, nelle più svariate sedi e in tutte le modalità richieste per ottenere quello che rappresenta per noi un sacrosanto diritto. Invece, dopo aver vinto un campionato ed essere approdati in Promozione, ci troviamo ancora costretti ad essere nomadi: non abbiamo un nostro campo dove giocare, siamo penalizzati logisticamente e finanziariamente per via dell’assenza di un campo regolamentare e ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni, alle quali più e più volte ci siamo rivolti".

Cosa chiede, dunque?
"Sentiamo l'esigenza di prendere parte a un tavolo convocato e disposto dalle figure principali di questo progetto così da definire i punti ancora non chiari, per avere un confronto onesto e diretto sulle tematiche che gravitano intorno alla questione "Ferrini”. Vorremmo che il Comune si comportasse da mediatore, ci tutelasse. Il bando di assegnazione dei lavori è chiaro: si parla di un progetto completo, omnicomprensivo, destinato "a favore di ASD che hanno sede e radicamento storico nel rione". Per noi non c’è dubbio alcuno: è la nostra società, storica e gloriosa che sta tra l’altro continuando ad aggiungere trofei importanti al proprio palmares, a rispondere ai requisiti del bando. Per storia e ubicazione ci riteniamo inequivocabilmente i principali interessati della gestione. Vorremmo avere maggior certezza, una garanzia del fatto che anche per gli addetti ai lavori l’identikit corrisponda al nome di Chiarbola Ponziana Calcio".

Il progetto è importante.

"Sempre con riferimento al bando di assegnazione dei lavori, il “Ferrini” diverrà il terreno fertile su cui si svilupperanno "attività giovanili, iniziative per il superamento del disagio giovanile, attività a favore degli anziani e dei diversamente abili". Siamo felici che si sia pensato a qualcosa che coinvolga veramente tutti e tutto lo sport in generale. Noi come Chiarbola Ponziana non vediamo l’ora di metterci a disposizione per dare nuovo valore e lustro a un’area oramai dimenticata ma dalle enormi potenzialità. Trasformarla in un luogo di incontro e condivisione: semplicemente, di vero sport, collaborando compiutamente con l’investitore privato".

Anche perché il Chiarbola Ponziana Calcio ancora oggi rappresenta circa il 16% della popolazione triestina…

"Ma non solo. Basti pensare ai circa 285 tesserati tra soci, atleti e dirigenti, a un settore giovanile che punta a toccare i 100 bambini, a un motivo di vanto non solo per i nostri tifosi del rione ma per tutta la zona della città e le società affiliate".

Cosa si aspetta a questo punto?
"Il Chiarbola Ponziana Calcio, dotatosi di una struttura organizzativa funzionale e di una cooperazione altrettanto efficiente ed efficace rappresentata dal proprio main sponsor Masè S.r.l., continuerà ad esercitare tutti gli interventi di pressione finalizzati a concretizzare i propri più che legittimi obiettivi. Mi piacerebbe essere contattato dalle autorità principali per poter definire un incontro capace di dissipare tutti i dubbi: per il Chiarbola Ponziana, i propri tifosi, il rione, parte della città, un gesto che significherebbe veramente tanto dopo lunghissime battaglie per riappropriarsi di una “casa" sportiva”.



 


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  Scritto da La Redazione il 09/10/2018
 

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